Venerdì, Ottobre 26th, 2007
Stasera si comincia anche con la seconda tornata settimanale di allenamento. Per la serie vediamo quanto reggo.
Il magico mondo della pallavolo ha però un fascino irresistibile al quale è impossibile dire no, e in queste prime settimane mi è tornata tutta la voglia di sudare, saltare ed allenarmi di un tempo. Dopo due anni di nulla assoluto e di assenza -forse anche un po’ forzata- dalle palestre, questo periodo mi sembra un sogno, e ogni volta non vedo l’ora che sia mercoledì (ed ora anche venerdì) per andare a tirare due schiaffazzi ad una palla. Speriamo solo di non rompermi qualcosa o di ammalarmi vista la pessima condizione fisica, sarebbe veramente un peccato.
Ora poi ci si comincia a conoscere un po’ nel gruppo, per cui si gioca pian piano sempre meglio e con un livello dignitoso, quindi di conseguenza ci si diverte di più. C’è gente un po’ di tutti i tipi, ma è bello anche per quello. Stasera non so, ma fin’ora s’è giocato “misti”: da una parte ammetto che per il gioco è un po’ limitativo, in quanto comunque le differenze tra uomini e donne ci sono, sono evidenti, e sono indiscutibili; d’altra parte però ci si diverte forse di più, e qualche bella donzella scattante e saltellante lì davanti a te non fa mai male. Anzi, forse sì. Perché spesso i fondoschiena distraggono dall’azione o dalla traiettoria della palla. Chi ha visto almeno una volta una partita di volley femminile, o meglio ancora beach-volley, SA di cosa sto parlando. Però si cerca di sopportare al cosa, ecco.
That’s why we love volleyball su much!
A questo proposito son già tre settimane che un’atletica biondina (”ina” mica tanto, forse è più alta di me) ù sempre una posizione avanti a me nel giro e ogni volta in ricezione la mia concentrazione va seriamente a farsi benedire.
In tema di bionde, per quanto riguarda la missione con nome in codice -Julie-, i miei progetti si stanno lentamente ma inesorabilmente sfaldando in quanto -semplicemente- ella non si presenta più nel sito predisposto al plateal-rimorchio. Sto dunque programmando, ultimando e pianificando gli ultimi dettagli del piano B, che prevederà una fase di studio e ricerca sul campo (la di ella facoltà) terminata la quale, sfruttando il così creato vantaggio territoriale temporale e psicologico, procederò all’attacco finale improvviso, frontale e (si spera) letale.
Edit post-massacro:
- (la bionda) se non è più alta di me, poco di manca;
- sì, ce l’ho SEMPRE davanti. Lei e quel suo meraviglioso culetto da pallavolista;
- sudo come una merda;
- il mio peggior allenamento ever.
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Giovedì, Ottobre 4th, 2007
Lo dico sempre io che la pallavolo è LO sport.
Lo dico sempre io che ci si trova BELLA gente.
Fossi in voi, mi ascolterei.
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Mercoledì, Ottobre 3rd, 2007
Stento a crederci anch’io, ma pare proprio che io stasera vada - udite udite - ad allenamento.
In realtà qualcosetta l’avevo già iniziata una decina di giorni fa, ma in teoria dovrebbe iniziare tutto ufficialmente oggi. Dipende più che altro da quanta gente c’è, e anche da che tipo di gente c’è. Un paio li ho già beccati e sembrano buoni, gli altri vedremo. Non ho ancora capito se si riuscirà ad organizzare una squadretta, né tanto meno che tipo di squadretta sarà : erasmus, internazionali, facoltà , università , gente a caso, … non so.
Resta il fatto che è abbastanza incredibile che io debba venire in Belgio per ricominciare a giocare un po’ a pallavolo e ad avere un minimo di periodicità /costanza nel fare un po’ di esercizio fisico. Speriamo bene. Anche perché l’organismo mi sta implorando di trovare un modo per smaltire tutto quello che sto mangiando e, soprattutto, bevendo. Bisognerà pure ascoltarlo il proprio corpo una volta ogni tanto no?
Nel frattempo vedremo stasera in che condizioni sono dopo due anni di totale nullafacenza: riuscirà il nostro eroe a saltare a rete senza caderci rovinosamente addosso?
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Sabato, Aprile 30th, 2005
[titolo random]
Ieri giornatona devastante a Treviso per le regionali: un terzo posto e tanta amarezza..
Come nota positiva (ma non esageratamente positiva eh.. che non crediate..) c’è da segnalare la conoscenza di alcune tipe di un liceo di Cerea che erano in pullman con noi e rappresentavano la squadra femminile di Verona.
Per il resto la solita e modesta vita di tutti i giorni che ti fa notare per l’ennesima volta che sei il solito gran coglione che non sa sfruttare le occasioni, cerca quello che non esiste, crede ancora nelle favole.. eccetera eccetera. La solita merda.
Ma per svagare un po’ quasi quasi mi rischio una visitina al concerto di Giuliano Palma & The BlueBeaters domani sera. Che male non dovrebbe fare. E poi sono curioso di vedere ’sto Gate52, che non ci sono ancora andato (perdendomi tra le altre cose parecchie esibizioni interessanti).
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Venerdì, Novembre 19th, 2004
Voglia 0. Di fare qualsiasi cosa.
Son desfà . Appena finita la prima di campionato, un 3 a 0 scandaloso, come al solito. Ma quest’anno, in veste di capitano, mi sento di dire che abbiamo ampissimi margini di miglioramento. Ci dobbiamo solo scaldare un po’. Tra l’altro quest’anno siamo molto fighi. Maglia Asics bellissima: classico rosso-bianco, ma invertito rispetto agli anni scorsi, e pantaloncini blu. Tutto molto bello.
Quest’anno mi sono auto-appioppato il 10. Non so che fine avesse fatto il 6. C’era 5 e 7, ma non 6. Boh. Ormai sono già 3 anni che non vedo più il mio bel numero 6.
E domani è sabato. Che coglioni.
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Venerdì, Giugno 4th, 2004
Cristo. Ne abbiamo persa SOLO 1 su 14 da quando abbiamo cominciato a giocare per arrivare al Cavour.
Avversari agguerriti, gente che tanto quanto noi voleva perdere un giorno di scuola per stare all’aperto a giocare, fare il bagno in piscina, e divertirsi (il tutto ovviamente aggratis) per tutta la giornata.
Una squadra favolosa, noi, forti che non si sa, e sicuri di riuscire a giocarcela. Passiamo in scioltezza il torneo delle quarte, affrontiamo e vinciamo agevolmente contro le migliori seconde, terze e quinte, le vinciamo tutte con leggerezza anche stamattina arrivando nella finale a tre.
E porca troia, perdiamo 20 a 18 (erano set unici al 15) contro degli smarzoni e con delle decisioni arbitrali francamente discutibilissime (tipo fischiato un “tetto” al terzo tocco, e cose così). Contro la terza finalista è un massacro, e ce li fumiamo in cinque minuti dalla rabbia.
SECONDI. Porca di quella puttana. Se cera una squadra che meritava di vincere quella eravamo noi, a detta di tutti. Volevamo vincere, ma non tanto per il premio. Anche perché gli organizzatori si sono abbastanza sprecati: una misera coppetta ai primi di ogni sport e un tappetino per il mouse (!) per tutti gli altri senza nemmeno un accenno alle altre squadre sul podio. Sborati.
In compenso è stata una giornata bellissima. Divertimento a mille e una splendida (e inattesa) giornata come cornice. Bello il gioco, fresca l’acqua, meraviglioso il posto. E dopo un anno di attesa decine e decine di belle ragazze in costume. Tutto sommato una gran bella giornata, peccato per il dettaglio di cui sopra.
immagini:
* panoramica
* particolare1
* particolare2
* Mirko e io (sembro un cazzo di alieno con quegli occhiali..)
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Giovedì, Giugno 3rd, 2004
Allora, domani devo andare al Cavour (parco acquatico, quindi all’aperto) a giocare contro le squadre di pallavolo rappresentanti degli altri istituti veronesi. Quindi deve fare bel tempo. Anche perché ho già pronto il look hawaiiano, voglio divertirmi, e -diciamoci la verità- abbiamo anche buone possibilità di fare una bella figura e forse di vincere qualcosa.
Ora ha smesso di piovere, da 10 minuti, e il tempo non sembra intenzionato a migliorare minimamente. Conclusione : se domani piove mi incazzo.
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Mercoledì, Giugno 2nd, 2004
2 set vinti, 3 persi. Peccato.
Era l’ultima partita, contro i primi in classifica. Superiori a noi senz’altro. Non ci aspettavamo granché a dir la verità, ma non avevamo niente da perdere, per cui ce la siamo giocata con serenità. E, cazzo, abbiamo anche rischiato di vincere. La squadra la si conosceva e molti dei componenti, di cui uno in classe mia, pure. L’allenatore: il buon vecchio Fiorenzo, il nostro ex-allenatore. Una rimpatriata insomma. Tutto sommato una bella partita, come non ne giocavamo da tempo. Sudata. Di soddisfazione ce n’è, quindi son contento dai.
Finita la stagione indoor, ora si passa al beach. La possibilità di giocare praticamente tutti i giorni è qualcosa di allettante. Impensabile in passato. Bello il beach-volley, bello bello bello.
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Domenica, Settembre 14th, 2003
L’Italia ha vinto l’Europeo.
Strano sentire una cosa simile, vero? Ma non preoccupatevi, non sto parlando di calcio. Sto parlando di pallavolo, uno sport “minore”.
[ometto il discorso sui cosiddetti “sport minori” che non vengono considerati..]
Volevo scrivere molto, molto, molto altro, vorrei parlare di tante cose a questo proposito, forse troppe cose. Ma stasera non riesco a scrivere, e, come al solito, non sono riuscito ad esprimere quello che avevo in mente: chissà se riesco a farmi capire quando scrivo..
Riflettiamo gente.
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Lunedì, Luglio 14th, 2003
Ieri invece, giornatona! Partenza alle 6 (azz..) su due pullman con tutti i butei con destinazione Jesolo. Aria condizionata a mille e i classici posti in fondo sono rigorosamente nostri, ad eccezione dell’ultimo sedile in fondo a sinistra occupato da nientepopodimenoche l’attore de “In vacanza col morto”. Uguale. Polo rossa, occhiali modello BluesBrothers neri, cappellino da baseball e immancabile faccia da ebete. Chiaramente in letargo profondo per tutto il viaggio d’andata. Forse anche il ritorno..
Comunque, per le nove (mi pare) arriviamo a destinazione e, come l’anno scorso, sono presenti delle nuvolette che mettono a dura prova il nostro morale. Immancabili le imprecazioni verso i vari meteorologi, da Giuliacci al vecchietto di TeleArena. Fortunatamente, tempo di far colazione e cambiarsi, e il sole comincia a fare la sua bella comparsa (che, premetto, durerà incessantemente e con buona incisività per tutto il giorno) rallegrando gli animi. Ci piazziamo sulla spiaggia e cominciamo subito la sfida 3×3 a beach volley. Sport sicuramente a me molto più congeniale del tennis (per maggiori informazioni, leggere il post precedente)..
La sabbia non è ancora calda, il sole non brucia e di vento neanche a parlarne. Codizioni ottime per distruggersi. Finita la prima partita (inutile rammentare la vittoria quasi schiacciante) i nostri eroi (che poi saremmo sempre io e i butei) abbastanza accaldati cercano il refrigerio post sforzo fisico in bevande varie ed eventuali per poi riposarsi per un buon periodo dopo la classica doccia ghiacciata. Prima di pranzo ci giunge la voce che a pochissimi metri di distanza si svolgevano le finali de campionato/coppa italia di beach volley femminile. Come ben avrete intuito non ci rifiutiamo certo di andare ad osservare attentamente le nostre colleghe (!) e comunque a gustarci un bello spettacolo. Stanchi e affamati, intorno all’una, ci serviamo di viveri per recuperare forza ed energie per affrontare una nuova e più avvincente partitozza. Stavolta è 4×4: abbiamo trovato due degni giocatori per emulare al meglio il torneo non poco distante, e comunque per divertirci di più. La partita è tosta. La sabbia è a dir poco rovente, e ci serviamo di mezzi di fortuna (vedi bottigliette d’acqua e secchielli) per inumidire il più possibile il campo anche se sappiamo che dopo un niente la sabbia si riasciugherà e sembrerà ancora più calda. Il sole spacca. Cazzo se spacca! Ma, ringraziando gli dei, non cè vento e la voglia di giocare è tanta. La partita è emozionante: di buon livello le giocate, ottimi i gesti tecnici, lunghi gli scambi. Le giocate fortunose e di stile alimentano la goduria insieme a della sanissima ironia. Poi, dopo un bel po, la partita finisce. Nuova vittoria, ma non gliene frega niente a nessuno.
Il divertimento è stato tanto, e la stanchezza si comincia a far sentire ora che siamo fermi. Docce fredde, bagni, partitelle a calcetto e le solite vaccate riempiono il resto del tempo. Si riparte alle cinque, e in pullman c’è casino. Sta andando il DVD di “Il diario di Bridget Jones” ma nessuno ci fa caso. E pensare che ero anche curioso di vederlo giorni fa.. Tra scherzi, risate e dopo aver incrociato degli occhi bellissimi, arrivo a casa. Ognuno, devastato e ustionato com’è, fa ritorno a casa stanchissimo e pronto per una sana e lunga dormita rigenerante. Peccato che solo in pochi dormiranno bene: le spalle rosse infatti non perdonano, e ripensando alla giornata appena trascorsa si sente ancora la sabbia sotto i piedi e tra le dita delle mani..
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