Lo chiameremo Magalli

Venerdì, Maggio 23rd, 2008

C’è questo gatto, obesissimo, della mia vicina. O meglio credo sia della mia vicina, una delle due, o di qualcun altro nei paraggi o chissenefrega. C’è questo gatto, ed è ciccionissimo. Nero a chiazze bianche, o bianco a chiazze nere, a seconda. Un gatto con una panza allucinante o, se vogliamo, un panza con un gatto intorno. Peccato che non abbia un aspetto simpatico, perché altrimenti si sarebbe potuto considerare anche come un gatto carino e simpatico.

Ma è infido, e soprattutto agile come un elefante pieno di vodka e con una zampa rotta. Ieri ho avuto l’onore di poterne apprezzare appieno le capacità motorie mentre, presumo correva, nel vialetto che stavo percorrendo in macchina per uscire. E’ stata una scena che non mi vergognerei a definire epica. Io nell’abitacolo che procedo probabilmente all’indietro per la lentezza e guardo da dietro questo culone di gatto che ondeggia lentamente nel tentativo di muoversi, credo, velocemente. Tipo Karma Police dei Radiohead, ma molto più lento, di giorno, e con un ipotetica musica comica di sottofondo. Sembrava corresse al rallenty.
Meraviglioso nella sua bruttezza.

Talmente brutto ed inquietante che la settimana scorsa, uscendo dopo aver visto Cloverfield nel pomeriggio, mi ha fatto fare un salto dal terrore quando girandomi sentendo strani rumori ho visto nel buio del garage solo i suoi diabolici occhi sopra la basculante.
Maledetto.

Il pessimista (una volta tanto)

Martedì, Ottobre 16th, 2007

Pd - sdz.aiap.itOvvero la (breve) mia sul nascente Partito Democratico.

Della vittoria di Veltroni avevo sbagliato le mie previsioni di soli cinque punti percentuali (lo davo all’80%). Quindi non mi stupisco, non drammatizzo, non festeggio, non commento neanche. Dopotutto me ne frega anche poco dato che è solo un cambio di nome per vecchia e rincoglionita gentaglia che già conosciamo.

La cosa che mi terrorizza invece è un’altra.
Il logo.
Me lo sento che partoriranno l’ennesima minchiata. Me lo sento. Da qua. Da mille km di distanza sento l’odore di schifezza grafica. E’ proprio nell’aria. Sarà una catastrofe. Sarà un abominio. Moriremo tutti.
Anzi, moriranno loro. Definitivamente.

Le Cronache di nORgE^ - pt. I

Mercoledì, Settembre 12th, 2007

Dunque, vediamo. Sinceramente non so da dove iniziare.
Anzi sì: le tastiere con layout francese sono una vera merda. Non il meraviglioso QWERTY, bensì il terrificante AZERTY. Odio profondo, giuro. Con la A e la M spostate - tra le altre - e i segni di punteggiatura messi a caso, vi giuro che la scrittura diventa un’angoscia pazzesca.. quindi apprezzate il gesto del sottoscritto che si mette qua a scrivere con calma e molta pazienza.

Parlando di angoscia vi faccio partecipi delle mie considerazioni riguardo al primo volo della mia vita.. Conclusioni: pensavo peggio, ma se posso preferisco evitare.
Tra che partire con un ora e mezza (o erano due?) di ritardo non è proprio una cosa rilassante, tra che lo sapete che mi cago in braghe con altezze/vuoti/ecc, tra che avevo appena appreso che era morto Gigi Sabani (ok lo ammetto, quest’ultima era solo per creare apprensione e tristezza), diciamo che il decollo mi ha terrorizzato un tantino. In effetti il decollo vero e proprio è stato, per così dire, intenso. E quelle maledette carrette - può un affare così piccolo volare? Dio mio.. - tirano eh! Nei primissimi minuti di decollo ero letteralmente un tutt’uno con il sedile: la spinta era notevole, ero impaurito al punto giusto, avevo il posto in fianco ad una TRABALLANTISSIMA ala, e per niente al mondo avrei guardato fuori dal finestrino o tanto meno distolto lo sguardo da quel bel punto fisso nel vuoto davanti a me. Nei minuti seguenti la salita continuava, e le virate di certo non mi tranquillizzavano. Non ero più rigido e riuscivo anche ad assumere un’aria da vissuto fly-friendly viaggiatore mentre sorridevo alla notevole hostess olandese, ma durante i momenti di “vuoto” durati a volte anche alcuni secondi (per la serie: quando cinque secondi sembrano eterni)… pressione temperatura bilanciamento coordinazione orientamento and-so-on sballavano paurosamente guidati dal terrore più assoluto.
Poi a posto. I seguenti 2/3 di volo mi sono quasi piaciuti. Mi sono alzato, mi sono distratto con varie ed eventuali, mi sono guardato una puntata di Friends (avvenimento assai profetico, poi capirete), mi sono goduto un’impagabile vista aerea del Lago di Garda e del Trentino-Alto Adige, mi sono ascoltato un po’ di musica in scioltezza, e insomma mi sono rilassato e goduto quell’ora e tre-quarti di viaggio. Anche l’atterraggio non è stato traumatico. Il brutto è stato più che altro sentire l’odore di quelle brodaglie immonde con le quali ’sti maledetti nord-europei si cibano: schifezze inenarrabili che molti avevano anche il coraggio di prendere e degustare durante il volo.
Poi ho iniziato a rendermi conto che cominciavo a vedere solo gente troppo bionda, troppo gentile, (a volte) troppo bella, e troppo sorridente per essere definite “umana”. Fattostà che pian piano mi ci sto quasi abituando, pur risultandomi ancora quasi fastidioso, e che il giorno che ritornerò in Italia credo che piangerò e mi dispererò.

Poi l’aeroporto di Amsterdam Schiphol, in tutto il suo splendore. Semplicemente stupendo. E mastodontico. Peccato però che mi hanno rovinato - tra Verona e Amsterdam - il valigione: si è spaccato un affare che poi ha causato la rottura dell’intero attrezzo che serve per tirare la valigia stessa (28 kg di roba: avevo il terrore che nemmeno pagando 50 euro di sovrattassa per il peso me l’avrebbero caricata. Invece poi non ho pagato una cippa e non hanno quasi detto niente. Beati loro..). Comunque in qualche modo sono arrivato a Leuven, e tra una bestemmia e l’altra - anche a voce alta, tanto qua non capisce un cazzo nessuno - sono riuscito a trasportare il mio culone e la mia valigia a destinazione, con il grande aiuto e la paziente sopportazione del mio compagno di avventura Jack.

Nelle prossime puntate vado avanti a raccontare, che adesso sono in un’aula pc con le suddette tastiere schifose e ci sto mettendo una vita a scrivere. Da domani dovrei accasarmi definitivamente, e avere internet - e il mio portatile - a disposizione. Fra un po’ insomma dovrei ri-diventare operativo a livelli sufficienti.

Paura in via Bonporti

Venerdì, Luglio 6th, 2007

Lo sguardo di quel dobermann passato a 5 cm dalla zip dei miei pantaloni è una cosa che non dimenticherò molto facilmente. Sono rimasto immobile, apparentemente distaccato, ad un passo dalla tragedia. Se mi castrava ovviamente crepavo, dissanguato e disperato, ma almeno crepavo impassibile. Che poi l’immobilità fosse data dal terrore più assoluto, beh quello è solo un dettaglio.
La morte in faccia. La morte in faccia.

Se mi danno un posto con 4-8-15-16-23-42 sbrocco

Mercoledì, Giugno 20th, 2007

A settembre si parte per l’Erasmus.
Destinazione Belgio. Bruxelles. Leuven.

L’altro giorno sono passato dall’aeroporto. Un’angoscia pazzesca.
Non sono mai ansioso o agitato, ma anche solo entrare in aeroporto mi ha fatto questo effetto.
Figuriamoci l’aereo.
Mi sto già cagando sotto.
E sì che è solo un’ora e mezza di volo. Ma sto già male.

La valeriana non mi fa niente. Ma veramente un cazzo.
Devo trovare qualcos’altro. Tipo sonnifero per cavalli.
Consigli?

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