Venerdì, Agosto 22nd, 2008
La nostalgia post Erasmus che non ho avuto in cinque mesi mi sta venendo tutta adesso, tutta insieme. A causa sicuramente di molte coincidenze, ma soprattutto a causa del mese che sta arrivando: infatti con settembre arriva il momento di partire per i nuovi avventurieri portatori sani di borsa di studio LLP (adesso si chiama così).
Il parlarne con loro, e farlo in modo del tutto diverso e particolare rispetto al passato, acutizza in maniera impressionante il riaffiorare di pensieri, ricordi e sensazioni che non avevi ancora visto sotto quel sottile velo di nostalgia misto tristezza misto cazzo è stata una figata. Cose da musichetta struggente, cose da videoclip su YouTube con le foto che si susseguono con effetti di dissolvenza bruttissimi tipo filmini dei matrimoni. Cose bruttine insomma.
Giusto l’altro giorno ho scambiato due parole con una dei due nostri sostituti in quel di Leuven per il primo semestre accademico 08/09 della ormai cara Katholieke Universiteit. Diceva che erano appena tornati dalla settimana di sopralluogo in terra fiamminga, e che nella stessa aveva trovato casa in Vesaliusstraat eccetera eccetera. Da lì ovviamente nell’automatico inizio di miei consigli, suggerimenti e simili, mi son reso conto di quanto ormai mi manchi il posto, la situazione e tutto ciò che è stato. Come è immaginabile il primo e più intenso desiderio è quello di poter ripartire, ripetere, riesplorare e riassaporare quell’esperienza. Non c’è niente da fare, se c’è una cosa che in questo momento vorrei provare è senza dubbio quell’eccitazione del pre-partenza: pura adrenalina, voglia di spaccare letteralmente il mondo, di vivere di scoprire.. con intrinseca una naturale sensazione quasi di timore reverenziale verso qualcosa che in certi momenti sembra più grande di te. Quel turbinio di pensieri, progetti, aspettative, speranze; quella miriade di intense scosse di ottimismo e felicità che ti rasserena pur non essendo tranquillo manco per niente; quella capacità di pensare ad ogni cosa in prospettiva e di attendere con trepidazione gli istanti in cui l’avventura inizierà. E, come un’altra conoscente mi ha fatto tornare in mente proprio ieri, quella specie di paranoia che ti assale di colpo il giorno prima di partire, quando in teoria dovresti essere in estasi non vedendo l’ora di salire sull’aereo, e invece paradossalmente sei lì che speri che quel momento non arrivi mai perché sei talmente felice al solo pensiero che vorresti manterere quella condizione psicofisica per sempre.
Poi infine credo ci sia dall’altra parte una sorta di consapevolezza interiore che ti fa desiderare di “tornare indietro”, o meglio di poterlo rifare, perché ti rendi conto dell’evoluzione -di te stesso e della tua vita- che tutta la faccenda Erasmus ha comportato: un’evoluzione che in ogni caso, nel bene o nel male, è stata qualcosa di assolutamente positivo, se si riesce a coglierne l’essenza. Per cui aspiri automaticamente a volerne ancora di questa evoluzione, a voler ancora fare passi avanti, e desideri ancora un’altra dose di tutto quello: perché sai perfettamente quanto clamorosa sarebbe quella botta di [qualsiasi cosa] assunta per una seconda volta, soprattutto con l’esperienza ed il senno di poi.
Discorsi che si perdono, ma sensazioni che restano. E per quanto uno si sforzi di descriverli, i momenti prima/mentre/dopo, sono pure emozioni e zero parole. Quelle classiche cose per le quali ti incazzi perché non riesci a spiegarle come vorresti, tipo con un post del genere. Alché ad un certo punto cedi anche, e lasci parlare alcuni versi di una canzone che in pratica poi riassume il tutto molto più velocemente e meglio.
Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia,
molto probabilmente
penseresti a una partenza.
Ah si vivesse solo di inizi,
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora.
[…]
Costruire - Niccolò Fabi
Posted in Erasmus life | No Comments »
Venerdì, Giugno 13th, 2008
Ho un po’ la testa che fa quel cazzo che vuole ultimamente. C’è, non c’è, va, torna, non mi dice quanto sta via, non chiama e non mi avvisa, non risponde ai messaggi, non si fa vedere in giro. Fa quel che gli pare. Non mi da punti di riferimento. E’ un po’ come il tempo da fine maggio a questa parte.. indefinito. Tipo la scena di Contact in cui Ellie è nel tunnel spazio-temporale.
Magari è il periodo di esami, cosa che non riesco ad assimilare come reale e degna di importanza. Forse è il sentore inconscio della depressione causa compleanno (lunedì), come da qualche anno mi accade. Forse è perché dopo ormai tre mesi dal ritorno sto vivendo un periodo di leggero stallo, che poi stallo non è ma è semplicemente normalità che risulta essere stallo perché viene inevitabilmente comparata ai meravigliosi ed intensi otto mesi precedenti. Forse è che sto aspettando fine luglio per immergermi nuovamente in viaggi o viaggettini letterali o mentali, o tuffarmi in nuove avventure occasioni scoperte sensazioni. O forse è che so, ma non voglio ammettere, che non si ripeterà a breve quanto appena sperato. Forse ancora è la solita situazione altalenante e frustrante con una certa persona che (probabilmente) giustamente non sa come rispondere alla mia incapacità di risposta stessa. Forse è l’attestazione di alcuni cambiamenti sociali indipendenti e non dal sottoscritto, con relativi cambiamenti di equilibrio e sbilanciamenti con altri relazioni sociali. Forse è la continua ed infruttuosa ricerca di qualcosa che non c’è, o di agua sempre troppo distante ed irraggiungibile.
Pensieri che ci sono e non ci sono, che tornano o arrivano, che partono e non finiscono di andare, che si affacciano su orizzonti diversi a volte più annebbiati o a volte più limpidi. Pensieri che corrono, credendo di snellirsi e rafforzarsi, ma si ritrovano sempre sotto le intemperie o in balia di strade che per forza di cose devono essere percorse anche al contrario per tornare a casa.. in attesa di un pezzo mancante che congiunga l’anello e che permetta di coprire più e nuovi giri.
Posted in Sproloqui Vari | 1 Comment »
Domenica, Febbraio 10th, 2008
Senti, ma tu poi che volevi scrivere su ’sto blog oggi?
Eh non so sai, sono un paio giorni che tra una cosa e l’altra mi ritrovo in difficoltà nello scrivere qualcosa. E sì che di cose ne sto facendo eh. Secondo te cosa posso dire?
Mah, scrivi ad esempio che stai finendo di vedere la terza stagione di Desperate Housewives e che ti ci stai appassionando..
No, meglio di no, che poi pensano che non faccio altro tutto il giorno. E poi lo sanno già che ci sono rimasto sotto dai telefilm, non c’è bisogno che li convinca ancora di più che ho bisogno di cure. E comunque poi son già belli che stufi di sentirmene parlare, già solo con Lost gli scartavetro i coglioni ogni volta.. lasciamo stare va.
Okok, era solo un’idea. Che ne dici di raccontare che alla fine Hasselt non era neanche male?
Sì, si potrebbe anche fare, dopotutto anche la giornata primaverile che ho trovato sarebbe da raccontare. Però adesso che ci penso che cavolo posso dire di Hasselt? Non mi ha fatto schifo, ma cosa c’era di interessante? Niente.. solo negozi, tanti negozi, e macchinoni per strada. Naa.. non ha senso.
Eh vabbè, che sarà mai, inventati qualcosa!
Ma non dire stronzate. Non ne sarei neanche capace.. anche volendo..
Sì, volando!
Eh appunto.
Ok, va bene.. lasciamo stare Hasselt. Però sei difficile eh.
…
Ecco aspetta, ci sono: digli che stai per aggiornare Wordpress!
Ah, bello, e poi quando arrivo alla parte in cui devo raccontare che non riesco nemmeno a cominciare perché non-si-sa-come ma non mi fa accedere a phpMyAdmin per fare il backup del database.. che je scrivo?
Eh ma sei un incapace allora!
Mica è colpa mia!
Ah no, e allora di chi è la colpa scusa, di TopHost? ..no ’spetta, niente, ritiro tutto. Vabbè pensiamo ad altro. In ’sti giorni che hai fatto il quel cazzo di paese belga di merda?
Ho bevuto come una merda.
E poi?
Eh, ho bevuto come una merda e sono andato a feste di fine esami/addii/eccetera.
E basta?
Bevuto, feste e mangiato schifezze inenarrabili in quantità esagerate. Ti basta adesso o ti devo dire anche quante volte sono andato a cagare e a che ora è sorto il sole in questa settimana?
Nono, va bene.. rilassati. Sto solo cercando di aiutarti!
Non ci stai riuscendo.
Aò, belli capelli, con chi cazzo credi di parlare? Sono te, ricordi? Se non lo sai tu cosa scrivere, lo posso sapere io che sono sempre te?!?
Questa in effetti è una buona osservazione..
Grazie!
Prego prego.. figurati. Quando c’hai ragione c’hai ragione. Chi sono io per contraddirti? Peccato solo che siamo ancora al punto di partenza.. che facciamo? Anzi, che faccio?
Senti, facciamo così. Dai retta a me: sbattitene. Sai quanto gliene frega a quegli altri? Se salti un giorno mica chiamano il consolato italiano. E poi è domenica, chi vuoi che legga ’sto blog di merda che ti ritrovi?
Woh woh.. piano con le parole eh. Poco offendere.
Ok scusa, era per farti capire. Hai capito cosa intendo.
Sì, credo di sì.
Bon, bravo. Allora restiamo così: tu non postare niente.. al massimo torni fra un paio di giorni e dici che scusate scusate, sono stato impegnatissimo in questi giorni, sapete com’è, tutte ’ste belghe da soddisfare e io sono solo uno.. e cose così.
Grande, è vero! Funziona sempre. Sìsì.. farò così, deciso. Cazzo oh, grazie.. un’idea fantastica!
Già ..
Un figo oh, veramente. Cosa farei senza di te?
Meglio che non ti risponda guarda..
Vabbè dai, grazie ancora eh. Mi guardo l’ultima di Desperate e poi vado..
Solo una eh, non fare come ieri!
Okok.. ciao!
Ciao.
Posted in Erasmus life, Sproloqui Vari | 1 Comment »
Martedì, Gennaio 8th, 2008
00.21, 29.12.06:
mi dispiace che questa cosa tanto bella sia già finita.
E sì, è passato un anno anche da questo.
Non era finita allora, non lo è adesso, e probabilmente mai lo sarà . Va solo ad alti (molto alti) e bassi (molto bassi). Soprattutto quando non si è a contatto.
Adesso siamo nel “molto bassi”. Talmente bassi che si fa fatica a quantificare o comparare. Sta di fatto che il molto basso spesso aiuta, almeno una parte, che lo si riesca a concepire o meno.
Siamo ad un punto talmente basso che a colpi questa bassezza rasenta il nulla. L’indifferenza. Il menefreghismo.
Poi non si sa. Cosa sarà non è chiaro. Ironico è il fatto che la situazione sia molto più chiara quando il tutto sembra veramente andato a puttane (e magari se ne è felici). Il futuro invece è oscuro ed indecifrabile, almeno in queste cose e in questi casi.
Resta il fatto che di alcune scelte se ne devono accettare le conseguenze: previste o inaspettate, positive o negative. Aiuta comunque il fatto di essere ogni giorno più convinti che la scelta fatta sia stata giusta e quanto mai doverosa, nonostante sia stata tutto fuorché priva di problemi.
Aiutano le esperienze, il tempo, e la vita. E aiuta il rendersi finalmente conto che qualcosa è/sta cambiando. Finalmente finalmente finalmente. E che bisogna stare attenti a non rovinare i primi raccolti ottenuti lavorando la terra con tanto impegno e fatica. Perché basta un niente, un piccolo cedimento, un massì dai, e tutto salta. Muore il germoglio, e l’erbaccia si fa strada all’istante, come fosse (perché in realtà lo era) lì sotto da sempre.
E’ quindi con rinnovato impegno che si continua a proteggere questa semina e i primi frutti di essa, affinché un giorno sia finalmente raccolto.. e con esso la terra sarà ripulita da impurità e pronta per la nuova varietà di seme che si spera non diventi erba cattiva come in passato.
Posted in Sproloqui Vari | No Comments »
Sabato, Dicembre 29th, 2007
Che poi, uno si accorge che è già il 28 dicembre e vorrebbe scrivere qualcosa di quest’anno che sta finendo. Anzi, vorrebbe scrivere qualcosa e basta. Ma forse il fatto che non si sta ritagliando i suoi momenti di riflessione lo sta limitando parecchio.
Ha quei meravigliosi attimi prima di addormentarsi in cui la sua mente ha libertà di estendersi in lungo e in largo, anche dove sa che fa male e non sarebbe il caso. Ecco, quei momenti. Ma poi basta. E vorrebbe tanto riuscire a mettere giù quei momenti, come per riuscire a renderli ufficiali quei pensieri, ma non ci riesce mai. Quei momenti sono unici, ed irripetibili, nel bene o nel male.
Allora si mette giù senza una solida idea di quello che scriverà e su quello che le sue dita cominceranno a digitare sulla tastiera, consapevole inoltre che quelle dita non sono ne saranno mai abbastanza veloci da tenere testa a quell’irrequieto flusso di pensieri.
Si è già perso, brutto segno.
Rilegge una cosa e la corregge. Ora prova a continuare.
Pensa a quest’anno, appunto, che sta per finire. Ormai siamo agli sgoccioli, come si suol dire, e lui cerca di fare mente locale su quest’ennesimo ciclo di 365 giorni. Ma fa fatica a focalizzare il tutto come un insieme. No, non ce la fa proprio. Gli sembra tutto così surreale. O meglio, gli sembra tutto così diverso.. diverso da se stesso. E’ stato un anno con dei (lunghi) periodi che non possono e non riescono a congiungersi fra loro tanto sono di diversa natura ed essenza.
Come già accennato è stato tutto una divisione in semestri, con altre tre parti indipendenti ma connesse tra loro che fanno da preludio, interludio, e postludio di una fantomatica opera -che oggi potrebbe trovare collocazione nel segmento comedy-drama- dalle ambientazioni molto diverse ma dalle tematiche sempre stantie e ricorsive.
Un anno apparentemente indescrivibile ed impossibile da riassumere con facilità .
Ragion per cui non sa come andare avanti, e si ripromette di continuare un’altra volta.
Posted in Sproloqui Vari | No Comments »
Lunedì, Settembre 3rd, 2007
Oggi passando dalle parti di Verona NORD, e quindi vicino all’aeroporto, mi è capitato di vedere - ma và? - un aereo in decollo. Non vi dico che razza di angoscia m’è venuta vedendolo lì che saliva potente e, soprattutto, circondato dal nulla. Ancorato al niente. Tenuto su da sè stesso. Il terrore, veramente. Pensavo di aver passato quei giorni in cui ero impaurito come un bambino al solo pensiero, invece mi ritrovo qui che ancora me la faccio sotto. E sì che è un’ora e mezzo di volo.. ma quanto sto piagnucolando? E non mi posso neanche drogare pesantemente, che all’arrivo devo essere bello sveglio, pimpante, con un inglese di base da masticare agevolmente, e con fiato e gamba per girare in ogni dove. Si vede che non ho mai volato eh? Chi mi conosce lo sa, soffro di vertigini anche su una scala a pioli di dieci gradini, o a volte anche su un balcone di primo piano. Sto proprio male e sento un buco nero nello stomaco. E pensare che se fosse per me proverei anche deltaplano o paracadutismo, è uno dei miei più grandi desideri: solo che a pensarci quasi svengo. Mi chiedo veramente cosa mi sia successo da bambino per soffrire di tutte ’ste paranoie..
21 anni per un cazzo.
Comunque sia, ormai ci siamo: domani è l’ultimo giorno in Italia. Fra poche ore aggiornerò definitivamente il countdown a 0. A pensarci mi gira la testa. Il momento tanto agognato è arrivato. Già sento la canzone “Costruire” di Niccolò Fabi che fa da colonna sonora a questi momenti.
In queste ultime ore prima della partenza però sento una strana sensazione, come da.. boh, non so definirla. Come se (quasi) non volessi più partire; perché il periodo di attesa per la partenza per un viaggio così speciale regala veramente un casino di emozioni e di carica, ed è stato piacevolissimo. Come dicevo in qualche post fa, infatti, il pensare che “tanto poi parto e mi diverto come un deficiente” era un appiglio pazzesco per il morale di fronte a tutte le problematiche quotidiane. Ora, ci sarà sì il divertimento e la goduria dell’essere in viaggio perenne o comunque in Erasmus, ma giornalmente si verificheranno tanti tanti casini. E, per carità , questo è il bello. Però non so, ripeto, la sensazione è strana. Forse è normale, forse è un po’ di tristezza nel lasciare amici, parenti e conoscenti, forse è che mi sento impotente perché nelle valigie non riesco a mettere tutto ciò che voglio, forse questo, forse quello. Resta il fatto che I’m feeling this. Ma sono anche inebriato al solo pensiero. Quindi vabbè. Definire tutto questo come un’avventura sembra banale, ma penso che sia il termine più adatto per rendere l’idea. Perché di avventura vera si tratta: mistica, ardua e coinvolgente.
Mi sento come Indiana Jones, il mio vecchio idolo, in The Last Crusade: di fronte a tanta, tanta azione. Adoro.
Ti ho già detto di non chiamarmi più Junior!
(Indy)
Posted in Considerazioni, Erasmus life | 2 Comments »
Sabato, Luglio 28th, 2007
Credo che ci voglia un dio ed anche un bar. Ma in realtà anche no.
Credo che alla fine serva solo una speranza, e magari un luogo. Un cosa, e un dove. Forse solo questo. Perché il quando pare che sia abbastanza relativo. Il perché invece è soggettivo, ma non indispensabile, e spesso ci si auto convince che non serva o che sia esclusivamente superfluo. Il come invece.. Ecco, il come. Beh, il come cambia tutto. Il come è quell’elemento extra, quello a cui non pensi o quello che non consideri, quello che però poi alla fine risulta fondamentale. E significa tutto. Giustifica tutto. E’ tutto.
Domandarsi: come?
Posted in Considerazioni | No Comments »
Lunedì, Luglio 16th, 2007
Ieri sera chiacchierando mi hanno fatto pensare a quanto veloce sia passato l’ultimo periodo. Classica riflessione. Non riesco però a dare una risposta a questa riflessione: mi sono passati velocemente o no questi ultimi sei mesi? La prima parte di questo 2007 com’è stata?
Ne sono successe di cose da dicembre-gennaio in poi. Una in particolare, ovviamente, in prossimità di capodanno. Da lì ho deciso di fare qualcosa. Di reagire. Di provare a fare qualcosa di concreto, per me stesso. Per non ’soffrire’ più. “Bella cazzata!”, si potrebbe pensare. Ma col senno di poi devo dire che mi ringrazio molto per avere fatto quella scelta. Era il primo passo da fare, senza dubbio. Un passo importante per cercare di oltrepassare quel dato momento e quella data situazione in cui mi sono veramente inchiodato e fatto del male, un po’ come quando in un gioco in scatola ti blocchi in una casella e per qualche ragione non riesci più ad avanzare. Anzi no, è proprio come col Monopoli quando si va in prigione: ci capiti per caso o per sfortuna, e se non riesci più ad uscirne regolarmente devi pagare un caro prezzo. Poi magari ci vuoi tornare, ma non riesci o non puoi. E altre volte ancora con un po’ di fortuna ci vai apposta e cerchi di restarci il più possibile. Cazzo, devo dire che è proprio azzeccato come accostamento mentale.
Con gennaio e l’anno nuovo è stata quindi la volta dell’operazione Ragnarök, con la quale ho cercato di dare un po’ una svolta ad alcune cose. E dopo sei mesi devo dire che qualche buon risultato c’è stato. Ci sono molte cose di me di cui vado molto fiero ed orgoglioso: alcune mie evoluzioni anche caratteriali forse. Ma qui la lista è lunga.
Gennaio è passato, e a febbraio s’è ripresentata un po’ troppo celermente la vita nella sua più cruda e triste realtà. Una visita della quale devo dire facevo volentieri a meno. Si sono ripresentate situazioni, ricordi e pensieri molto intensi. Difficoltà, problemi, avvenimenti non felici. Tutto comunque più che sopportabile, ci tengo a specificarlo. Questo resoconto sembra triste e sciagurato, ma è sottinteso che in realtà la vita mi sta riservando, e mi ha sempre riservato, tanta fortuna e serenità nonostante tutto. Se credessi ancora in qualche entità superiore la ringrazierei ogni secondo per ogni cosa e ogni possibilità straordinaria.
Con la primavera sono tornati i momenti un pelo più sereni, nonché mi si sono rivelate numerose verità cosmiche che mi hanno illuminato ed arricchito notevolmente. Poi mi hanno accettato la domanda per l’Erasmus per cui da quei giorni ormai campo con quella felicità addosso, cosa che sembra stupida ma che mi sta tutt’ora e sempre più aiutando nei momenti meno splendidi. Da aprile poi è stato un misto di cose molto strane e dai riflessi molto accesi ed estremamente cangianti. Alti e bassi pazzeschi.
Negli ultimi tempi mi sono preso tante libertà, di vario tipo. Ma tra le più importanti, mi sono preso la libertà di fare quel cazzo che mi pare, di fottermene riguardo ad un sacco di cose, e di dare ordine e senso a quello che dico e faccio. Sono forse diventato ancor più coerente, pragmatico e concreto di quanto non fossi in precedenza, ma con una dose maggiore di consapevolezza riguardo azioni/reazioni miei e altrui. Forse sono anche diventato ulteriormente più schietto, aperto e cattivo allo stesso tempo. Più crudo anche. Grezzo, sotto certi aspetti.
Dall’altra parte in questi ultimi sei mesi mi sono letteralmente tuffato e sono stato costantemente immerso in un casino di cose ed esperienze nuove. Mi sono poi apparentemente rinchiuso in certi momenti in una sfilza infinita di serie televisive, film, libri, ecc di una bellezza incredibile, arrivando poi anche a vere e proprie overdose di narrazioni e critiche. Facendo i conti ho fatto caso a quante ore ho speso in tutto questo: ore che alcuni etichetterebbero senza nemmeno pensarci un attimo come “tempo perso”, ma ore che io, anche e soprattutto guardandole a distanza di tempo, non rimpiango e anzi sono più che felice di averle passate in un certo modo. Ma che dico ore, giorni! E mi riferisco anche a cazzate tipo Lost o simili.
Anche perché diciamoci la verità, tra queste cose, soprattutto le cazzate mi hanno permesso di andare avanti e non pensare. Non pensare ad un certo tipo di cose. Poi sì, mi hanno messo un casino di altre paranoie, lo ammetto, però capite bene che si parla di livelli ed intensità nettamente diversi. Perché certe cose, spesso quelle più stupide, sono magari quelle cose che ti aiutano ad andare avanti e ad andare avanti. A continuare con l’evoluzione che è la vita. Un’evoluzione che bisogna cercare di tenere sempre viva, in moto, e costante. Un’evoluzione che i 3/4 della popolazione civilizzata di oggi pare fermare appositamente.
Come sono passati dunque questi sei mesi? Non lo so. E non so nemmeno se sono stati gradevoli o meno. So solo che senza di essi, oggi, non sarei quello che sono. Ed insieme a loro anche gli altri mesi passati straordinariamente felici o impietosamente tragici e tristi.
Concluderei con un “C’est la vie.“, ma mi pare la cosa più scontata e triste dell’universo. Per cui mi sembra cosa migliore finire con l’elogiare uno strumento come il blog, o comunque i vecchi diari di una volta, perché sono uno strumento che per chi non si prende ogni tanto e periodicamente (non è il mio caso, ma questo non è il punto) un momento per riflettere e pensare, può essere molto utile per riordinarsi le idee. Quindi, da blogger ad aspiranti-blogger-che-in-realtà -poi-a-volte-sono-persone-che-vivono-a-caso: provate. Ci potreste guadagnare anche in conoscenze.
Posted in Considerazioni, Quotidiano | No Comments »
Sabato, Marzo 10th, 2007
Me l’ha detto anche il medico: mi devo rilassare.
Io son 2-3 anni che lo dico, e che son sicuro che ho bisogno di rilassarmi un attimo e pensare il meno possibile: ieri ho avuto la conferma ufficiale. La tensione, lo stress, i pensieri, i dubbi, ecc. mi stanno tirando tutto. Ho il corpo tutto in tensione. E come ultimo ne ha risentito pure il timpano dell’orecchio destro. Quindi non erano mie paranoie.
E pensare che tutto sommato non faccio un cazzo tutto il giorno, e che vivo in zone tranquille. Se lavorassi in un’acciaieria di Milano come sarei ridotto? Mah, evidentemente son proprio un debole..
Stress is the confusion created when one’s mind overrides the body’s basic desire to choke the living crap out of some jerk who desperately needs it.
Posted in Considerazioni | No Comments »
Sabato, Febbraio 18th, 2006
Ok. Allora, il template mi fa già cagare. Ma voglia di farne un altro adesso non ne ho minimamente.
Le ultime dal fronte sarebbero tante. O nessuna, dipende. Anche perché è sempre la stessa storia. Stesse cose, stessi pensieri.
Ho bisogno di evadere fisicamente dalla routine. Appena posso parto, vado, visito. Qualsiasi posto, qualsiasi luogo. Anche la via dietro l’angolo. Voglio farmi un giro a Milano da mesi.. non so neanche perché, ma voglio farmelo. Da solo. Girare a caso come piace a me.
In questo 2006 sarò uscito sì e no due volte di sabato sera. Non che me ne freghi molto, visto che faccio altro di più interessante durante la settimana, ma me lo fanno pesare in un modo pazzesco. E non è umano.
Mi sono rotto delle solite cose, della solita gente. O meglio, del solito tipo di gente. Ma basta, in che società del cazzo viviamo?
Il NanoDiMerdaBerlusca mi ha rotto proprio i coglioni. Mi sono stancato di lui, dei suoi amici, dei suoi compagni di partito e di schieramento, degli altri dell’opposizione che non sono neanche in grado di farsi valere e sputtanarlo come si deve, e di tutti gli italiani che l’hanno votato e che lo rivoteranno. Ma aprite gli occhi! Siamo noi che ora dobbiamo fare qualcosa! Devono andare a casa tutti. Tutti.
La gente se ne fotte. Se ne fotte. Ma come si fa?
Posted in Quotidiano, Sproloqui Vari | No Comments »