Periodical sunshine of the spotless mind

Giovedì, Aprile 10th, 2008

E nel mentre che mi accingo a mandare inesorabilmente a puttane una delle poche cose profondamente intense della mia vita, eccomi qua a fare l’ennesimo recap mentale su quello che sto facendo della mia vita ultimamente: sto facendo il manager, sto facendo il fottuto manager arrogante della mia stessa vita.

E’ passato un mese dal mio rimpatrio, e sono ancora qua che vado, giro, esco, faccio, dico, organizzo, preparo, sistemo, finisco, aggiorno, programmo. E non faccio un cazzo. Faccio tutto e niente, come si suol dire. Son qua che faccio di tutto, mi tuffo in tutto, mi inserisco in tutto, scelgo di fare di tutto. E anche nel complesso, sommando tutto, forse non raggiungo uno scopo. Un limite minimo. Una soglia di sufficienza.

Non so nemmeno che cazzo di giorno è, sembro un maledetto psicopatico, mi impegno in cose senza senso e utilità. Ma almeno mi svago, e mi diverto. Il che è forse il vero punto della situazione: mi piace. Non ho tempo per arrivare ad annoiarmi, e mi piace. Non ho tempo per mettermi giù a riflettere e stare un attimo in pace, e mi piace. Non ho nemmeno tempo per vedermi le mie stracazzo di puntate di telefilm di merda, e mi piace. Non ho tempo per aggiornare il blog, e mi piace. Non ho tempo per aiutare i miei amici, e mi piace. Non ho tempo per i lavori che mi sono ripromesso di finire, e mi piace.
Me ne sto fottendo, e mi piace.

C’è che io non mi accontento di essere felice, una volta ogni tanto, e mi devo per forza complicare le cose. E quindi alè, preoccupiamoci che vada quasi tutto bene. Sentiamoci strani perché si è quasi sereni. Roviniamoci i momenti, quei pochi, buoni che abbiamo. Dai, avanti così.

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