Venerdì, Gennaio 18th, 2008
Così tante cose da dire, e così poca voglia di farlo.
Non sto studiando una fava, ma sono presissimo dal mio super progetto segreto rivoluzionario.
Un breve saluto anche agli erasmus -soprattutto italiani- di Leuven che leggono questo blog (da tempo ormai) pensando di farlo a mia insaputa, magari ridendoci sopra. Illusi. Rido -e ho riso- di più io ragazzi, credetemi. [il tutto detto col sorriso sulla bocca eh, senza offesa quindi, qua si scherza] Quindi ciao a tutti.. e potete palesarvi pure ora, tanto fra un po’ è finita.
Peccato solo che ho perso la foga del raccontare per filo e per segno cosa mi capita qua come primi giorni, altrimenti sì che venivano giù le madonne in queste righe e per la strada. Eheheh. Sputtanamenti epici.. e studi psico-sociologici sulle reazioni dei diretti interessanti. Sarebbe stato il delirio. Peccato per la mia leggendaria pigrizia/incapacità nel raccontare. Non avrei dovuto continuare a rimandare.
Eh ma verrà il giorno… del RIASSUNTONE!
[risata finale malvagia]
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Martedì, Gennaio 8th, 2008
00.21, 29.12.06:
mi dispiace che questa cosa tanto bella sia già finita.
E sì, è passato un anno anche da questo.
Non era finita allora, non lo è adesso, e probabilmente mai lo sarà . Va solo ad alti (molto alti) e bassi (molto bassi). Soprattutto quando non si è a contatto.
Adesso siamo nel “molto bassi”. Talmente bassi che si fa fatica a quantificare o comparare. Sta di fatto che il molto basso spesso aiuta, almeno una parte, che lo si riesca a concepire o meno.
Siamo ad un punto talmente basso che a colpi questa bassezza rasenta il nulla. L’indifferenza. Il menefreghismo.
Poi non si sa. Cosa sarà non è chiaro. Ironico è il fatto che la situazione sia molto più chiara quando il tutto sembra veramente andato a puttane (e magari se ne è felici). Il futuro invece è oscuro ed indecifrabile, almeno in queste cose e in questi casi.
Resta il fatto che di alcune scelte se ne devono accettare le conseguenze: previste o inaspettate, positive o negative. Aiuta comunque il fatto di essere ogni giorno più convinti che la scelta fatta sia stata giusta e quanto mai doverosa, nonostante sia stata tutto fuorché priva di problemi.
Aiutano le esperienze, il tempo, e la vita. E aiuta il rendersi finalmente conto che qualcosa è/sta cambiando. Finalmente finalmente finalmente. E che bisogna stare attenti a non rovinare i primi raccolti ottenuti lavorando la terra con tanto impegno e fatica. Perché basta un niente, un piccolo cedimento, un massì dai, e tutto salta. Muore il germoglio, e l’erbaccia si fa strada all’istante, come fosse (perché in realtà lo era) lì sotto da sempre.
E’ quindi con rinnovato impegno che si continua a proteggere questa semina e i primi frutti di essa, affinché un giorno sia finalmente raccolto.. e con esso la terra sarà ripulita da impurità e pronta per la nuova varietà di seme che si spera non diventi erba cattiva come in passato.
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Venerdì, Gennaio 4th, 2008
Ogni tanto mi faccio una passeggiata in centro qui a Leuven. E il più delle volte la faccio solo per giustificare il solito euro e cinquanta che spendo per il mio ormai tradizionale wafel caldo del pomeriggio.
Tra parentesi un wafel caldo belga è una delle cose più più semplici ma allo stesso tempo buone dell’universo, e meriterebbe non un post ma un blog intero dedicato. Chiusa parentesi.
In questa passeggiata la tappa obbligata è ovviamente Bondgenotenlaan -per gli amici via-Bond-coso-lì- perché essendo il vialone principale che porta dalla stazione al centro (e quindi raggio per eccellenza della città vera e propria) non puoi evitarlo, e perché è la seconda via principale per quanto riguarda i negozi.
Detto questo.. Io sono uno che osserva. Osservo perché mi interesso alle cose, mi piace notare i dettagli, mi piace imparare, eccetera. Purtroppo però non tutte le cose che osservo mi piacciono o, per meglio dire, mi vanno a genio. Ed una di queste cose, per la quale mi inalbero tutte le volte, è che nel chilometro di strada e marciapiedi che costituisce Bondgenotenlaan -e me la faccio spesso dall’inizio alla fine per principio- non c’è una sola persona che incrocio che non abbia gli occhi scuri. O anche solo castani. Non c’è un solo fottutissimo olandese che non abbia gli occhi chiari e, fastidiosamente, stupendi.
Una volta, giuro, mi son messo a contarli. Era un venerdì pomeriggio se non sbaglio, quindi c’era anche parecchia gente in giro.
Sapete quante persone con gli occhi semplicemente marroni ho incrociato? Cinque. E sapete quante di queste cinque persone non erano evidenti immigrate? Nessuna.
Nessuna. Capite? Non ho nemmeno incrociato per sbaglio uno studente straniero che avrei potuto prendere per locale. No, nemmeno quello. Anche gli studenti stranieri o i turisti che ovviamente non avrei potuto distinguere dagli indigeni avevano gli occhi chiari. Anche persone oggettivamente non meravigliose (e ce ne sono eh) hanno occhi che definire splendidi sarebbe dispregiativo.
Ogni iride un colore, una sfumatura, una luce, un riflesso, una tonalità , una luminosità , una gradazione, una.. bellezza diversa.
Magari loro pensano il contrario (facilissimo), ma alle volte io mi sento quasi banale in mezzo a loro. Pazzesco.
E sì, ho sempre avuto il complesso degli occhi chiari, ok?
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Mercoledì, Novembre 21st, 2007
[sclero di qualche sera fa..]
C’è che le persone mi deludono.
Spesso, le persone mi deludono. Anzi, quasi sempre.
Ho realizzato questa cosa da qualche tempo a questa parte. E ora che l’ho capito, quasi me lo aspetto. Son lì che attendo fra un po’. Ci manca solo che chieda a voce alta beh, a quando la delusione?. Perché poi ho visto che alla fine è solo questione di tempo: c’è chi ci impiega meno, c’è chi ci impiega di più. Varia anche a seconda del sottoscritto, ovviamente. Dipende da quanto mi impegno per conoscere la persona in questione, quando mi interessa o mi interessa scoprire di questa. Oddio, a volte capita anche per caso. Infatti forse non è nemmeno questione di “scoprire”, è questione di “accadere”. Quando succederà?
Perché succederà . Oh, se succederà . Le persone ti deludono; sta solo a te capire perché, come, e se è una delusione “normale” -comprensibile e/o giustificabile- ed accettabile o una delusione che cambia veramente il tuo modo di vedere quella persona. Sta a te capire e decidere se passarci sopra, o no. Se ti va, vuoi, te la senti, di passarci sopra. O no.
Perché per quanto una cosa può sembrare piccola ed insignificante, per quanto una cosa a te personalmente non cambia niente del mondo fisico e nella tua realtà, per quanto una cosa è un’inezia rispetto ad altre alle quali passeresti su, per quanto possa essere comune o assolutamente normale.. se una persona.. se una certa persona.. se quella specifica persona.. la fa.. ti delude. Se quella persona si rivela tale, ti delude.
Ovviamente più a questa persona tieni, più questa delusione si fa insopportabile. Cocente, ingiustificabile, imperdonabile, incomprensibile. Più pensi di conoscere questa persona, più questo piccolo dettaglio ti smerda. Ti lascia completamente esterrefatto. Ti lascia tradito. Ti lascia dubbioso. Ti lascia senza sapere più che fare.
Che poi la cosa fastidiosa è che la delusione deriva o da un tuo errore di valutazione, o da un tuo ingenuo eccesso di buona fede, o da semplice incoerenza altrui; che se viene (o è stata) negata o nascosta, amplifica la sua magnitudo.
Spesso sono cazzate, sì. Ma cazzate che per te hanno un senso. Un grande, grandissimo senso. Senso che l’altra persona evidentemente non ha capito, e da qui la delusione. Un senso e un significato che per te magari è tutto, e che tu prendi come campione rappresentativo per il “generale”. Anche perché poi sembra quasi un affronto. No, forse un affronto no.. ma qualcosa che ti è stato fatto apposta. Prendi la cosa come personale. Non riesci a fare altrimenti.
Se non dici niente vai contro la natura, la tua natura, vivi peggio il rapporto e lo stesso ne risente non restando più come prima. Se ne parli con la persona direttamente interessata il rapporto ovviamente cambia e non torna più come prima. Di conseguenza una delusione, in quanto tale, ha una nascita ma vive in eterno. Resterà sempre lì. Qualsiasi cosa tu faccia. A seconda dei casi è rimediabile nei suoi effetti, ma la causa c’è o c’è stata e quindi ne rimane traccia indelebile.
La cosa tragicomica poi è quando si viene accusati di aver a propria volta deluso e di non essersi accorti di qualcosa di immensamente significativo per gli altri, quando invece ce n’eravamo accorti eccome e si era agito di conseguenza proprio per evitare malintesi ed incomprensioni. Ma si sa, più si cerca di fare del bene più si viene presi per malfattori. Cosa che tra l’altro fa riflettere, visto che la malafede ha radici nella propria auto-coscienza.
Alché sorge quindi la Lubranesca domanda spontanea: ma non è che a tua volta hai deluso qualcuno? O magari hai deluso te stesso? E perché? Te ne sei accorto almeno?, l’hai fatto di proposito? Come puoi giustificare te stesso o il tuo accanimento contro la delusione?
La domanda allora potrebbe diventare: è giusto e sensato il tuo risentimento? Ti ritieni deluso e parte offesa con cognizione? Chi sei tu per sentirti deluso?
Ma soprattutto, as usual: che cazzo hai appena scritto?
Edit:
..minchia cos’ho trovato..
- La sorte di chi si è ribellato troppo è di non aver più energie se non per la delusione.
- Di norma, gli uomini aspettano la delusione: sanno che non devono spazientirsi, che presto o tardi verrà, che accorderà loro la dilazione necessaria perché possano dedicarsi alle occupazioni del momento. Diverso è il caso del disingannato: per lui la delusione sopraggiunge contemporaneamente all’atto; non ha bisogno di spiarne l’arrivo, essa è presente. Affrancandosi dalla successione, egli ha divorato il possibile e reso superfluo il futuro. “Non posso incontrarvi nel vostro futuro” dice agli altri. “Non abbiamo un solo istante che ci sia comune”. Perché per lui l’insieme del futuro è già qui.
- Quando si scorge la fine nel principio si va più in fretta del tempo. L’illuminazione, delusione folgorante, dispensa una certezza che trasforma il disingannato in liberato.Emile Cioran
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Lunedì, Aprile 4th, 2005
Per la serie: Se c’è una cosa che..
Se c’è una cosa che mi rode particolarmente in una persona è quando questa ti dice una cosa e ne fa una completamente diversa. Meglio non entrare nei particolari, che portebbero anche diventare parecchio lunghi.
E le bandieruole poi. Quelle mi stanno veramente sul cazzo.
Delusione. Tristezza, e delusione generale.
Ecco.
[Sì, sto trascurando il blog, lo so. In compenso il fotolog è abbastanza attivo..]
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Mercoledì, Giugno 9th, 2004
Uno cerca in tutti i modi di non pensare ad una persona, perché ormai ha capito che nun c’è trippa pé gatti, e ZAC! Per pura casualità incontri la suddetta persona nell’ultimo posto in cui immaginavi di vederla, ne senti continuamente parlare, fatalità viene fuori nei discorsi più impensati, e per finire ti ritrovi con qualcosa di suo in mano. Se mi “rincorresse”, potrei anche capire, ma cazzo.. Cos’è, destino forse?
Cosa devo fare per non averne più a che fare? Serve un documento bollato e controfirmato?
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Lunedì, Maggio 24th, 2004
.. per mandare nel panico quaranta o più persone è sufficiente pronunciare, anche a bassa voce, la parolina magica “CONTROLLORE” in un semplice autobus di linea (extra) urbana. La voce si spargerà con una velocità che sfida le leggi della fisica.
Risultato garantito.
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