[il post seguente è stato scritto una sera del periodo di ferragosto. Quindi circa due settimane fa. Ora va meglio.. ]
In questa “vacanza” sto notando, e riflettendo su, un sacco di cose. Vuoi perché non ho molto da fare quando non sono a tavola, a letto o in spiaggia -che poi sono anche le uniche tre cose che bisognerebbe fare in una vacanza al mare- vuoi perché negli ultimi anni è tradizione che io mi angosci e deprima in questo periodo. Ah, ovviamente anche perché il luogo mi offre, come dire, un fottìo di ottimi spunti.
D’altra parte, seppur queste riflessioni per me siano molto interessanti e profonde -sostanzialmente me la faccio e me la dico-, resta il fatto che, fondamentalmente, continuo ad angosciarmi con le solite cose e con i soliti pensieri. Probabilmente mi stresso la vita da solo. Anzi no, togliamo pure il probabilmente. I pensieri sono diretti, o al massimo dirottati, sempre ed esclusivamente verso una sola situazione/persona. Persona che tra l’altro legge (credo) (e sicuramente si incazza anche) e alla quale vorrei spesso indirizzare messaggi diretti ed espliciti.. ma non ci riesco mai. Le cose sono sempre quelle, dette stradette e lamentate. Ciò che mi circonda poi non mi aiuta di certo, la musica è (letteralmente) sempre quella, le circostanze, gli ambienti, le situazioni, le persone e tutte le altre cose sembrano costruite e posizionate apposta per me, per angosciarmi, per farmici pensare. E dire che sono cosciente di tutta una serie di cose: sono cosciente del fatto che non posso dar colpe, che è una cosa normale, che gli do così peso per mancanza di esperienze alternative, che qui, che là , che su, che giù. Ringrazio veramente il dio in cui non credo per avermi dato forse l’unico appiglio psicologico che potesse reggere al confronto di tutte queste seghe mentali: l’Erasmus. Sapere di partire fra poco (anche a febbraio, già dai primi giorni che ho avuto la conferma, era “fra poco”) mi da una forza incredibile e riesce a farmi superare un casino di avversità , soprattutto mentali. <<Beh, fanculo, tanto vado in Erasmus!>> la frase buona per tutte le occasioni. Veramente. Aiuta un botto. Giuro. Infatti anche grazie a questa cosa sto imparando ad avere sempre un obiettivo, una meta, un traguardo, uno scopo. Perché più ci si pensa, più a volte non si sa per cosa vale la pena vivere, o meglio, non si riesce a capire il senso. Il senso di tutto. Il senso di noi.
E’ per quello che mi incazzo quando vedo che razza di gente c’è in giro, e che razza di gioventù mi vedo a frequentare. Al contrario di loro, io ho degli interessi. Sono alla ricerca di stimoli. Che cazzo di vita è una vita senza curiosità , voglia, stimoli ed interessi? Tutto questo poi è un altro discorso, per carità , ma pensateci un po’ lo stesso va . Nelle prossime puntate poi critico con calma e sputo un po’ in faccia a tutti, e mi lamenterò di ogni cosa. Ce n’è per tutti veramente. Un po’ alla volta però.