E ce ne vuole eh

Giovedì, Agosto 14th, 2008

Diciamocela tutta, cari amici eterosessuali: ci stanno (e/o ci stiamo) bombardando col sesso dalla mattina alla sera, in tutte le salse, in ogni modo, con tutti i mezzi, e con ogni scusa -ma sempre più spesso orami senza neanche più giustificazioni- che anche se è difficile ammetterlo non ce la facciamo più. Siamo arrivati al punto tale che, sì è difficile anche solo da immaginare, vorremmo dire BASTA, siamo sazi. Anche noi, metà del cielo che non ne avrebbe mai abbastanza e che ne vedrebbe e parlerebbe sempre e comunque, ne abbiamo fin sopra la testa. Non ne possiamo più di tutti quei culi, di tutte quelle tette.. di tutte quelle fighe praticamente ovunque e di tutti quei subdoli surrogati di promesse sessuali. Ci esplode la testa, per non dire altro. Ce n’è troppo, sì, troppa. Non riusciamo a starci dietro, e ci stanno (ma in realtà siamo sempre e solo noi stessi) surclassando, sovraccaricando.
Risulterò impopolare, ma questa società ha veramente bisogno di staccare dal sesso. Almeno per un po’. Ci vorrebbe una bella vacanza dalla figa, per tutti.

L’apocalisse è dietro l’angolo

Mercoledì, Luglio 30th, 2008

Io ve lo dico già ora: è la fine.

Come dargli torto?

Mercoledì, Dicembre 26th, 2007

Furbi questi danesi. Con il payoff “Men don’t want to look at naked man.” [Gli uomini non vogliono guardare un uomo nudo.] hanno giustificato in modo intelligente la scontata presenza di una modella nuda strafiga nella loro campagna pubblicitaria che promuove intimo maschile.
Che dire? Niente, date solo un occhiata qui, qui, e qui se vi interessa. Garantisco ai maschietti che è abbastanza interessante. E che è normale che ci si metta qualche istante per focalizzare che le strappone di turno stiano posando in atteggiamenti (stereo)tipicamente considerati maschili: d’altronde ci si concentra su altro.

Brand: jbs mens underwear
Advertising Agency: & Co, Denmark
Creative Director: Thomas Hoffmann
Art Directors: Thomas Hoffmann, Martin Storegaard
Photographers: Rasmus Mogensen, Morten Laursen

[via Ads of the World]

Il prete ti tarpa le aaali

Lunedì, Dicembre 3rd, 2007

Ma guarda te se dovevano censurare l’unico spot della Red Bull che mi sia mai piaciuto. Và che ce ne vuole eh.

Che poi -insindacabilmente- la Red Bull sia una della cose più disgustose mai create dall’uomo, e che quindi non mi dispiaccia granché come notizia, è un altro paio di maniche. Ma ho dei solidi principi, io.

Wlady

Martedì, Agosto 28th, 2007

Non ricordo chi accennava a questa cosa su Twitter, forse Sw4n. Dico solo che m’è venuto un blocco allo stomaco non indifferente quando l’ho visto. Io non lo posso proprio vedere, e questo mette su pure un sito con addirittura il blog! E senza ritegno poi, quando commenta le opinioni negative nei suoi confronti trovate in rete. Ok scusa, non opinioni negative: insulti.
Wladimiro poi. Sembra fatto a posta. Che faccia di cazzo. E’ una delle cose italiane più fastidiose degli ultimi 5 anni.

Dicono di lui:

A colui che da mesi tormenta i miei incubi ed alimenta la mia già poca capacità di sopportazione televisiva, a quell’essere perennemente lampadato, con gli occhi fuori dalle orbite, caratterizzato da una bocca sempre spalancata in una finta risata tanto da sembrare di avere due graffette agli angoli della bocca..

Sono una ricercatrice del gruppo Pampers

Mercoledì, Agosto 1st, 2007

Oh, ma che figa è?
Sembra la Mastronardi con qualche anno in più..

Lei è Ingrid, la nostra ragazza alla pari svedese

Martedì, Agosto 23rd, 2005

Ecco, per l’appunto, dov’è che di grazia si trovano codeste gentili donzelle?
Ho tanto amore da dare, e le posso perdonare anche migliaia di “Programma terminato!“..

Fuori per loro, pubblicità per noi

Martedì, Giugno 21st, 2005

E’ bellissimo notare che i “pochissimi istanti” di pausa per una giornalista o un presentatore possano magicamente trasformarsi in cinqueminutiemezzo di angosciante e frustrante pubblicità per noi..

E di tutti i break pubblicitari nei film non ne parliamo neanche và.. che è meglio.

Lasonil Rulez

Mercoledì, Febbraio 2nd, 2005

Ieri sera la super insaccata del pollice destro. Parecchio male. Stamattina pollice gonfio e nero insieme ad una buona porzione di palmo e dorso circostante. Malissimo.
Nel primo pomeriggio prima cospicua applicazione di Lasonil c.m. gel. Tardo pomeriggio seconda abbondante dose gellosa.
Tarda serata il (quasi) miracolo. Lasonil P-O-R-T-E-N-T-O-S-O.

Volevo ringraziare la Bayer che ’sto giro con il suo prodotto mi sta facendo recuperare pian piano l’uso della mano destra. Che, in prospettiva partita di venerdì sera, mi tornerebbe molto utile.
Fine del bollettino medico.

P.S. Non era mio intento fare pubblicità, ma tant’è.

Ultime dal fronte

Domenica, Gennaio 30th, 2005

Ho scoperto che sono uno dei pochi a non odiare profondamente il tipo dello spot del Duplo, quello de “l’approccio dentale labiale” tanto per capirci. Sto incontrando sempre più gente con folli fantasie omicide verso quella sorta di Enrico Papi dell’altra dimensione. Ma, come detto, a me sta anche (quasi) simpatico. Non mi rende mentalmente instabile quando lo vedo (cosa che mi capota di frequente anche solo dopo aver intravisto per un millisecondo Emilio Fede mentre faccio zapping serale..). Di solito io sono il primo che si accanisce contro gli irritantissimi personaggi televisivi. Vedi, chessò, la tipa del “cavallo goloso” tanto per fare un esempio.

Mi sono reso conto per l’ennesima volta di quanto una piccolissima cazzata di può cambiare la giornata da così a così in un attimo. E anche i giorni a seguire, e la vita in generale. E non sto esagerando.
Infatti stava andando tutto (beh, quasi tutto dai..), troppo, per il verso giusto.

Inverno stranissimo questo poi. Non mi sono ancora preso nessun malanno. Nonostante mi sia anche rischiato di ammetterlo più volte a voce alta. Sarà il leggero raffreddore che mi accompagna quotidianamente, non so. Adesso vediamo, visto che mi sono sbilanciato così pubblicamente, se riesco a passare indenne questo inverno.

Per il resto mi confermo come sempre il solito. Il solito irriducibile dell’ozio..

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