Nella vita ho imparato che..

Lunedì, Maggio 24th, 2004

.. per mandare nel panico quaranta o più persone è sufficiente pronunciare, anche a bassa voce, la parolina magica “CONTROLLORE” in un semplice autobus di linea (extra) urbana. La voce si spargerà con una velocità che sfida le leggi della fisica.
Risultato garantito.

Il 26

Martedì, Settembre 9th, 2003

Il 26. Cioè, voglio dire, IL 26!
Cè gente che comincia ad andare a scuola il 26. Io domani: ma porc..

Però, tutto sommato, non mi dispiace neanche tantissimo il fatto che cominci un nuovo anno scolastico, e che io mi debba svegliare alle 6, prendere il pullman (non quello giusto, sia chiaro. Quello giusto lo perdo sempre, e prendo -correndo- quello dopo..), scendere in stazione, farmi quei 10barra15 minuti di “passeggiata” per arrivare a scuola, ecc ecc..
[sia ben chiaro, per me il sonno è sacro, e svegliarmi sei giorni su sette alle 6am è una tragediadelittosacrificiopazzescoechipiùnehapiùnemetta. Poi sono una delle persone più pigre che il genere umano ricordi e attualmente conosca, quindi vi lascio immaginare la dose di voglia giornaliera che ho di studiare..]
… dicevo? Ah sì, non mi dispiace più di tanto. Perché? Perché (e ricordatevi sempre che dopo uno “WHY?” c’è sempre un “BECAUSE..”) tutto sommato mi piace “l’ambiente scuola”: mi piace il contatto con gli amici/nemici di tutti i giorni, gente con cui ho passato bene o male anni della mia vita.
Forse sono un abitudinario.
L’inverno, poi. La ricerca di calore nel pullman scassato e con i finestrini rotti (ti ringraziamo, o APT), la sciagurata esposizione alle invernali intemperie nell’epico piazzale Guardini, per poi entrare e rimanere per un ora col cappotto in classe.
Questi alcuni dei luoghi dell’anno scolastico.
Questi, che fanno da sfondo ad innumerevoli situazioni di Allegria, Tristezza, Malinconia, Divertimento, Euforia, Apatia, Noia, Rilassatezza o Agitazione.
Con chi? Con gli amici di sempre, gli sconosciuti di sempre. Le nuove amicizie e le vecchie conoscenze. Persone con cui si passa tanto di quel tempo che nemmeno immaginiamo, persone care e meno care, cui si da e da cui si riceve molto, senza nemmeno accorgersene, e forse senza nemmeno volere. Con cui si trascorrono anni della propria vita.
Insomma: un mondo particolarissimo, eccitante e personale, di cui spesso ci si lamenta, ma in cui tutto sommato ci si trova bene.
Una sfera di cui potrei parlare per ore ed ore, senza rendermene conto.
Tra l’altro ho cominciato a scrivere con una meta da raggiungere in mente, ma l’ho persa forse già alla seconda riga, quindi non so più cosa sto scrivendo. Ormai è sempre così.
Ora mi sa che devo andare però, perché senò domani mattina chi si alza? (infatti svegliarsi è una parola troppo grossa per me. Io, colui che si sveglia alla campana delle 13.10..)

Seaside

Lunedì, Luglio 14th, 2003

Ieri invece, giornatona! Partenza alle 6 (azz..) su due pullman con tutti i butei con destinazione Jesolo. Aria condizionata a mille e i classici posti in fondo sono rigorosamente nostri, ad eccezione dell’ultimo sedile in fondo a sinistra occupato da nientepopodimenoche l’attore de “In vacanza col morto”. Uguale. Polo rossa, occhiali modello BluesBrothers neri, cappellino da baseball e immancabile faccia da ebete. Chiaramente in letargo profondo per tutto il viaggio d’andata. Forse anche il ritorno..
Comunque, per le nove (mi pare) arriviamo a destinazione e, come l’anno scorso, sono presenti delle nuvolette che mettono a dura prova il nostro morale. Immancabili le imprecazioni verso i vari meteorologi, da Giuliacci al vecchietto di TeleArena. Fortunatamente, tempo di far colazione e cambiarsi, e il sole comincia a fare la sua bella comparsa (che, premetto, durerà incessantemente e con buona incisività per tutto il giorno) rallegrando gli animi. Ci piazziamo sulla spiaggia e cominciamo subito la sfida 3×3 a beach volley. Sport sicuramente a me molto più congeniale del tennis (per maggiori informazioni, leggere il post precedente)..

La sabbia non è ancora calda, il sole non brucia e di vento neanche a parlarne. Codizioni ottime per distruggersi. Finita la prima partita (inutile rammentare la vittoria quasi schiacciante) i nostri eroi (che poi saremmo sempre io e i butei) abbastanza accaldati cercano il refrigerio post sforzo fisico in bevande varie ed eventuali per poi riposarsi per un buon periodo dopo la classica doccia ghiacciata. Prima di pranzo ci giunge la voce che a pochissimi metri di distanza si svolgevano le finali de campionato/coppa italia di beach volley femminile. Come ben avrete intuito non ci rifiutiamo certo di andare ad osservare attentamente le nostre colleghe (!) e comunque a gustarci un bello spettacolo. Stanchi e affamati, intorno all’una, ci serviamo di viveri per recuperare forza ed energie per affrontare una nuova e più avvincente partitozza. Stavolta è 4×4: abbiamo trovato due degni giocatori per emulare al meglio il torneo non poco distante, e comunque per divertirci di più. La partita è tosta. La sabbia è a dir poco rovente, e ci serviamo di mezzi di fortuna (vedi bottigliette d’acqua e secchielli) per inumidire il più possibile il campo anche se sappiamo che dopo un niente la sabbia si riasciugherà e sembrerà ancora più calda. Il sole spacca. Cazzo se spacca! Ma, ringraziando gli dei, non cè vento e la voglia di giocare è tanta. La partita è emozionante: di buon livello le giocate, ottimi i gesti tecnici, lunghi gli scambi. Le giocate fortunose e di stile alimentano la goduria insieme a della sanissima ironia. Poi, dopo un bel po, la partita finisce. Nuova vittoria, ma non gliene frega niente a nessuno.

Il divertimento è stato tanto, e la stanchezza si comincia a far sentire ora che siamo fermi. Docce fredde, bagni, partitelle a calcetto e le solite vaccate riempiono il resto del tempo. Si riparte alle cinque, e in pullman c’è casino. Sta andando il DVD di “Il diario di Bridget Jones” ma nessuno ci fa caso. E pensare che ero anche curioso di vederlo giorni fa.. Tra scherzi, risate e dopo aver incrociato degli occhi bellissimi, arrivo a casa. Ognuno, devastato e ustionato com’è, fa ritorno a casa stanchissimo e pronto per una sana e lunga dormita rigenerante. Peccato che solo in pochi dormiranno bene: le spalle rosse infatti non perdonano, e ripensando alla giornata appena trascorsa si sente ancora la sabbia sotto i piedi e tra le dita delle mani..

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