Siamo così, tremendamente ipocriti

Mercoledì, Maggio 28th, 2008

Italia razzista? Italia stereotipata? Italia allo sbando? Italia xenofoba?
Non c’è da offendersi, quindi non rompete il cazzo.

“Ti dovresti sentire offeso, in quanto italiano e veronese, per quello che stanno dicendo dell’Italia e di Verona, del razzismo eccetera. Non siamo mica tutti così, Verona non è razzista, i tifosi dell’Hellas non sono tutti naziskin!”. Così dice (anche) un mio amico. Io dico invece che no, non mi offendo manco per niente. Primo perché difficilmente la gente si inventerebbe affermazioni di questo tipo senza un riscontro sotto. Secondo perché, porca troia è innegabile, oltre che una solida base queste affermazioni praticamente le offriamo noi su un piatto d’argento. Siamo noi che siamo così e che ce le andiamo a cercare, quindi è da pagliacci negare l’evidenza. E’ come essere un riccio e negare di avere gli aculei. Dai.

E non mi offendo nemmeno per le generalizzazioni. Perché per quanto le generalizzazioni debbano sempre essere prese e fatte con cautela, è indubbio che sono frutto di tendenze evidenti e di induzioni che si basano sui fatti. Quindi dicendo che Verona è razzista, che i terroni sono tamarri, che gli italiani sono xenofobi, che quella certa tifoseria è nazifascista, che siamo mafiosi, che qua che la.. non facciamo altro che fotografare una situazione che c’è, che è reale, che esiste e non è cambiata nel tempo. E dicendo questo è sottinteso che non mi azzardo ad affermare che il 100% della popolazione veronese/italiana/gruppo-di-riferimento si così, quindi smettiamola per una volta col personalismo o col ce l’ha con me o col che cazzo ne sai tu. Perché vi fa comodo quando vi sentite dire che gli italiani sono tutti dei dongiovanni, o tutti artisti, o simpatici eccetera vero? Eh, cari miei, sentiamo solo quello che vogliamo noi.

Io non mi offendo perché sono cosciente della situazione, ma soprattutto sono cosciente di chi sono io e di chi sono le persone che ho intorno. Io so chi e cosa sono, so quello che penso dico e faccio - e il tutto volto anche al passato. Ho la coscienza pulita, e non prendo la cosa sul personale perché so perfettamente che non è rivolta a me e che io stesso non ho nulla da dimostrare. Con questo però non dico nemmeno che sono contento o sereno, perché è evidente che essendo (volente o nolente) parte di una comunità mi debba sentir almeno un po’ responsabile per non aver agito sufficientemente per affrontare e migliorare la situazione. Io con altri, s’intende, perché uno si rende anche conto che qui si parla di vincoli e possibilità umane su intelletto e ragione d’altri nonché si è anche consci che il mondo purtroppo non è né sarà mai perfettamente come si vuole.

Dunque non mi offendo io, no. Perché ci sono dei fatti che io non nego. Potrei anche farlo, sì, si potrebbe anche fare e c’è chi lo fa. Ma poi questi si sentono offesi, e a me non piace sentirmi offeso. Io mi offendo quando mi si accredita/addebita qualcosa di falso, non quando mi si critica una verità. E la strumentalizzazione in questo caso non è la generalizzazione, bensì la negazione della stessa per vittimismo.

A parte che non si chiama Fulvio ma Flavio

Giovedì, Maggio 8th, 2008

Questo articolo sarebbe anche carino.

In ogni caso è inutile farsi dubbi di sorta o chiedersi se è così o no. E’ inutile negare. Chi ci vive ed ha un minimo di onestà intellettuale per vedere le cose con un minimo di oggettività SA che Verona è così. Sa che dalla provincia fino al centro storico le persone agiscono, parlano e pensano in questo modo perché lo hanno sempre fatto da ragazzi. Ché anche le battutine e le cazzate che si dicono tanto per sono indicative e rappresentative.

E sfortuna vuole che sia così non solo a Verona.

Ma guarda un po’

Domenica, Maggio 4th, 2008

Coincidenza eh. Fatalità.
E io che mi faccio anche dei problemi nell’aver paura di generalizzare troppo alle volte. Mi faccio dei problemi perché cerco di capire, di guardare in prospettiva. Di giustificare chi dice che no, è solo un caso. Sarà anche un caso ma casualmente da queste parti succede spesso. Ma no, Verona mica ha di questi problemi eh. Capita. Quindi neghiamolo dai.. neghiamo.

Disgusto.

“Je ne suis pas un raciste”

Sabato, Novembre 3rd, 2007

Matumona ZolaTanto per restare in temi che mi stanno a cuore come il razzismo, lo sport, .. e il Belgio:

Una nota marca automobilistica coreana (KIA) ha tolto i 160mila euro di sponsorizzazione al Brussels, squadra della capitale belga, per gli insulti razzisti del suo presidente a un suo giocatore congolese.
[via Gazzetta.it]

Un applauso a ’sti coreani. E un grande vaffanculo a Johan Vermeersch, presidente dell’FC Brussels, ovvero colui che ha sfoggiato la perla con riferimento alle sempiterne “banane ed alberi”. Spero che qualche congolese tifoso della tua squadra e operaio in una fabbrica KIA ti venga a trovare per dimostrarti di persona quanto sono belli e grossi gli alberi da loro. Con un’esperienza gratuita dal vivo, magari in culo.

Dio quanto mi sta sul cazzo ’sta gente.

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