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Guardare ogni tipo di film invece di studiare

8 gennaio 2009  |  0 Commenti  |  in Visto & Sentito  |  

Visioni degli ultimi giorni con scelte pseudo-casuali, e in compagnia:

  • Wall-E (”WALL-E“, 2008)
    Bellissimo.
    Voto: 8,5.
  • Kung Fu Panda (”Kung Fu Panda“, 2008)
    Ciccionissimo.
    Voto: 6.
  • Doomsday - Il giorno del giudizio (”Doomsday“, 2008)
    Incoerentissimo.
    Voto: 2.
  • Disaster Movie (”Disaster Movie“, 2008)
    Pensavopeggissimo.
    Voto: 4.

Molto castigato come bacetto lesbo eh

31 ottobre 2008  |  4 Commenti  |  in Visto & Sentito  |  

Primo film di Woody Allen che vedevo questo Vicky Cristina Barcelona (”Vicky Cristina Barcelona“, 2008), e potrei fare un mea culpa per questa cosa.. ma anche no. Diciamo che, per dare subito un giudizio così a caldo, non so se prossimamente sarò ben disposto a vederne un altro scritto e diretto dal vecchietto di New York.

Inizio questo mio commento al film (probabilmente SPOILERANDO un po’, quindi occhio) partendo dal fatto che non mi aspettavo di vedere un così massiccio spottone di tutto il Fiat Group in un film del genere. O meglio, in questo film. Iniziando tra l’altro con quel cesso di Croma, e poi fare una carrellata di tutti i marchi del gruppo rispolverando anche modelli del passato. Ormai il product placement nelle produzioni cinematografiche e televisive ha raggiunto livelli di grezzume e ridondanza da fare schifo e provocare effetti contrari (e quindi negativi) a quelli voluti.
Tornando al film devo dire che, se non si fosse intuito in precedenza, la pellicola in sostanza non mi è piaciuta quasi per niente. Anche se speravo migliorasse fino alla fine, giuro, quindi io ce l’ho messa tutta eh. Non mi è piaciuto a partire da una fastidiosissima voce fuori campo che racconta sempre e troppo - cosa che secondo il sottoscritto sarebbe da evitare soprattutto in film di questo genere -; una trama decisamente scialba, banale, prevedibile e di cui il cinema contemporaneo è ormai saturo (perlomeno in questa variante), che tenta di fingersi originale nei momenti in cui ostenta un’inflazionatissima (e al solito inverosimile ed ipocrita) ironia basata sulla pseudo-provocazione e schiettezza dei dialoghi che scade in numerosi cliché e vizi di strutturazione; una scelta di musiche oltraggiosamente priva di coraggio ed originalità; una fotografia (ri)cercata e trovata male; e numerose e deboli e di second’ordine e finto-celate e tristemente riproposte e superficialmente trattate e un-sacco-di-aggettivi-simili tematiche riguardanti differenze tra Europa e Stati Uniti, bipolarismo caratteriale, passione ardente, estati di trasgressione emotiva, equilibrio di accettazione del sè, eccetera. Uff.
Peccato perché si poteva contare su un cast di prim’ordine per quanto riguarda espressioni di passione e desiderio, caratura artistica e quant’altro, fermo restando che io odio l’incapace Scarlett J., e sfruttare meglio tempistiche e dichiarazioni. Ah, e continuando ad inveire sulla Johansson (che a me personalmente non è mai sembrata ’sta gran dea di grazia e bellezza come sento spesso dire, ma nemmeno oso dire che non me la sbatterei dalla mattina alla sera), c’è da sottolineare come ne esca profondamente sovrastata dalla reale/genuina bellezza e femminilità delle altre due attrici protagoniste principali: perché pur considerando la mia insofferenza verso la Penelope Cruz devo dire che sia lei sia Rebecca Hall emergono dallo schermo come due creature completamente di un altro pianeta. E dire che di solito ho pure un debole per le bionde.

Per il resto film anche godibile se vogliamo dirla tutta, ovviamente girl-oriented, anche se mancante di quell’ingrediente citato all’interno del film stesso, e con finale quasi inutile e pressapochista che amplifica un’espressione comunicativa delle emozioni non all’altezza delle aspettative di inizio proiezione.
Giudizio complessivo quindi decisamente sotto la sufficienza per quanto mi riguarda, che però resta per così dire “alto” UNICAMENTE per le fighe proposte. E fighi, perché Bardem onestamente è un maledetto maschione. Dunque punti in più finali che salvano la baracca, giusto per ammettere che volenti o nolenti anche l’occhio vuole la sua parte e che un cast di un certo tipo fa spesso la differenza.

Voto: 4+.

Nainouciuanou: le due puntate pilota

5 settembre 2008  |  2 Commenti  |  in Visto & Sentito  |  

Eh.. troppa grazia, troppa grazia. Non credo si potesse chiedere di meglio. L’unica cosa è che ora non saprei da dove iniziare per commentare questo pare “meraviglioso” 90210.

Per non sbagliare partiamo subito dagli attori (o meglio le attrici) (se così si possono chiamare, ovviamente), ovvero l’unica ragione per la quale un baldo giovine come il sottoscritto si sente giustificato a guardare e sopportare cotanta banale trashitudine vista e rivista. Insomma, come mi starete urlando in coro: Quanto sono fighe le fighe di questo telefilm? Oserei dire “abbastanza”, ma credo sia meglio andare più nel dettaglio..

  • Shenae Grimes (Annie): fighetta, ma niente di che. Sul serio. La classica vorrei ma non posso, tanto che quasi (quasi) avrei paura a vederla senza trucco e senza i capelli conciati in quel modo. Magra da fare schifo, a colpi inguardabile: giuro, e se sembra un grissino nelle inquadrature figuriamoci quanto anoressica possa essere dal vivo. Non ha le gambe.. veramente, non ha le gambe e al loro posto ha due bastoncini. Non si può. La più cessa (vabbè, sempre relativamente parlando) delle quattro.
  • Jessica Lowndes (Adrianna): interessantissima. Già notata (e piaciuta) in Greek, me la ritrovo piacevolmente in quel di Beverly anche se con una brutta pettinatura. Quelli della CW però capiranno, vedrete, e uscirà la iperfiga che è in lei. Personaggio un po’ demmerda ma che credo ci darà delle soddisfazioni a lungo andare. Accattivante. Vai che ce la fai.
  • AnnaLynne McCord (Naomi): troia come poche, inside and outside, se mi passate il francesismo. Non so se ci sia molto da aggiungere per una che -chi segue Nip/Tuck SA (e due)- ha già dimostrato in toto il suo valore. Esageratamente magra anche lei, non sarebbe il mio tipo.. anche se dirlo è come bestemmiare. Per la serie se non vedi non puoi capire, mi limito a concludere per difficoltà di descrizione facendo però notare che in questo ruolo (a meno di clamorosi eventi futuri) (peraltro non da escludere totalmente) perde molto. Forse la “sistemano” male.
  • Jessica Stroup (Silver): bella come poche altre cose al mondo, e si dovrebbe capire così a chi va la mia preferenza. Proprio bella, non figa. Cioè, anche figa eh, ma più bella che figa. Capitemi. Chi ha visto Reaper si ricorderà senz’altro di quel sorriso da colpo di fulmine e di quegli occhi da cerbiatta. Poi pare proprio che la concino in modo interessante (alla Anna Stern di O.C. per capirci, e chi ha orecchie per intendere intenda) e che il personaggio sarà da tenere d’occhio. Magrissima anche questa, lo ammetto, ma ’sto giro faccio finta di niente. Magica.
  • Menzione d’onore per Jennie Garth (la mitica Kelly Taylor) che sembra mantenersi in ottimo stato (al contrario di Brenda), se non fosse per la voce assolutamente inascoltabile. Era la mejo ai tempi, e fa piacere vedere che ancora se la batte.. se così si può dire. Pare riserbi interessanti sviluppi il personaggio, staremo a vedere.

Per quanto riguarda le partecipazioni maschili lascio un po’ perdere perché ancora devo giudicare per bene, ma resta l’impressione che gli attorini scelti lascino un po’ a desiderare, eccetto forse Ty che effettivamente parrebbe uno che se fossi donna farei follie. Ma per il momento non mi voglio sbilanciare, e decreto gli “adulti” bocconcini ben più succulenti per il pubblico femminile. Menzione d’onore e fonziniano yeah di approvazione per il cameo di Joe E. Tata nel ruolo dell’intramontabile Nat del Peach Pit.

Detto questo veniamo al sodo. 90210 è come ci si aspetta, e sarà come ci si può ben immaginare: lo si può guardare per le fighe o per diverirsi nel sentire nomi familiari di una nostalgica adolescenza, ma poi alla fine risulta tutto molto banale e tipico di questo decennio. In confronto il Beverly Hills originale era avanti anni luce -a questo suo spin-off come a tante altre cose-, potendolo considerare quasi bello, anche se basti considerare che è rimasto negli annali non a caso. Questa opera è ovviamente molto annacquata e deludente, troppo simile a tutto il resto, troppo già visto e già vissuto. Fatto apparentemente già meglio di Gossip Girl (e verrebbe da dire che non ci voleva tanto, giustamente), e probabilmente con più probabilità di successo, pur essendo per molti versi molto meno originale -so che è difficile da digerire- ed accattivante a livello di morbosità. Gossip Girl è onestamente pesante ed indigesto per gran parte del tempo, e quel (poco) che aveva da dire l’ha detto nella prima metà della prima stagione, ora dopo aver visto la prima della seconda sto seriamente pensando di lasciarlo perdere. Parentesi obbligata che mi permette di dire che questo 90210 alla fine è solo un tentativo di mix delle parti migliori di O.C., Gossip Girl, Greek e similia dell’ultimo decennio.. con la sola comprensione maggiore del fattore figa e del fattore musica. Poi c’è da dire che non c’è altro: la sigla del trailer era molto più evocativa e promettente, quindi per certi versi c’è un po’ di delusione. Delusione che si rispecchia anche durante tutte queste prime due puntate nelle quali praticamente cercano di spacciarci come adulti e professori dei ragazzini tutti belli curati, simpatici, fighi e divertenti: cosa che sinceramente è a dir poco inverosimile e fastidiosa, a maggior ragione se poi la sommiamo all’ennesima scelta di attori che sembrano venticinquenni e devono interpretare dei ragazzini di sedici (16!) anni -che vabbè che loro lì sono in California, ma comunque a sedici anni io non ricordo robe del genere.

Insomma, che altro dire? Mi lamento e mi lamento ma poi questa serie me la guarderò lo stesso, perlomeno la prima stagione credo, quindi in futuro magari ci saranno tempi e modi migliori per giudicare questo lavoro figlio del 2008. Intanto divertiamoci a sputtanarlo per bene.

No, non il maestro delle Tartarughe Ninja

16 dicembre 2003  |  0 Commenti  |  in Visto & Sentito  |  

[Stamattina, un degenero. Mai vista una scopiazzatura collettiva del genere..
Oggi pomeriggio ho finalmente visto le foto del 31. Scandalose.]

SPLINTER, The Offspring: l’ho sentito stranissimo.
Ad un primo ascolto mi è sembrato veramente strano, le canzoni mi danno la sensazione di essere “in bilico” ma non saprei dire su cosa (che cazzo di descrizione). Contaminazioni rocksteady che pare di sentire i No Doubt in The Worst Hangover Ever, un po’ sparata l’undicesima Da Hui, “grammofona” l’ultima When You’re In Prison. L’intro Neocon non mi è piaciuto a differenza dei precedenti, tipico (e bello e inconfondibile) stile Offspring soprattutto in Hit That e Race Against Myself. Le restanti non mi sembrano male, ma devo ancora ascoltarle con cura.
Peccato che le dodici tracce durino in tutto 32 minuti: per 19 euro me ne aspettavo minimo 40/45..
Al momento gli do 6.5.

Eh sì, loro sono sicuramente meglio di Jankulovsky..

Librettucolandoci

29 ottobre 2003  |  0 Commenti  |  in Quotidiano  |  

Titolo: Il nuovo Golem, come il computer cambia la nostra cultura.
Autore: Giuseppe O. Longo
Breve riassunto: UN PACCO ALLUCINANTE.

Per carità, interessantissimo e particolare, ma i primi due capitoli non li auguro nemmeno al mio peggior nemico.

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