Stasera si comincia anche con la seconda tornata settimanale di allenamento. Per la serie vediamo quanto reggo.
Il magico mondo della pallavolo ha però un fascino irresistibile al quale è impossibile dire no, e in queste prime settimane mi è tornata tutta la voglia di sudare, saltare ed allenarmi di un tempo. Dopo due anni di nulla assoluto e di assenza -forse anche un po’ forzata- dalle palestre, questo periodo mi sembra un sogno, e ogni volta non vedo l’ora che sia mercoledì (ed ora anche venerdì) per andare a tirare due schiaffazzi ad una palla. Speriamo solo di non rompermi qualcosa o di ammalarmi vista la pessima condizione fisica, sarebbe veramente un peccato.
Ora poi ci si comincia a conoscere un po’ nel gruppo, per cui si gioca pian piano sempre meglio e con un livello dignitoso, quindi di conseguenza ci si diverte di più. C’è gente un po’ di tutti i tipi, ma è bello anche per quello. Stasera non so, ma fin’ora s’è giocato “misti”: da una parte ammetto che per il gioco è un po’ limitativo, in quanto comunque le differenze tra uomini e donne ci sono, sono evidenti, e sono indiscutibili; d’altra parte però ci si diverte forse di più, e qualche bella donzella scattante e saltellante lì davanti a te non fa mai male. Anzi, forse sì. Perché spesso i fondoschiena distraggono dall’azione o dalla traiettoria della palla. Chi ha visto almeno una volta una partita di volley femminile, o meglio ancora beach-volley, SA di cosa sto parlando. Però si cerca di sopportare al cosa, ecco.
That’s why we love volleyball su much!
A questo proposito son già tre settimane che un’atletica biondina (“ina” mica tanto, forse è più alta di me) ù sempre una posizione avanti a me nel giro e ogni volta in ricezione la mia concentrazione va seriamente a farsi benedire.
In tema di bionde, per quanto riguarda la missione con nome in codice Julie, i miei progetti si stanno lentamente ma inesorabilmente sfaldando in quanto -semplicemente- ella non si presenta più nel sito predisposto al plateal-rimorchio. Sto dunque programmando, ultimando e pianificando gli ultimi dettagli del piano B, che prevederà una fase di studio e ricerca sul campo (la di ella facoltà) terminata la quale, sfruttando il così creato vantaggio territoriale temporale e psicologico, procederò all’attacco finale improvviso, frontale e (si spera) letale.
Edit post-massacro:
- (la bionda) se non è più alta di me, poco di manca;
- sì, ce l’ho SEMPRE davanti. Lei e quel suo meraviglioso culetto da pallavolista;
- sudo come una merda;
- il mio peggior allenamento ever.











