Domenica, Settembre 7th, 2008
L’anno scorso in questi giorni ero felicemente giunto in quel di Leuven, orgoglioso ed eccitato per la nuova avventura che stava iniziando. Ero felice di essere arrivato sano e salvo, felice pensando alle incognite, felice delle novità, felice delle opportunità, felice delle bestemmie per trovare casa, felice del tempo di merda, felice del freddo, felice del rottame di bici noleggiato (però bella), felice del poco cibo sano presente in zona, felice del costo della birra, felice della gente e delle nuove conoscenze, felice delle belghe, felice della comodità, felice della scelta fatta, felice dei viaggi e di quel tipo di vita, felice delle scoperte, felice del sundea e dei wafels pomeridiani, felice della Westmalle, felice di non guardare la televisione e sentire delle miserie italiane, felice di notare che al mondo c’è ancora qualcosa e qualcuno che si salva, felice dell’Erasmus,.. felice del Belgio.
Oggi sono felice di tutto questo e di tutto ciò che ho fatto. E sono felice di ricordarlo.
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Venerdì, Agosto 22nd, 2008
La nostalgia post Erasmus che non ho avuto in cinque mesi mi sta venendo tutta adesso, tutta insieme. A causa sicuramente di molte coincidenze, ma soprattutto a causa del mese che sta arrivando: infatti con settembre arriva il momento di partire per i nuovi avventurieri portatori sani di borsa di studio LLP (adesso si chiama così).
Il parlarne con loro, e farlo in modo del tutto diverso e particolare rispetto al passato, acutizza in maniera impressionante il riaffiorare di pensieri, ricordi e sensazioni che non avevi ancora visto sotto quel sottile velo di nostalgia misto tristezza misto cazzo è stata una figata. Cose da musichetta struggente, cose da videoclip su YouTube con le foto che si susseguono con effetti di dissolvenza bruttissimi tipo filmini dei matrimoni. Cose bruttine insomma.
Giusto l’altro giorno ho scambiato due parole con una dei due nostri sostituti in quel di Leuven per il primo semestre accademico 08/09 della ormai cara Katholieke Universiteit. Diceva che erano appena tornati dalla settimana di sopralluogo in terra fiamminga, e che nella stessa aveva trovato casa in Vesaliusstraat eccetera eccetera. Da lì ovviamente nell’automatico inizio di miei consigli, suggerimenti e simili, mi son reso conto di quanto ormai mi manchi il posto, la situazione e tutto ciò che è stato. Come è immaginabile il primo e più intenso desiderio è quello di poter ripartire, ripetere, riesplorare e riassaporare quell’esperienza. Non c’è niente da fare, se c’è una cosa che in questo momento vorrei provare è senza dubbio quell’eccitazione del pre-partenza: pura adrenalina, voglia di spaccare letteralmente il mondo, di vivere di scoprire.. con intrinseca una naturale sensazione quasi di timore reverenziale verso qualcosa che in certi momenti sembra più grande di te. Quel turbinio di pensieri, progetti, aspettative, speranze; quella miriade di intense scosse di ottimismo e felicità che ti rasserena pur non essendo tranquillo manco per niente; quella capacità di pensare ad ogni cosa in prospettiva e di attendere con trepidazione gli istanti in cui l’avventura inizierà. E, come un’altra conoscente mi ha fatto tornare in mente proprio ieri, quella specie di paranoia che ti assale di colpo il giorno prima di partire, quando in teoria dovresti essere in estasi non vedendo l’ora di salire sull’aereo, e invece paradossalmente sei lì che speri che quel momento non arrivi mai perché sei talmente felice al solo pensiero che vorresti manterere quella condizione psicofisica per sempre.
Poi infine credo ci sia dall’altra parte una sorta di consapevolezza interiore che ti fa desiderare di “tornare indietro”, o meglio di poterlo rifare, perché ti rendi conto dell’evoluzione -di te stesso e della tua vita- che tutta la faccenda Erasmus ha comportato: un’evoluzione che in ogni caso, nel bene o nel male, è stata qualcosa di assolutamente positivo, se si riesce a coglierne l’essenza. Per cui aspiri automaticamente a volerne ancora di questa evoluzione, a voler ancora fare passi avanti, e desideri ancora un’altra dose di tutto quello: perché sai perfettamente quanto clamorosa sarebbe quella botta di [qualsiasi cosa] assunta per una seconda volta, soprattutto con l’esperienza ed il senno di poi.
Discorsi che si perdono, ma sensazioni che restano. E per quanto uno si sforzi di descriverli, i momenti prima/mentre/dopo, sono pure emozioni e zero parole. Quelle classiche cose per le quali ti incazzi perché non riesci a spiegarle come vorresti, tipo con un post del genere. Alché ad un certo punto cedi anche, e lasci parlare alcuni versi di una canzone che in pratica poi riassume il tutto molto più velocemente e meglio.
Chiudi gli occhi
ed immagina una gioia,
molto probabilmente
penseresti a una partenza.
Ah si vivesse solo di inizi,
di eccitazioni da prima volta,
quando tutto ti sorprende
e nulla ti appartiene ancora.
[…]
Costruire - Niccolò Fabi
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Lunedì, Maggio 12th, 2008
Ed è mentre rifletto sul/sui fatto/i che:
- pur con la tristezza nel cuore, sarà meglio che con l’estate che arriva finisca qualche serial (e con qualche intendo molti) perché non so quanto reggo a seguire tutta quella roba;
- domattina è meglio che vada dal medico perché continuare a non-dormire in questo modo non mi fa bene di certo;
- potrei riscoprire Montale;
- il bagno di sangue profetizzato per giugno potrebbe trasformarsi in un vero e proprio lago;
- sono clamorosamente regredito a minigolf;
- pian piano -che significa ormai tre anni- sto riuscendo a spiegare in modo quasi umano (ma ancora non comprensibile) che razza di facoltà frequento;
- sto riascoltando un casino alcune (mie) vecchie glorie musicali, e quindi album che ascoltavo dieci/cinque anni fa, ed è strano ma piacevolissimo riassaporare alcuni ricordi e alcune sensazioni (magari non del tutto svanite) confermando ancora oggi quanto belle sono alcune canzoni;
- rimango sempre letteralmente affascinato e rapito dalla pioggia sui vetri, specie quando se ne può godere appieno in un tiepido autobus con eclettici rivoli d’acqua su vetri generosi;
- il matrimonio dell’altra sera era decisamente migliore del precedente, come soprattutto il vino presente a cena, ed io ero letteralmente un figo della madonna;
- adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera adoro la primavera, e adoro la cadenza periodica -ed ancora incredibilmente puntuale- con cui compaiono prima alcuni fiori, poi altri, poi alcuni prati ed ancora fioriture;
- forse non imparerò mai a non mettermi dentro alle organizzazioni di gruppi e cose simili, perché se c’è una cosa impossibile ed inumana è proprio quella di organizzare delle persone;
- pian piano sto riuscendo a riprendere i percorsi narrativi dell’imbarazzante universo Marvel;
- non ho resistito, e complici continui rimandi, mi sono rovinato/giocato un buon 75% di possibilità in media su due fronti;
- stanno tornando un po’ i momenti di disperazione interiore conditi di rosicamento ed invidia estrema;
- non so cosa potrei fare per festeggiare se l’Inter non riesce a vincere lo scudetto;
- ho buttato l’esca per un esperimento, anche se l’ho fatto male, non l’ho programmato ed organizzato, e sembra che il momento non sia il migliore;
- vorrei prenotare i voli per Valencia, ma non so ancora tante cose e non riesco a programmarle;
- è meglio che mi trovi un lavoretto del menga;
- sono un inguaribile romantico (leggi ingenuo);
..che capisco che è una vita che non scrivo qualcosa di dignitoso su questo povero blog.
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Sabato, Maggio 13th, 2006

Troppi ricordi, troppi ricordi. Tempo fa mi erano arrivate delle sigle dei vecchi cartoni animati, ma ancora non le avevo ascoltate bene tutte. Poi, chattando su MSN ecco riaffiorare un ricordo.. DALTANIOUS! Uno dei pochi, se non l’unico, cartone animato sui robot che guardavo da piccolo. Meraviglioso.
Alché vado subito a cercare la sigla tra i miei mp3, e voilat! eccola… Ricordi pazzeschi, canzone stupenda [forse un po’ da stadio, ma vabbè..] che ricordo ancora bene e ricanto urlando, nostalgia che mi assale prepotentemente. Ecco il testo.. e ora tutti insieme!
Daltanious, Daltanious, FUORI!!!!
E’ Daltanious che compare giù,
e il nemico non esiste più,
e’ Daltanious che ci aiuterà,
superbalestra, frecce, spada, lame boomerang.
Odia gli stupidi, aiuta i deboli,
dagli invasori ci difenderà,
lui si sacrifica, lo sa che e’ l’ultima,
speranza dell’umanità.
Extraterrestre via da questa terra mia,
togli le zampe o ce le lascerai,
ti spacca in quattro lui, ci fa una croce su,
e tu non ci sei più!
Per Daltanious, che compare giù,
e il nemico non esiste più,
e’ Daltanious che ci aiuterà,
non sia arrende mai, troppo forte,
non e’ nato ancora chi lo batterà.
Ha in mente Kento e va,
con le astrogambe va,
e il suo leone in petto ruggirà,
tutto disintegra quando gli girano le lame boomerang.
Trappole, agguati, trabocchetti, imboscate, lo circondano,
mostri giganti e striscianti serpenti, e’ in pericolo!
Daltanious non si fermerà, e’ troppo forte vincerà.
Odia gli stupidi, aiuta i deboli,
dagli invasori ci difenderà,
lui si sacrifica, lo sa che e’ l’ultima,
speranza dell’umanità.
Extraterrestre via da questa terra mia,
togli le zampe o ce le lascerai,
tutto disintegra quando gli girano le lame boomerang.
Per Daltanious, che compare giù,
e il nemico non esiste più,
e’ Daltanious che ci aiuterà,
non sia arrende mai, troppo forte,
non e’ nato ancora chi lo batterà.
Per Daltanious, che compare giù,
e il nemico non esiste più,
e’ Daltanious che ci aiuterà,
non sia arrende mai, troppo forte,
non e’ nato ancora chi lo batterà.
Per Daltanious, che compare giù,
e il nemico non esiste più,
e’ Daltanious che ci aiuterà,
non sia arrende mai, troppo forte,
non e’ nato ancora chi lo batterà.
La perla del testo, comunque, è senza dubbio:“tutto disintegra quando gli girano le lame boomerang”. Semplicemente fantastico.
Tra l’altro leggo in giro che ci sarebbe una discussione sull’effettiva veridicità di una frase, ovvero “E’ Daltanious che compare giù”, che secondo alcuni sarebbe invece “Per Daltanious bim-bum-bale-giù” o una cosa simile. Alcuni sostenitori della seconda opzione, comunque, riconoscono che forse è solo una loro reminescenza fanciullesca per cui non la menano più di tanto, ma molti sono agguerriti e reclamano a gran voce l’ufficializzazione della loro versione. Avrebbe più senso la prima secondo me, ma in realtà ascoltando la sigla non è che si capisca più di tanto chi ha torto e chi ha ragione. Certo.. la seconda versione sarebbe eccezionale, comunque sia lasciamo a tutti il beneficio del dubbio. Che ognuno se la goda secondo i propri ricordi.
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Venerdì, Luglio 9th, 2004
Aspetta… chi era quella tipa che mi son sognato ’stanotte?
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Martedì, Novembre 25th, 2003
Fate caso all’inizio della canzone “In the shadows” dei Rasmus (è più facile che la sentiate vedendo il video): a me sembra di sentire la mia sveglia. Il che mi evoca brutte sensazioni.
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