Facciamo a chi deve camminare meno per arrivare in Facoltà

Sabato, Agosto 23rd, 2008

C’è tanta voglia di tornare a vivere e cazzeggiare in terra trentina, mi è tornata prepotentemente insieme alla voglia di fare tutto e ancora tutto -tranne che studiare: in questi due giorni di simil-sopralluogo alla ricerca di una nuova dimora (forse trovata) (sembra una figata di soluzione) nella nostra amata Rovereto alla fin fine come previsto si è fatto anche un mini ritrovo con l’ormai solita, indefinibile ed indescrivibile crew di pseudo cognitivi.. o perlomeno di ciò che ne è rimasto. Quindi di nuovo case, di nuovo gente, di nuovo Mart e biblioteca, di nuovo portatili ovunque, di nuovo super discorsoni, di nuovo cazzeggio, di nuovo lamenti, di nuovo sputtanate, di nuovo Risto3, di nuovo università, di nuovo finto studio, di nuovo belle routine. Un nuovo anno accademico (fuori corso?) alle porte che si preannuncia più intenso e carico che mai, soprattutto dal punto di vista fisico. In tutti i sensi credo.
Ok, c’è ancora ’sta cazzo di sessione estiva da finire, ma devo per forza ricordarmelo ogni venti secondi?

Pensieri a caso come al solito

Sabato, Febbraio 18th, 2006

Ok. Allora, il template mi fa già cagare. Ma voglia di farne un altro adesso non ne ho minimamente.

Le ultime dal fronte sarebbero tante. O nessuna, dipende. Anche perché è sempre la stessa storia. Stesse cose, stessi pensieri.

Ho bisogno di evadere fisicamente dalla routine. Appena posso parto, vado, visito. Qualsiasi posto, qualsiasi luogo. Anche la via dietro l’angolo. Voglio farmi un giro a Milano da mesi.. non so neanche perché, ma voglio farmelo. Da solo. Girare a caso come piace a me.

In questo 2006 sarò uscito sì e no due volte di sabato sera. Non che me ne freghi molto, visto che faccio altro di più interessante durante la settimana, ma me lo fanno pesare in un modo pazzesco. E non è umano.

Mi sono rotto delle solite cose, della solita gente. O meglio, del solito tipo di gente. Ma basta, in che società del cazzo viviamo?

Il NanoDiMerdaBerlusca mi ha rotto proprio i coglioni. Mi sono stancato di lui, dei suoi amici, dei suoi compagni di partito e di schieramento, degli altri dell’opposizione che non sono neanche in grado di farsi valere e sputtanarlo come si deve, e di tutti gli italiani che l’hanno votato e che lo rivoteranno. Ma aprite gli occhi! Siamo noi che ora dobbiamo fare qualcosa! Devono andare a casa tutti. Tutti.

La gente se ne fotte. Se ne fotte. Ma come si fa?

Reloaded

Mercoledì, Settembre 15th, 2004

Ovvero il classico post tardo-adolescenziale. Come direbbe chi so io.

Signori, è ricominciata.
Stamattina si è tornati alla dura e sconvolgente realtà quotidiana. Solita routine quotidiana che ricomincia. Sveglia alle 6.15 (6.25/30), bus alle 7.00, chiaccherata/dormita, arrivo in stazione FS alle 7.30/35, passaggio all’interno della stazione FS con conseguente stazionamento in posto tattico leggendo Leggo e aspettando gli altri butei (posto tattico: angolino con posto a sedere tra il gabbiotto delle fototessere e le biglietterie, di fronte al tabacchino. Se qualcuno ci vuol venire a trovare), partenza dalla stazione FS, direzione scuola, ore 7.40/7.45, [durante il cammino] passaggio di fronte al liceo artistico e al liceo socio-psicopedagogico con relativo rimpianto per non aver scelto una scuola del genere, discesa ed entrata nell’ormai leggendario piazzale Guardini, arrivo (in leggero ritardo) e attraversamento del cancelletto rosso di corsa mentre il bidello Kledi Kadiu ce lo sta per chiudere in faccia, salita di 3 DEFATICANTISSIME rampe di scale, arrivo in aula 302 (5Ei per gli amici) ed inizio delle lezioni (8.00 teoriche).
L’intervallo di tempo in cui ci sono le lezioni, per ora ve lo risparmio, perché meriterebbe un post a parte. Fine lezioni alle ore 13.10 e uscita in modalità semi-lepre dalla scuola, ri-attraversamento del piazzale ora intasato di pericolosissimi veicoli a motore che producono unaria irrespirabile, arrivo in stazione intorno alle 13.25, stazionamento nellarea della corsia 16/17 dellAPTV, partenza in bus con direzione casa alle 13.35 circa, cazzate/riposo/ascoltomusicale, e infine arrivo a casina intorno alle 14.15.

Una cosa così, dopo un po’ (5 anni) ti spacca, e comincia pure a starti sui maroni. Per fortuna i problemi sono relativi, in quanto ho intorno della bella gente, e tutto sommato ho una classe con i controcazzi. Alla fine insomma mi lamento, ma anche no.

[potrebbe continuare..]

Che per caso mi sono perso qualcosa?

Sabato, Agosto 21st, 2004

Incredibile. Non riesco a credere si essere stato sconnesso per due intere settimane. Non credevo di esserne capace. Ora si torna alla “dura” e quotidiana realtà. In teoria.

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