Quando scriveresti di tutto.. e invece niente

Lunedì, Luglio 14th, 2008

Oltre a riflettere sul fatto che dopo gli anni ottanta non fanno più i film meraviglisi di una volta (Ritorno al Futuro, I Goonies, Navigator, La Storia Infinita.. solo per dire i primi di un certo tipo che mi vengono in mente, tra alcuni di quelli che ho rivisto con gioia recentemente dopo tanto tempo); in questi giorni ho avuto modo, tra un’autocritica e l’altra, di riflettere anche su tante altre cose. Sì, oltre all’Iphone o a Funari, a quello di Guru o a Ronaldinho e Poulsen, al lodo Alfano o la ragazza padovana morta vicino a Barcellona. Sembra incredibile ma sono riuscito a pensare anche ad altro.

Così tanta roba che, a furia di scrivere preamboli ai post inutili e lunghi come il paragrafo precedente, adesso me ne sono completamente dimenticato. Comunque c’erano alcune cose simpatiche in riferimento ai ristoranti cinesi -giusto per essere originali-, delle confessioni di psicopatie varie evidenziate una volta di più grazie a Google Calendar, questioni universitarie e personali varie ed eventuali, sarcastici cenni al meteo che non stanno mai male, e infine credo anche qualche solito commento sul figame estivo che si vede in giro e che fa male, male, male da morire come direbbe il Tizianone nazionale.

Testa letteramente fra le nuvole: ma mercoledì parto, quindi vaffanculo.

Che poi ho i dubbi se personalizzarlo o no. E se sì come

Giovedì, Maggio 1st, 2008

In erasmus, essendo sempre in giro, ho preso l’abitudine di portarmi sempre dietro un quadernetto, un agendina.. una specie di taccuino. Ho cominciato per caso, quando ho notato che l’agendina che mi diedero all’università era molto utile. Prima di allora ho sempre ritenuto la cosa molto scomoda, anche riconoscendone l’utilità, e quindi mi sono sempre appuntato tutto sul cellulare in forma di nota o come bozza di messaggio. Spunti, nomi, numeri, considerazioni, parole chiave per dei post che avrei voluto scrivere, codici, posti, indirizzi, eccetera. Poi il ritorno al classico, old school, e la riconsiderazione del fattore amanuense.

Conosco la moda dei Moleskine da tempo, e vuoi perché non mi andava di assecondarla, vuoi perché non aveva senso farlo visto che non avevo niente da scrivere o disegnare, vuoi perché li vedevo come quadernetti abbastanza scomodi (li ho provati), non li ho mai usati o ceduto alla tentazione. Ne ho tenuto uno che ho trovato una volta in una rivista solo per raccoglierci dentro tanti schizzi di simboli o cose astratte che faccio da sempre. Stop.

Proprio per questa avversione al Moleskine, e al rifiuto di usare un’agenda vera e propria con pagine già mezze piene da righettine scritte numeri e date, ho optato per un minuscolo e tascabilissimo quadernetto a quadretti con la caratteristica fondamentale degli anellini di plastica. Fondamentale perché ti permettono di metter dietro la pagina della parte su cui non stai scrivendo ed avere più libertà di movimento con la mano, e ovviamente una base migliore. L’ho iniziato, e ho trovato la cosa molto comoda. Ora però, prima di finirlo, purtroppo mi è toccato cambiarlo e deviare sul suddetto Moleskine: non trovo altri di quei quadernetti come dico io (dimensioni e consistenza, oltre che pagine e quadrettatura), e per ragioni di archiviazione. Ho preso quelli slim però, o come si chiamano, perché i taccuini normali son troppo spessi ed ingombranti.. e non ho così tanta roba da metterci.

Insomma, ora viaggio quasi sempre con un librettino in tasca. Quando posso. E quando ho spazio. Tra l’altro devo ancora trovare una penna decente, di buona qualità per quelle pagine e soprattutto di dimensioni perfette per l’uso -quindi compatta e sottile ma impugnabile. in realtà ci scarabocchio sopra qualsiasi cosa, anche un appunto temporaneo che mi serve nei due minuti successivi alla scrittura. Ci segno un po’ di tutto, ancora non ci scarabocchio ma manca poco. Ci disegno tante bozze di idee grafiche e non, tante cagate, tante cose a caso, tanti segni tanto per riempirlo e passare il tempo. Mi è molto utile e distensivo quando guardo puntate di serie tv, che quando sono indietro e devo guardarne molte di fila non mi passa più e rischio di ingozzarmi con tutte le porcate che trovo in casa. Poi ho scoperto che è terapeutico farsi liste, elenchi e cose del genere. E poi almeno, anche se ho una calligrafia di merda almeno rischio meno di dimenticarmi come si scrive in modo tradiszionale. Tante ottime piccole cose insomma.. spero solo di durare un po’. Che già con l’estate la vedo dura.

DueZeroZeroSette

Sabato, Dicembre 29th, 2007

Che poi, uno si accorge che è già il 28 dicembre e vorrebbe scrivere qualcosa di quest’anno che sta finendo. Anzi, vorrebbe scrivere qualcosa e basta. Ma forse il fatto che non si sta ritagliando i suoi momenti di riflessione lo sta limitando parecchio.
Ha quei meravigliosi attimi prima di addormentarsi in cui la sua mente ha libertà di estendersi in lungo e in largo, anche dove sa che fa male e non sarebbe il caso. Ecco, quei momenti. Ma poi basta. E vorrebbe tanto riuscire a mettere giù quei momenti, come per riuscire a renderli ufficiali quei pensieri, ma non ci riesce mai. Quei momenti sono unici, ed irripetibili, nel bene o nel male.

Allora si mette giù senza una solida idea di quello che scriverà e su quello che le sue dita cominceranno a digitare sulla tastiera, consapevole inoltre che quelle dita non sono ne saranno mai abbastanza veloci da tenere testa a quell’irrequieto flusso di pensieri.
Si è già perso, brutto segno.
Rilegge una cosa e la corregge. Ora prova a continuare.

Pensa a quest’anno, appunto, che sta per finire. Ormai siamo agli sgoccioli, come si suol dire, e lui cerca di fare mente locale su quest’ennesimo ciclo di 365 giorni. Ma fa fatica a focalizzare il tutto come un insieme. No, non ce la fa proprio. Gli sembra tutto così surreale. O meglio, gli sembra tutto così diverso.. diverso da se stesso. E’ stato un anno con dei (lunghi) periodi che non possono e non riescono a congiungersi fra loro tanto sono di diversa natura ed essenza.
Come già accennato è stato tutto una divisione in semestri, con altre tre parti indipendenti ma connesse tra loro che fanno da preludio, interludio, e postludio di una fantomatica opera -che oggi potrebbe trovare collocazione nel segmento comedy-drama- dalle ambientazioni molto diverse ma dalle tematiche sempre stantie e ricorsive.

Un anno apparentemente indescrivibile ed impossibile da riassumere con facilità .
Ragion per cui non sa come andare avanti, e si ripromette di continuare un’altra volta.

In quanto blogger, scrivo

Domenica, Settembre 23rd, 2007

[Titolo alternativo: Scrivo dunque sono.]

Se non racconti e perché non racconti?, se racconti cosa racconti esci e vivi!.
Beh, mi son girate le palle, e m’è passata la voglia di scrivere. Però adesso non rompetemi i coglioni in mille su MSN a chiedermi come va, perché vi rispondo male. Uomo avvisato.

Comunque sia colgo l’occasione per alcune riflessioni su me, sul blog, e su quello che rappresenta scrivere qui per il sottoscritto. Partiamo dal discorso base, che è un po’ sempre quello e a mi sta anche in culo scriverlo ma repetitia iuvant: il blog è mio e ci scrivo quel cazzo che mi pare. Ma soprattutto scrivo se e quando cazzo mi pare. Sembrerà anche troppo arrogante come frase, ma oggi come detto mi girano, e ricordo che c’è anche un dominio personale comprato - non importa a quanto - a sostegno della mia tesi.
Chi mi conosce o segue questo blog da un po’ di tempo sa che i post sono sempre stati moolto aperiodici e a volte addirittura inesistenti. Questo per varie ragioni: chi scrive sa, chi cura un blog regolarmente sa; gli altri comunque non dovrebbero nemmeno far tanta fatica ad immaginare. Detto questo, se in questo periodo ho trovato una certa regolarità e riesco a postare anche quotidianamente, non vuol dire che io la mattina mi alzi pensando che devo fare qualcosa perché senò non so cosa scrivere. Che sia chiaro. E che sia chiaro anche che io non ho fatto domanda per andare in erasmus giusto perché poi avrei avuto qualcosa da scrivere. E’ vero che me ne vanto e bullo molto, ed ovviamente non voglio rompere il cazzo a nessuno e resta tutto in campo ironico, ma non è che questo fosse l’obiettivo. E’ solo un effetto. E se io racconto un certo avvenimento o descrivo una certa opinione personale è perché sono spinto da varie cose, ma tra queste cose non c’è la motivazione del “devo far sapere a tutti cosa faccio”. Un blog è prima di tutto un diario, e su un diario ognuno scrive quel che vuole per una o più ragioni specifiche. C’è chi scrive per sfogo, chi per promemoria, chi per noia, chi per passione, chi per studio, chi per razionalizzare, chi per fermarsi un attimo, chi per riflettere, eccetera eccetera. Il blog ha dato un respiro pubblico al diario tradizionale; quindi se uno vuole condividere una certa cosa/riflessione/sfogo/idea bene, altrimenti se lo tiene per se o non scrive o si tiene un diario tradizionale o privatizza il blog o quel cazzo che gli pare. Io se non voglio far sapere che sono così o ho fatto cosà non lo scrivo. O non lo dico. Perché, cosa fondamentale, quello che scrivo è quello che penso e quello che dico anche a voce. E scriverlo mi permette di poter far raggiungere una mia opinione anche alle orecchie (in questo caso occhi) di chi magari non si può mettere in contatto con me quotidianamente o chi non mi può incontrare e via discorrendo. Mi sembra anche banale come concetto.
Venendo poi al caso particolare, e quindi per chi ancora non lo sapesse e se lo stesse chiedendo, perché sto raccontando molto specificatamente questi miei primi giorni di erasmus (perché se non si era mica capito non è che continuavo così fino a febbraio eh) ??

  • perché ho visto che è strabello rileggersi dopo molto tempo;
  • perché in questo modo tengo anche nota di cose che poi col tempo ci si dimentica;
  • perché altrimenti ogni volta che entro in MSN ho duecento persone che mi chiedono le stesse identiche cose contemporaneamente, e scriverle ogni volta è un casino: do loro il link di questo blog e così se proprio gli interessa e ci tengono possono sapere 24/7 quello che caspita mi succede e che mi va di raccontare. Tra l’altro così rischio meno dimenticanze e le spiegazioni sono certamente migliori di quando si chatta velocemente;
  • mi tengo in “contatto” anche con persone che vedo e sento raramente o simili;
  • ho notato che a raccontare ci prendo gusto e che contemporaneamente mi tengo un minimo allenato nello scrivere e nel battere sui tasti di un computer;
  • faccio in modo che chi vive un’esperienza simile alla mia possa trarne informazioni o magari anche consigli;
  • faccio in modo che se qualcuno cerca una persona nella sua stessa situazione, trovi me e mi possa contattare;
  • creo la possibilità di conoscere altri erasmus di qua (come poi è già successo appena pochi giorni fa);
  • do la possibilità a chi non ha un cazzo da fare in quel momento di leggere qualche riga;
  • magari faccio fare due risate a qualcuno (incredibile lo so, ma pare succeda pure questo) (che poi si rida per o di me, questo è un altro discorso..).

Insomma, in sostanza poi alla fine lo faccio per me. E a volte utilizzo lo scrivere qui come passatempo. Se scrivo poi è perché ho del tempo per farlo, un tempo che ho perché in più o appositamente creato. Perché quando si ha piacere a fare una certa cosa, si cerca in più modi di farla, e la si fa.. ovviamente nel limite del possibile e del sano. Se queste condizioni vengono a mancare e si ha un minimo di coscienza, questa cerca cosa non si fa. Quindi, se ho scritto è perché probabilmente non ho di meglio da fare in quel momento, ma ciò non significa necessariamente che per il resto del tempo io comunque resti senza qualcosa di meglio da fare e che quindi non faccia niente. Se trovo il tempo è perché ne ho la possibilità, altrimenti amen.

Poi mi chiedo anche perché io debba anche dare delle spiegazioni o soprattutto perché le sto scrivendo qui in papiro-style. Ah sì, perché mi va così. Perché adesso sono a casa e mi va di fare così. Perché mi piace chiarire le cose.
Che gli/il/le/lo/the interessati/o/e/?/ed non si sentano offesi.

Per quanto riguarda poi la gitarella a Bruges di ieri, o le spagnole, o l’irlandese-cinese scoppiato, o la polacca con la faccia da pornostar, o i belgi che parlano italiano meglio di me, o ancora i fiumi di birra che scorrono senza tregua e la francese ambigua… beh, credo che stanotte riuscirete a dormire anche senza che ve li racconti.
Domani comincia l’Anno Accademico.

Teorema fondamentale del blog

Lunedì, Giugno 7th, 2004

In qualsiasi momento della giornata nel quale sei impossibilitato/a a scrivere sul tuo blog, ti vengono in mente argomenti, fatti o semplicemente considerazioni che ti piacerebbe postare. Ne avresti una valanga da scrivere.
Quando ti ritrovi finalmente seduto/a davanti al tuo computer con tutto il tempo necessario per postare qualcosa (e ne avresti voglia), stai tranquillo/a che ti ritrovi incapace di scrivere, anche solo una cazzata. E ti riduci a fare post come questo. Con il serio rischio di passare, se finora ne eri uscito indenne, per un completo idiota.

Tre punti

Martedì, Agosto 19th, 2003
  • Tempo: poco.
  • Cose da dire: tantissime.
  • Voglia di raccontarle: molta, .. spero che quando avrò tempo di scrivere non scompaia..

Come al solito

Mercoledì, Luglio 30th, 2003

Cavolo, sono troppo preso in questi giorni per scrivere!
E sì che ne avrei di cose in mente da postare..

Semo alle solite

Mercoledì, Luglio 23rd, 2003

Volevo scrivere qualcosa, ma..

Fare altro

Lunedì, Aprile 7th, 2003

Come? Studiare mate? Ahahahah.. dai, non scherziamo.. figuriamoci..

Piuttosto sarebbe positivo che io scrivessi qualcosa di costruttivo, estemporaneo e decagrammatico.. (eeh?) Insomma, se non l’avete capito, sto scrivendo tanto per scrivere, le mie dita stanno battendo su ’sti tasti senza un perché. Non che sia fondamentale sapere ’sto perché, comunque..
Tornando a noi, non so se avete visto la pappina che si è preso Kato. Cazzo! Una botta indegna! A quanto ne so ora è in coma, giusto? E se si sveglia (SE), potrà muovere solo la testa stile Christopher Reeve. Cazzo, mi dispiace. Non si sa ancora il perchè dell’incidente, no? Vabbè, dai, speriamo bene… Ciao butei!

        un blog che ha sempre ragione. Sempre.
        Abbonati a questo blog tramite Feed RSS.