Sabato, Gennaio 19th, 2008
Non se ne comprende bene il perché ma gli abitanti del luogo appena esce il sole, o la temperatura sale di quegli impercettibili uno/due gradi, si sentono legittimati ad uscire con pantaloni corti, felpe, o gonne senza calze. E basta. E siamo ancora in gennaio.
Roba che ti vien freddo solo a guardarli.
Un’altra cosa poi, sempre riguardante queste (in questi giorni letteralmente) desolate terre, é che non si capisce come ma c’è sempre vento. Aria, come si suol dire. Molta aria. Ad alta quota soprattutto.
Ma la cosa peggiore -e ad oggi ancora inspiegata- è però che non importa da che parti vai o a che punto cardinale volti le tue spalle: sarai sempre, inesorabilmente ed immancabilmente controvento.
E in bici la cosa, credetemi, è sempre alquanto sgradevole.
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Lunedì, Ottobre 22nd, 2007
Sabato gitarella ad Oostende. Il nome italiano -Ostenda- fa ridere come al solito, ma vabbè.
Oostende, ovvero la cittadina marittima per eccellenza per i belgi, che si affaccia sul Mare del Nord sua unica attrattiva, ed è un po’ la Jesolo del posto. O forse in proporzione qualcosa di più. Carletto dice addirittura che gli ricorda la natia Pesaro. Fattostà che, per la cronaca, non c’è un cazzo.. come previsto. E’ situata al centro di quello sputo di costa che hanno qua in Belgio, ed è a quindici minuti dalla più caratteristica Bruges. Ripeto: non c’è niente di che nè tanto meno qualcosa da vedere, oltre la spiaggia. Però, insomma, come dire, ci sta. O perlomeno ci stava la gitarella. Ci stava un po’ meno la solita sagra con le giostre (la trovo ovunque) che non mi ha permesso di fotografare da una distanza decente la mini-cattedrale, ma sopravviverò anche a questo (forse).
[alcune foto qui]
Da sottolineare invece il bellissimo (?) lungomare oostendese con casinò, tubi, baretti, terme, gruppi di surfisti (da quando ci sono le onde lì?), ippodromi, cozze e molluschi vari, sabbia statica ma anche mobile, scout, divieti di balneazione, conchiglie, statue dal vago sentore comunista, tricicli e risciò vari,… annessi. Notevole poi il Mare del Nord, con le sue tipiche ma incredibilmente schiumose acque. Sulla spiaggia arrivavano le ondate praticamente di schiuma, come se il Nettuno di turno si stesse facendo il bagno ed avesse versato il bagnoschiuma ovunque. Schiuma schiuma. Non la schiuma del mare normale.. schiuma come causata da sapone o sostanze di non identificata natura. Pazzesco.
Se penso che d’estate quel posto, e quell’immensa spiaggia, è colma di gente felice e contenta di quell’acqua e di quei 25 gradi mi rattristisco molto. Mi dispiace proprio per loro. Non ci posso fare niente, è più forte di me.
Mi sento comunque di ringraziare pubblicamente il meteo, perché ultimamente sta riservando alla nazione belga dei fine settimana incredibili, con sole e giornate limpide che non ti immagineresti mai. Mi vien quasi da pensare che il re abbia fatto un abbonamento con il clima che prevede i sabati e le domeniche non eccessivamente freddi e umidi, ma anzi senza nuvole e sereni. Sarebbero capaci di farlo qua eh.
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Giovedì, Luglio 19th, 2007
Ho paura ad uscire. Gli ultimi due giorni sono stati la cosa più calda che io ricordi, dopo quella sauna a Praga tre anni fa. Per favore spegnete il sole un po’ il pomeriggio, perché veramente non si respira.
Tempo di uscire dalla macchina ed entrare in casa, ero già sudato e mezzo ustionato. Aiuto. Elph.
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Martedì, Maggio 29th, 2007
Nell’ultimo mese mi sono concesso il lusso di alzarmi prima delle 8/9 per ben due volte, dopo chissà quanto tempo.
Non mi crederete (lo so che è dura e sembra impossibile, ma fatelo per me), ma.. ho appurato, con stupore, che sia in Trentino, ore 7, che in Veneto, ore 6, è presente luce in gran quantità proveniente dalla nostra stella preferita (chiamata Sole, ndR). E, pensate, forme di vita intelligente che camminano o viaggiano su automezzi dirigendosi verso ignoti luoghi chiamati “lavoro” o “ufficio”, o ancora (per gli esemplari più giovani) “scuola” e “università”. Incredibile. E’ un mondo nuovo.. un universo da scoprire.
Però casomai giovedì. Che domattina sicuramente avrò sonno.
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Sabato, Dicembre 9th, 2006
Non so voi, ma io sento -leggermente- l’arrivo del Natale solo grazie al tema Tinseltown, che ho installato da un po’ sul mio bel browserone focoso. Vabbé, all’inizio è un po’ troppo esoso, ma poi ci si fa l’occhio ed è bello!
No perché, insomma, non è proprio normale il sole che c’è in questi giorni. E il caldo.
E la nebbia! Dov’é la nebbiaaa??
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Domenica, Febbraio 22nd, 2004
No, beh, se vuoi continuare a piovere fai pure..
Che sarà mai, sono solo 4 giorni di acqua dopo una settimana di sole. E ovvio che non posso chiedere che nell’unico incredibile rarissimo imprevisto irripetibile maivistodaquandovadoascuola weekend+lunedì&martedì a casa per Carnevale (!!) si verifichino delle mediocri giornate, magari asciutte.
No, sarebbe troppo bello.
Fanculo.
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Lunedì, Luglio 14th, 2003
Ieri invece, giornatona! Partenza alle 6 (azz..) su due pullman con tutti i butei con destinazione Jesolo. Aria condizionata a mille e i classici posti in fondo sono rigorosamente nostri, ad eccezione dell’ultimo sedile in fondo a sinistra occupato da nientepopodimenoche l’attore de “In vacanza col morto”. Uguale. Polo rossa, occhiali modello BluesBrothers neri, cappellino da baseball e immancabile faccia da ebete. Chiaramente in letargo profondo per tutto il viaggio d’andata. Forse anche il ritorno..
Comunque, per le nove (mi pare) arriviamo a destinazione e, come l’anno scorso, sono presenti delle nuvolette che mettono a dura prova il nostro morale. Immancabili le imprecazioni verso i vari meteorologi, da Giuliacci al vecchietto di TeleArena. Fortunatamente, tempo di far colazione e cambiarsi, e il sole comincia a fare la sua bella comparsa (che, premetto, durerà incessantemente e con buona incisività per tutto il giorno) rallegrando gli animi. Ci piazziamo sulla spiaggia e cominciamo subito la sfida 3×3 a beach volley. Sport sicuramente a me molto più congeniale del tennis (per maggiori informazioni, leggere il post precedente)..
La sabbia non è ancora calda, il sole non brucia e di vento neanche a parlarne. Codizioni ottime per distruggersi. Finita la prima partita (inutile rammentare la vittoria quasi schiacciante) i nostri eroi (che poi saremmo sempre io e i butei) abbastanza accaldati cercano il refrigerio post sforzo fisico in bevande varie ed eventuali per poi riposarsi per un buon periodo dopo la classica doccia ghiacciata. Prima di pranzo ci giunge la voce che a pochissimi metri di distanza si svolgevano le finali de campionato/coppa italia di beach volley femminile. Come ben avrete intuito non ci rifiutiamo certo di andare ad osservare attentamente le nostre colleghe (!) e comunque a gustarci un bello spettacolo. Stanchi e affamati, intorno all’una, ci serviamo di viveri per recuperare forza ed energie per affrontare una nuova e più avvincente partitozza. Stavolta è 4×4: abbiamo trovato due degni giocatori per emulare al meglio il torneo non poco distante, e comunque per divertirci di più. La partita è tosta. La sabbia è a dir poco rovente, e ci serviamo di mezzi di fortuna (vedi bottigliette d’acqua e secchielli) per inumidire il più possibile il campo anche se sappiamo che dopo un niente la sabbia si riasciugherà e sembrerà ancora più calda. Il sole spacca. Cazzo se spacca! Ma, ringraziando gli dei, non cè vento e la voglia di giocare è tanta. La partita è emozionante: di buon livello le giocate, ottimi i gesti tecnici, lunghi gli scambi. Le giocate fortunose e di stile alimentano la goduria insieme a della sanissima ironia. Poi, dopo un bel po, la partita finisce. Nuova vittoria, ma non gliene frega niente a nessuno.
Il divertimento è stato tanto, e la stanchezza si comincia a far sentire ora che siamo fermi. Docce fredde, bagni, partitelle a calcetto e le solite vaccate riempiono il resto del tempo. Si riparte alle cinque, e in pullman c’è casino. Sta andando il DVD di “Il diario di Bridget Jones” ma nessuno ci fa caso. E pensare che ero anche curioso di vederlo giorni fa.. Tra scherzi, risate e dopo aver incrociato degli occhi bellissimi, arrivo a casa. Ognuno, devastato e ustionato com’è, fa ritorno a casa stanchissimo e pronto per una sana e lunga dormita rigenerante. Peccato che solo in pochi dormiranno bene: le spalle rosse infatti non perdonano, e ripensando alla giornata appena trascorsa si sente ancora la sabbia sotto i piedi e tra le dita delle mani..
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