Ultimi aggiornamenti: spiegazione RSS

  • OF - la dodicesima giornata

    postato da nORgE alle 13:47 del 9 novembre 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , inferno, sergio floccari, spiegazione

    Senza parole: una sconfitta per 1-0 contro una squadra con un giocatore in meno (e per di più in coda alla classifica anch’essa) non riesco a spiegarmela. Non riesco. E nemmeno i 147 cartellini gialli presi non mi danno una mano a comprendere. Mah.
    Floccari comunque brucerà all’inferno con il sottoscritto. Ah, se brucerà.

     
  • You have the look of a man who accepts what he sees because he's expecting to wake up

    postato da nORgE alle 13:13 del 18 aprile 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: alzarsi, connessione, , spiegazione, , svegliarsi, , the matrix

    Una cosa fondamentale che credo la gente debba capire, e bene, è che c’è una grossa differenza tra i termini “alzarsi” e “svegliarsi“. È chiara, semplice ed evidente, peraltro.
    Io, ad esempio, mi posso pure alzare alle nove di mattina (quindi all’alba) se proprio devo; ma ora che mi sveglio seriamente, e mentalmente, è già tempo di pranzare. Anzi, forse è proprio la fame che mi sveglia veramente. Prima c’è tutto un lungo processo — a volte è solo un tentativo — di connessione al mondo. Se ci metto un po’ non è del tutto colpa mia: sono ancora un po’ troppo analogico, portate pazienza.

     
  • Dicesi venire al sodo

    postato da nORgE alle 01:18 del 7 marzo 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , compreso, conciso, , , esempio, inviare, , , mandare, , , , , , , solo, spiegazione,

    Benvenuti. Oggi propongo a tutti voi una lezione gratuita di civiltà, logica, risparmio (di tempo e denaro) e buonsenso. Seguite bene la seguente breve spiegazione: è facile, veloce, e scommetto farà vivere meglio voi e — soprattutto — chi vi sta “intorno”.

    Il tutto è comodamente applicato alla vita di tutti i giorni, e alla tecnologia quotidiana più comune ed utilizzata: il cellulare. È a prova di idiota, quindi non avete scusa.. o meglio, non avrete dubbi sulla vostra essenza in caso di difficoltà.
    La situazione che andrò ora a descrivere è quella classica in cui dovete/volete mandare un messaggino (quella cosa che si fa digitando, e che gli scienziati definiscono astrusamente “inviare un SMS”) a qualcuno per, chessò, organizzare una uscita assieme, un ritrovo, o semplicemente chiedere un piacere.
    Ecco, la perla di saggezza nonché consiglio spassionato che oggi ho deciso di donarvi è semplice, efficace ed efficiente, oltre ad essere una pratica tremendamente consigliata e decisamente apprezzata da una moltitudine di esseri — tra cui, casualmente, rientra ad esempio il sottoscritto.
    Il paradigma/algoritmo è il seguente: non, e ripeto NON, scrivete dieci messaggi diversi (intervallati da altrettante risposte richieste) per chiedere ogni dettaglio della vostra richiesta iniziale, quando sapete già dal principio tutto quello che volete sapere e che volete/dovete chiedere!
    La grammatica italiana, come del resto anche tutte le altre grammatiche proprie degli altri linguaggi contemporanei, possiede una caratteristica/strumento fondamentale e potentissimo: il punto. Usatelo. Serve per formare, chiudere e staccare dei periodi tra loro all’interno di una stessa frase. Sì, avete capito bene: più cose insieme. In sostanza non è necessario ridurre ogni messaggio ad una specie di telegramma, e men che meno vi dovete anche sentire in diritto di abbreviare le già poche parole che state scrivendo. In pratica, una cosa di questo tipo è sicuramente da evitare:

    Voi: C! Tt bn? K ks fai?
    [risposta]
    Voi: T va d fare 1 giro?
    [risposta]
    Voi: Ok, faCiamo in city?
    [risposta]
    Voi: X ke ora?
    [risposta]
    Voi: No, fai 30min + tardi xkè sn okkp
    [risposta]
    Voi: Paxo io?
    [risposta]

    Oppure fatelo pure, provateci. Ma ve lo dico, se lo fate a me, io a) non vi degno neanche di risposta, e b) la prossima volta che vi incontro vi mollo una ginocchiata sui denti.

    Dico io, vi costa tanto scrivere UN SOLO messaggio? Ci sta tutto, la punteggiatura, le formalità dei saluti, la gentilezza, la chiarezza e le emoticon. Guardate:

    Voi: Ciao, oggi pensavo di andare a fare un giro in centro: ti andrebbe di venire? Passerei io per le 16.00 a prenderti. Ci vediamo dopo allora? Ciao :)

    Fatto. E con meno di 160 caratteri, quindi tranquillamente tutto compreso in un solo ed unico SMS a cui, appunto, poter rispondere con un solo ed unico SMS.
    E no, non me ne fotte un cazzo se voi avete i messaggi gratis: io potrei non avere tempo, soldi e voglia per rispondervi in continuazione. Pensateci. E non rompete i coglioni.

     
  • Fenomenologia di un nORgE

    postato da nORgE alle 00:32 del 15 luglio 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: animale, channel, documentario, esemplare, , , , , , soggetto, spiegazione

    Ma che cos’è un “nORgE? Cosa rende nORgE un nORge? Cosa rappresenta un esemplare di nORgE? Cosa si prova ad essere un nORgE? Cosa significa (essere un) nORgE? Ma soprattutto, un nORgE, di solito, si droga? Se avete la pazienza di seguirmi lo andiamo a scoprire insieme..

    Prima di tutto è bene sapere che un nORgE è un essere che recentemente, causa social networks, ha iniziato proficuamente a parlare di sè stesso in terza persona con il risultato di auto-compiacersi molto -cosa peraltro molto preoccupante. In seconda istanza un nORgE ama definirsi un essere vivente atipico, o meglio atipicamente tipico nel suo genere. Ne potremmo trarre che neanche lui quindi sa cosa/chi è, ma sarebbe un errore peccare di superficialità quando si parla di un nORgE.

    Un nORgE si è auto-definito tale, ma questo forse era di facile intuizione. Il perché però è da tempo motivo di discussione fra gli studiosi, i quali si interrogavano sulle possibilità che la sua personale auto-proclamazione potesse derivare dal nome del noto dirigibile o dalla denominazione dell’altrettanto noto modello di motociclette. Studi recenti però paiono confermare la veridicità di una terza ipotesi notevolmente più banale ed insignificante -e per questo da sempre scartata a priori conoscendo il soggetto- secondo la quale la five letters word in questione sarebbe da ricondurre semplicemente al toponimo che indica lo stato europeo della Norvegia, appunto in norvegese. Le motivazioni di codesta bizzarra nomencaltura, sempre secondo gli ultimi ed approfonditi studi, sono da attribuire al significato intrinseco del termine nella sua versione inglese (“norway”, ovvero via del nord) associato al profetico movimento (e)migratorio del nostro: le presunte origini calabresi si sono infatti mutate in adozioni e domiciliazioni venete prima e trentine poi, andando addirittura a sfociare semestralmente in terre fiamminghe delineando quindi un evidente tendenza di avvicinamento al Polo Nord terrestre.
    Non è poi ancora dato sapere se, in caso di raggiungimento dell’obiettivo, il soggetto proseguirà con la transumanza lungo il meridiano opposto a quello di riferimento o se il pelo di cui è generosamente ricoperto non sarà sufficiente per mantenere un dignitoso livello di omeostasi epidermico-cellulare causandone quindi una prematura morte. In questo caso sarà però di fondamentale importanza constatare l’eventuale esistenza di una prole dal corredo genetico adeguato (tanto dipende infatti dalla compagna con cui esso intenderebbe accoppiarsi) (che poi: compagnA, compagnO o riproduzione autonoma?) a perpetrare l’evoluzione la specie.

    Ma con chi/cosa si accoppia un nORgE? O meglio, con chi/cosa vorrebbe/dovrebbe farlo? Ma in fin dei conti, un nORgE, ogni tanto, si accoppia.. o va in bianco da numerose stagioni? Con che frequenza è fertile un’ipotetica femmina di nORgE? Esistono (disponibili) femmine di nORgE in habitat naturale o anche solo in cattività? Siamo sicuri che un nORgE sia un esemplare da branco? Come viene allevato un cucciolo di nORgE? Quali sono i rituali di corteggiamento di/per un esemplare di nORgE? E’ un predatore o l’ultimo anello della catena alimentare? Qual’è il suo ciclo vitale?

    Queste e tante altre domande, con altrettante risposte (associate in modo random), vi aspettano.. sempre e solo qui -con periodicità incerta- su POSITIVE Channel. Un nORgE è per sempre.

    [fine puntata]

     
  • Io che non vivo più di un'ora senza Lost

    postato da nORgE alle 18:20 del 22 marzo 2008 | 8 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: 4x08, flessione, , meet kevin johnson, , , , , , spiegazione, , , ,

    E con la puntata 4×08 denominata “Meet Kevin Johnsonsi è concluso questo primo stralcio di quarta stagione di Lost. Stagione che riprenderà dopo una fastidiosissima pausa di sei settimane (fine aprile) con altre -solo- cinque puntate anziché sette, tutto a causa del famigerato sciopero degli sceneggiatori finito recentemente.
    Non ne avevo ancora parlato perché ero, e sono ancora, molto combattuto sul giudizio da dare a queste puntate. Quindi ho aspettato questa ottava, per vedere, sperando, e poter fare i primi commenti.

    Come ho già accennato a qualche persona vicina, e a qualche compare con dipendenza, fin’ora questa stagione non mi sta piacendo per niente. Dirò di più, sotto certi aspetti sono molto deluso. Un po’ perché forse mi aspettavo troppo (mea culpa) pensando ad incredibili fuochi d’artificio, ma un po’ anche a causa del fatto che effettivamente queste puntate andate in onda -comparate con le precedenti stagioni- sono di qualità inferiore.
    Tra l’altro sono arrivato alla conclusione che forse questa stagione non mi sta piacendo perché, semplicemente, stanno iniziando a spiegare le cose. E il discorso è questo: o le stanno spiegando veramente di merda (cosa che è comunque vera, perché dopo mille puntate di misteri irrisolti su misteri più irrisolti dei precedenti, non si può svelare una cosa ruttando nel mezzo di un discorso completamente differente), o come temevo le spiegazioni sono al di sotto delle aspettative e sono molto banali rispetto alle possibili meravigliose alternative.

    Detto questo c’è da dire che comunque non è, ovviamente, tutto da buttare. Ci mancherebbe. Alcune perle si sono viste [NO SPOILER], ed un paio di puntate decenti ci sono state come ad esempio la 4×03 (mi pare) e quella su Desmond. Tra parentesi si sta confermando una volta di più il fatto che i personaggi principali del telefilm sono anche quelli più banali (colpa degli attori?) mentre la vera figata sta nei personaggi “secondari” come, manco a dirlo, il fantastico Benjamin Linus.
    Molti dei misteri più pazzeschi e sconvolgenti sono stati momentaneamente accantonati, deludendo ulteriormente i fan della tipologia del sottoscritto, procedendo invece nello svolgimento -ed in alcuni casi anche praticamente concludendo e spiegando “definitivamente”- di alcune tematiche prettamente più “logistiche” e generali. Circoscrivendo e limitando molto alcune questioni, tra l’altro.

    Insomma, tralasciando il fatto che tra flashback, flashforward, flashforward che in realtà sono flashback eccetera, non si capisce più un cazzo, questo mio Lost mi sta già cadendo in rovina. Ed è un peccato, un gran peccato.
    Ma non tutto è perduto, perché ci sono le prossime cinque puntate che possono risollevare le sorti del telefilm (e l’ultimo finale promette abbastanza bene) nonché altre due stagioni da -altri scioperi permettendo- sedici puntate. Dopotutto è anche probabile che questo momento di flessione fosse necessario: per la trama, per il proseguo, per tutto. Quindi lo posso accettare.
    Però dai eh. Dai.

     
  • SuperPostChiarificatore

    postato da nORgE alle 20:12 del 26 giugno 2003 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , fabrizio de andrè, , , , , , spiegazione, stravolgere,

    [ora che ho finito di scrivere mi sono accorto che forse mi sono dilungato un po' troppo...]

    Ok, ok, sapevo che avrei suscitato “scalpore” con quel post, ma pensavo che mi avrebbero preso a male parole più che altro i fans degli Eiffel 65.
    Cosa rispondere ai commenti ricevuti? Premetto che in genere cerco di essere quanto più oggettivo mi è possibile quando si parla di gusti, scelte, modi di intendere, pensare e vivere. Avrete capito però che predicherà anche bene, ma razzolo malissimo. Sulla musica si potrebbero fare tante di quelle considerazioni, dibattiti eccetera, che non basterebbero anni per contenerle, proprio perché interviene il fattore “gusto personale” che non attenua certo gli scontri e la difficoltà di comprensione. Ed è appunto cercando di tralasciare questo fattore (cosa peraltro incredibilmente difficile) che si cerca di ragionare e commentare oggettivamente.

    Non so se riuscirà a spiegarmi, e se sono riuscito a farlo nelle righe precedenti, ma proverà a esporre quello che veramente volevo dire ieri quando forse mi sono lasciato trasportare dalla leggerezza e dall’apparenza. E’ indubbio che la musica sia un forte oggetto di commercializzazione (cosa non lo è ormai?) e pertanto debba, in un certo senso, “rispettare” dei canoni che le consentano di essere appunto commercializzata. (Oddio, mi sto inoltrando in un discorso che è più grande di me..)
    Per essere però “accettata” dalla gente, questa musica, deve in qualche modo diramarsi in “generi” per far fronte ai molteplici(ssimi) gusti delle persone, e, come si sa, ognuno ha gusti diversi da tutti gli altri..

    Saltando qualche passaggio mentale -che non saprei scrivere- arriviamo ora alla musica dance o, per i meno appassionati, da discoteca. Il fatto stesso che sia “dance” e “discoteca” ci fa capire come questa musica debba rispettare certi canoni quali: la ballabilità , l’orecchiabilità immediata, la leggerezza di testi e musica, la ripetitività , eccetera.
    Ed è per queste caratteristiche che io critico certe canzoni. Perché secondo me, la musica è arte, e l’arte dev’essere una personale forma di comunicazione, espressione e interpretazione. Non mi potete venire a dire che non è vero che la musica che si passa in discoteca è tutta uguale! Provate a farci caso, il ritmo, le melodie e gli intermezzi sono sempre quelli, e sembra di sentire un’unica canzone.. ripetitiva, appunto. E questo non va, non è espressione, non è personalizzazione, non è comunicazione di quello che piace. E’ solo unirsi alla massa. Quella massa che ingenuamente vuole sempre e solo quello. Perché è e fa figo (ma pensa te!).

    Per quanto riguarda i testi, penso che il più delle volte ormai vengano inserite delle parole a caso e senza senso, solo per poter essere in qualche modo anche cantate e ricordate, e non solo ballate. Poi come in tutte le cose c’è l’eccezione che conferma la regola, come in questo caso la canzone di Gabry Ponte.
    Non essendo poi un amante delle cover, non posso esimermi dal dire che le versioni originali sono, secondo me, sempre e comunque quelle migliori, perché hanno valori e caratteristiche intrinseche che fanno fede a quel concetto di arte a cui facevo riferimento prima. Di conseguenza coverizzarle toglie loro il vero “sapore”.

    Ma torniamo a Gabry Ponte.
    Cosa ha fatto il bel Gabry? Ha inserito una strofa della canzone di De Andrè nel suo brano pensando di darle un po’ di senso e di farsi figo riprendendo parole di una persona sicuramente più “brava” (e questo brava racchiude una certa vastità di aggettivi) di lui, chiamando appunto cover una base con una bella frase che si ripete senza un perché e senza un senso. Perché la frase sarà bella sì, ma se inserita nel suo contesto originale, nel suo testo, nella sua canzone. Uno che non conosce la canzone di De Andrè (come me fino a ieri) e che ascolta la canzone di Gabry Ponte cosa cavolo ci può capire? Capisce che questo Gabry è un imbecille (confermo) e che la canzone fa schifo, ed è senza senso (confermo ancora)! D’altronde il significato stesso della frase viene stravolto, e tutto non viene preso effettivamente in considerazione.

    Cosa sarebbe un motivetto con una frase apparentemente ridicola (magari di una poesia) ripetuta all’infinito? Un successone? Può darsi, ma per chi non conosce la poesia resterà sempre un bella canzonetta, orecchiabile, con un ritornello strambo e senza senso ma che comunque è divertente! Non si capirebbe mai cosa quella frase voglia dire veramente, e sarebbe bruttino un giorno leggere la poesia (seriamente) e accorgersi della frase esclamando “Oh, è quella della canzone di Tizio!”. Che tristezza.

    Il succo del discorso è poi comunque questo: solo perché c’è una frase di De Andrè nel “testo” della canzone di Gabry Ponte, la canzone deve essere considerata stupenda? Secondo me è un ragionamento che è una vaccata.
    Ringrazio quindi daX che mi ha spiegato che la frase ha un senso e che mi ha fatto conoscere appunto Geordie di Fabrizio De Andrè: ammetto che non la conoscevo, e che originale -a conferma di quanto detto prima- è una canzone veramente tosta e bella.

    Ecco, forse ho detto tutto. Spero di aver scritto qualcosa di comprensibile alla mente umana e spero di non aver di nuovo detto qualche puttanata. Comunque sia aspetto i vostri commenti a riguardo (voglio sapere veramente quello che pensate) e vi saluto sperando magari di intraprendere un interessante dibattito che coinvolga più persone possibili, cosicché vengano a galla le opinioni i pensieri e anche I GUSTI di tutti.

     
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