Noi, studenti dell’era analogica

Giovedì, Gennaio 10th, 2008

Che poi tanto analogica non era visto che già io ai miei tempi (dall’anno scolastico 2003-04 mi sembra) avevo un bel codice a barre nel mio libretto personale, da mostrare alla bidella-cassiera quando arrivavo in ritardo. E già ai tempi ci sentivamo in galera, senza via di scampo.
Dopo questo arrivò anche il registro elettronico -o una cosa del genere- con tutte le presenze analizzate e registrate informaticamente e piazzate (dicevano, poi non so se fosse veramente funzionante) sul sito della scuola in modo che le famiglie potessero controllare la presenza o meno del pargolo a scuola. La mia scuola era anche abbastanza avanzate in ’ste menate, e credo fosse una delle prime in provincia a tentare simili prodezze tecnologico-orwelliane.

Sta di fatto che noi in ogni caso l’abbiamo sempre fatta franca, in un modo o nell’altro, e ce ne siamo sempre strafottuti allegramente sia dei codici a barre che dei registri informatizzati, sia dei divieti che dei limiti, sia degli obblighi che degli orari. Insomma, ne abbiamo fatte veramente di tutti i colori, ne andiamo fieri, e come quelle di chi ci ha preceduto le nostre gesta sono ormai pura leggenda. Imprese epiche entrate di diritto negli albi studenteschi storici della nostra scuola nonché indelebilmente marchiate nei nostri ricordi.
Tra parentesi ho sempre pensato/sognato di scrivere un libro sui miei anni di superiori, e forse un giorno lo scriverò veramente -ma solo per i pochi eletti-, ma se mai mi ci metterò dovrò seriamente pensare anche ad un sequel.. perché anche questi anni di università sono tutto fuorché piatti e senza aneddoti. Ma vabbè: come al solito son partito per la tangente, e quando comincio a raccontare dei miei anni al mitico ITIS G.Marconi di Verona non finisco più.

Comunque sia, tutta sta pappardella inutile voleva nella mie prime intenzioni essere solo una breve premessa per andare a commentare altrettanto brevemente questa notizia sulla pagella on-line che verrà introdotta per legge in Inghilterra dal 2010 -che sembra tanto in là ma è fra meno di due anni.
Beh, che dire? Dico che a rigor di logica è/potrebbe essere una (la?) soluzione definitiva per il problema “seguire il rendimento scolastico e/o presenza a scuola dei propri figli”. E sarei anche abbastanza favorevole, c’è poco da dire, perché già mi immagino nei panni del padre (sempre se ci arrivo a diventarlo) sempre preoccupato. Che sia poi etico o meno, orwelliano o meno, di questo se ne può anche discutere. Indiscutibile invece è che per i futuri studenti di questo sistema saranno messi a dura prova e dovranno inventarsi ben bene nuove strategie di alterazione/manipolazione/evasione per queste contromisure governative. Quindi immedesimandomi anche nel mio vecchio ruolo di studente classico devo dire che non ne sarei del tutto felice. Ma il mio problema è sempre stato che mi immedesimo troppo negli altri e che me la prendo sempre in culo, quindi per questa volta provo a sorvolare la condizione degli aventi-meno-diritti e dico che bene o male come cosa (considerando anche l’evolversi della società , del mondo e delle tecnologie) ci sta.

Però.
Però c’è che. Essendo io ancora fresco di diploma sono ancora molto legato alla vita e alla condizione studentesca, per cui vorrei essere il più solidale possibile con i miei ex-coetanei. Poi penso da che gente è composta la categoria “studenti delle superiori” e mi faccio una grassa risata brindando a loro: non c’è motivo di preoccuparsi, il genio anarchico insito in ogni studente adolescente si farà beffe di ogni strategia per limitare la libertà del suo essere ospitante, e rimanderà al mittente ogni tentativo di imposizione dell’ordine e della disciplina.
Già io, dall’alto della mia esperienza sul campo, potrei già avere qualche piccola idea per quanto riguarda evasioni miracolose e/o aggiramenti del sistema. Per ogni domanda, curiosità , consulenza o richiesta gli interessati possono quindi contattarmi via mail o lasciare un messaggio alla segretaria del mio studio indicando chiaramente come destinatario del messaggio stesso il sottoscritto Norge Scofield.

W la sQuola.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza

Mercoledì, Giugno 20th, 2007

E’ uscito ancora Dante quest’anno alla prima prova della maturità.
Come nel 2005, quando era al 5° anno anche il sottoscritto.

E dunque oggi come allora: inculati tutti.
Ahahahahah!!

Ladies and gentlemen

Martedì, Luglio 5th, 2005

E’ con immensa gioia che comunico al mondo che:

Io.
Ho.
Proprio.
Fi-ni-to.
FINITO!

E’ fatta.. anche ’sta cazzo di Maturità è stata fatta.

E adesso sotto col viaggio in Austria [25-30.07.05] vinto grazie ad un concorso (perché se non faccio lo sborone adesso onon lo faccio più..), poi mare, poi mille altre cose.. ed infine cominciamo con l’ennesima avventura che mi pare si chiami Università..

..e la torta a me

Giovedì, Giugno 16th, 2005

Ieri sera l’ultima cena con i compagni di classe featuring i nostri professori.. E’ stato veramente il degenero più totale, mille sketch d’antologia.. insomma, numeri su numeri per una serata che entrerà nella storia. Per lo meno la mia.

Raccontare tutto è impossibile, ma le condizioni finali in cui si siamo ritrovati a fine serata erano queste. Per il resto, la voglia di studiare non è ancora pervenuta e il periodo di stress pre-maturità è iniziato.

Nel frattempo, ridendo e scherzando, oggi ne faccio 19. Inizia ufficialmente l’ultimo anno da teen-ager. Ma se sia un bene o un male non è dato saperlo.

Barselooonaaaa

Lunedì, Marzo 7th, 2005

Stamattina partenza alle 4.45.
Ritorno a Verona previsto alle 21.00 circa di sabato 12.
Si prevede il de-ge-ne-ro per questa gita.
Non dico nient’altro, vedremo al ritorno.
Sono a Barcellona. Alla facciazza vostra.

Reloaded

Mercoledì, Settembre 15th, 2004

Ovvero il classico post tardo-adolescenziale. Come direbbe chi so io.

Signori, è ricominciata.
Stamattina si è tornati alla dura e sconvolgente realtà quotidiana. Solita routine quotidiana che ricomincia. Sveglia alle 6.15 (6.25/30), bus alle 7.00, chiaccherata/dormita, arrivo in stazione FS alle 7.30/35, passaggio all’interno della stazione FS con conseguente stazionamento in posto tattico leggendo Leggo e aspettando gli altri butei (posto tattico: angolino con posto a sedere tra il gabbiotto delle fototessere e le biglietterie, di fronte al tabacchino. Se qualcuno ci vuol venire a trovare), partenza dalla stazione FS, direzione scuola, ore 7.40/7.45, [durante il cammino] passaggio di fronte al liceo artistico e al liceo socio-psicopedagogico con relativo rimpianto per non aver scelto una scuola del genere, discesa ed entrata nell’ormai leggendario piazzale Guardini, arrivo (in leggero ritardo) e attraversamento del cancelletto rosso di corsa mentre il bidello Kledi Kadiu ce lo sta per chiudere in faccia, salita di 3 DEFATICANTISSIME rampe di scale, arrivo in aula 302 (5Ei per gli amici) ed inizio delle lezioni (8.00 teoriche).
L’intervallo di tempo in cui ci sono le lezioni, per ora ve lo risparmio, perché meriterebbe un post a parte. Fine lezioni alle ore 13.10 e uscita in modalità semi-lepre dalla scuola, ri-attraversamento del piazzale ora intasato di pericolosissimi veicoli a motore che producono unaria irrespirabile, arrivo in stazione intorno alle 13.25, stazionamento nellarea della corsia 16/17 dellAPTV, partenza in bus con direzione casa alle 13.35 circa, cazzate/riposo/ascoltomusicale, e infine arrivo a casina intorno alle 14.15.

Una cosa così, dopo un po’ (5 anni) ti spacca, e comincia pure a starti sui maroni. Per fortuna i problemi sono relativi, in quanto ho intorno della bella gente, e tutto sommato ho una classe con i controcazzi. Alla fine insomma mi lamento, ma anche no.

[potrebbe continuare..]

Ma porc..

Venerdì, Giugno 4th, 2004

Cristo. Ne abbiamo persa SOLO 1 su 14 da quando abbiamo cominciato a giocare per arrivare al Cavour.

Avversari agguerriti, gente che tanto quanto noi voleva perdere un giorno di scuola per stare all’aperto a giocare, fare il bagno in piscina, e divertirsi (il tutto ovviamente aggratis) per tutta la giornata.
Una squadra favolosa, noi, forti che non si sa, e sicuri di riuscire a giocarcela. Passiamo in scioltezza il torneo delle quarte, affrontiamo e vinciamo agevolmente contro le migliori seconde, terze e quinte, le vinciamo tutte con leggerezza anche stamattina arrivando nella finale a tre.

E porca troia, perdiamo 20 a 18 (erano set unici al 15) contro degli smarzoni e con delle decisioni arbitrali francamente discutibilissime (tipo fischiato un “tetto” al terzo tocco, e cose così). Contro la terza finalista è un massacro, e ce li fumiamo in cinque minuti dalla rabbia.
SECONDI. Porca di quella puttana. Se cera una squadra che meritava di vincere quella eravamo noi, a detta di tutti. Volevamo vincere, ma non tanto per il premio. Anche perché gli organizzatori si sono abbastanza sprecati: una misera coppetta ai primi di ogni sport e un tappetino per il mouse (!) per tutti gli altri senza nemmeno un accenno alle altre squadre sul podio. Sborati.

In compenso è stata una giornata bellissima. Divertimento a mille e una splendida (e inattesa) giornata come cornice. Bello il gioco, fresca l’acqua, meraviglioso il posto. E dopo un anno di attesa decine e decine di belle ragazze in costume. Tutto sommato una gran bella giornata, peccato per il dettaglio di cui sopra.

immagini:

* panoramica
* particolare1
* particolare2
* Mirko e io (sembro un cazzo di alieno con quegli occhiali..)

Wannabe Medium

Martedì, Ottobre 28th, 2003

Qualcosa mi dice che domani mattina il compito di info andrà molto, molto.. molto male.
Sono quei presentimenti che non mi piace avere.

Il 26

Martedì, Settembre 9th, 2003

Il 26. Cioè, voglio dire, IL 26!
Cè gente che comincia ad andare a scuola il 26. Io domani: ma porc..

Però, tutto sommato, non mi dispiace neanche tantissimo il fatto che cominci un nuovo anno scolastico, e che io mi debba svegliare alle 6, prendere il pullman (non quello giusto, sia chiaro. Quello giusto lo perdo sempre, e prendo -correndo- quello dopo..), scendere in stazione, farmi quei 10barra15 minuti di “passeggiata” per arrivare a scuola, ecc ecc..
[sia ben chiaro, per me il sonno è sacro, e svegliarmi sei giorni su sette alle 6am è una tragediadelittosacrificiopazzescoechipiùnehapiùnemetta. Poi sono una delle persone più pigre che il genere umano ricordi e attualmente conosca, quindi vi lascio immaginare la dose di voglia giornaliera che ho di studiare..]
… dicevo? Ah sì, non mi dispiace più di tanto. Perché? Perché (e ricordatevi sempre che dopo uno “WHY?” c’è sempre un “BECAUSE..”) tutto sommato mi piace “l’ambiente scuola”: mi piace il contatto con gli amici/nemici di tutti i giorni, gente con cui ho passato bene o male anni della mia vita.
Forse sono un abitudinario.
L’inverno, poi. La ricerca di calore nel pullman scassato e con i finestrini rotti (ti ringraziamo, o APT), la sciagurata esposizione alle invernali intemperie nell’epico piazzale Guardini, per poi entrare e rimanere per un ora col cappotto in classe.
Questi alcuni dei luoghi dell’anno scolastico.
Questi, che fanno da sfondo ad innumerevoli situazioni di Allegria, Tristezza, Malinconia, Divertimento, Euforia, Apatia, Noia, Rilassatezza o Agitazione.
Con chi? Con gli amici di sempre, gli sconosciuti di sempre. Le nuove amicizie e le vecchie conoscenze. Persone con cui si passa tanto di quel tempo che nemmeno immaginiamo, persone care e meno care, cui si da e da cui si riceve molto, senza nemmeno accorgersene, e forse senza nemmeno volere. Con cui si trascorrono anni della propria vita.
Insomma: un mondo particolarissimo, eccitante e personale, di cui spesso ci si lamenta, ma in cui tutto sommato ci si trova bene.
Una sfera di cui potrei parlare per ore ed ore, senza rendermene conto.
Tra l’altro ho cominciato a scrivere con una meta da raggiungere in mente, ma l’ho persa forse già alla seconda riga, quindi non so più cosa sto scrivendo. Ormai è sempre così.
Ora mi sa che devo andare però, perché senò domani mattina chi si alza? (infatti svegliarsi è una parola troppo grossa per me. Io, colui che si sveglia alla campana delle 13.10..)

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