Ultimi aggiornamenti: tempo RSS

  • Certo che se vado avanti così

    postato da nORgE alle 11:37 del 19 maggio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , esami, , , tempo,

    Ed eccoci qua, con l’estate ormai alle porte (anche se forse la porta è stata già aperta), che mi accingo a constatare quanto poco ho fatto in questo mese di maggio; a dispetto di quanto mi ero ripromesso di fare a fine aprile.

    C’è che il punto focale della siruazione è che io vorrei (devo) laurearmi a luglio, il 16 secondo il calendario degli appelli, ma la missione sembra decisamente ardua — il che equivale a dire che mal che vada se ne parla a settembre.. però.. cazzo..
    Cinque esami da fare in mese giusto, più la stesura della tesi da completare contemporaneamente. Ci sono quindi i miei final five da affrontare, che a dispetto di quanto possa sembrare non sono il primo dei miei pensieri/problemi (ma magari mi sbaglio); quasi tutta roba già fatta e che mi tiro dietro da anni per pigrizia.

    Quel che mi preoccupa, diciamo, maggiormente è (ironia della sorte) tutto il resto di attività che ho già in programma e a cui non posso/voglio fare a meno. Inoltre c’è tutto il discorso tesi, che già in questi giorni sto pianificando, che non dico mi preoccupa per la fase di scrittura (anzi, non vedo l’ora), ma mi inquieta da punto di vista del tempo che richiederà in fatto di controlli, invii, correzioni, richieste, formalità, eccetera. Ecco, la burocrazia mi spaventa moltissimo, da momento  in cui ho i giorni contati — e gli incastri programmati.

    In fondo è un po’ come dover fare un viaggio molto lungo e intricato in pochissimo tampo, cercando di non perdere le coincidenze per tutti i vari mezzi di trasporto di cui ti devi servire: è tua responsabilità rispettare gli orari prestabiliti, ma non è detto che tutto fili sempre liscio visto che non proprio tutto dipende da te.
    Chiaro, ci potevo anche pensare prima: cazzi miei. Siamo d’accordo.

     
  • Dicesi venire al sodo

    postato da nORgE alle 01:18 del 7 marzo 2009 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , compreso, conciso, , , esempio, inviare, , , mandare, , , , , , , solo, , tempo

    Benvenuti. Oggi propongo a tutti voi una lezione gratuita di civiltà, logica, risparmio (di tempo e denaro) e buonsenso. Seguite bene la seguente breve spiegazione: è facile, veloce, e scommetto farà vivere meglio voi e — soprattutto — chi vi sta “intorno”.

    Il tutto è comodamente applicato alla vita di tutti i giorni, e alla tecnologia quotidiana più comune ed utilizzata: il cellulare. È a prova di idiota, quindi non avete scusa.. o meglio, non avrete dubbi sulla vostra essenza in caso di difficoltà.
    La situazione che andrò ora a descrivere è quella classica in cui dovete/volete mandare un messaggino (quella cosa che si fa digitando, e che gli scienziati definiscono astrusamente “inviare un SMS”) a qualcuno per, chessò, organizzare una uscita assieme, un ritrovo, o semplicemente chiedere un piacere.
    Ecco, la perla di saggezza nonché consiglio spassionato che oggi ho deciso di donarvi è semplice, efficace ed efficiente, oltre ad essere una pratica tremendamente consigliata e decisamente apprezzata da una moltitudine di esseri — tra cui, casualmente, rientra ad esempio il sottoscritto.
    Il paradigma/algoritmo è il seguente: non, e ripeto NON, scrivete dieci messaggi diversi (intervallati da altrettante risposte richieste) per chiedere ogni dettaglio della vostra richiesta iniziale, quando sapete già dal principio tutto quello che volete sapere e che volete/dovete chiedere!
    La grammatica italiana, come del resto anche tutte le altre grammatiche proprie degli altri linguaggi contemporanei, possiede una caratteristica/strumento fondamentale e potentissimo: il punto. Usatelo. Serve per formare, chiudere e staccare dei periodi tra loro all’interno di una stessa frase. Sì, avete capito bene: più cose insieme. In sostanza non è necessario ridurre ogni messaggio ad una specie di telegramma, e men che meno vi dovete anche sentire in diritto di abbreviare le già poche parole che state scrivendo. In pratica, una cosa di questo tipo è sicuramente da evitare:

    Voi: C! Tt bn? K ks fai?
    [risposta]
    Voi: T va d fare 1 giro?
    [risposta]
    Voi: Ok, faCiamo in city?
    [risposta]
    Voi: X ke ora?
    [risposta]
    Voi: No, fai 30min + tardi xkè sn okkp
    [risposta]
    Voi: Paxo io?
    [risposta]

    Oppure fatelo pure, provateci. Ma ve lo dico, se lo fate a me, io a) non vi degno neanche di risposta, e b) la prossima volta che vi incontro vi mollo una ginocchiata sui denti.

    Dico io, vi costa tanto scrivere UN SOLO messaggio? Ci sta tutto, la punteggiatura, le formalità dei saluti, la gentilezza, la chiarezza e le emoticon. Guardate:

    Voi: Ciao, oggi pensavo di andare a fare un giro in centro: ti andrebbe di venire? Passerei io per le 16.00 a prenderti. Ci vediamo dopo allora? Ciao :)

    Fatto. E con meno di 160 caratteri, quindi tranquillamente tutto compreso in un solo ed unico SMS a cui, appunto, poter rispondere con un solo ed unico SMS.
    E no, non me ne fotte un cazzo se voi avete i messaggi gratis: io potrei non avere tempo, soldi e voglia per rispondervi in continuazione. Pensateci. E non rompete i coglioni.

     
  • Microblogging wins?

    postato da nORgE alle 01:07 del 30 novembre 2008 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , microblogging, , tempo,

    Vabbè che sono (o perlomeno mi sento) più impegnato di Obbama in questi giorni, ma c’è da dire che una delle cause maggiori del drastico calo di post in questo blog è l’ormai onnipresente Facebook. E’ una cosa sconvolgente. Già Twitter aveva succhiato energie, tempo e vena blogger.. ora questo stramaledetto, e al tempo stesso meraviglioso, Facebook ha compromesso decisamente la vita stessa di questo blog. La cosa che frega è che – come sognavo di fare col blog stesso – riesco a far convergere (quasi) tutto ciò che voglio in Faccialibro, e senza nemmeno tanti sforzi. E’ praticamente un mega Tumblr personale, ma molto più figo. Ma crea anche un gran casino, senza parlare della strana sensazione che si prova a scrivere quando si cerca di creare un post come ora. Inadeguatezza. Disagio. E disprezzo per le righe stesse che si scrivono, mentre lo si fa.
    Tra l’altro mi è passata per la mente un’idea pazzesca, che cambierebbe tutto. Che effettivamente cambia tutto (cit.). Ma ho troppo casino in testa ora, devo dedicarmi una giornata intera per riordinare tutto.

    Comunque si vede quando uno non ha internet a casa la sera, eh?

     
  • La conquista del mondo assorbe molte energie

    postato da nORgE alle 23:51 del 28 settembre 2008 | 1 commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , conquista, latitanza, , , tempo

    E Facebook di certo non aiuta ad ottimizzare il poco tempo libero.
    Comunque mi sto segnando le cose eh.

    EDIT del 08/10/2008:
    tra che non ho internet la sera a casa (per ora..), tra che un post riassuntivo non mi si è salvato, tra che non c’ho un cazzo di tempo e di voglia di scrivere.. eccetera, aggiorno solo Twitter, Facebook e simili. Per ora. Seguitemi lì, in caso. E’ più comodo.

     
  • Si sta come Giordano su Studio Aperto i servizi

    postato da nORgE alle 11:17 del 12 settembre 2008 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , isterismo, , , , settembre, , tempo, tg

    Allora, chiariamo subito la cosa prima dei soliti allarmismi da Studio Aperto: è normale. E’ normale che adesso cominci a fare freschino, a piovere, a ingrigirsi tutto, eccetera. E’ normale che cadano le foglie, che ci deprimiamo un po’ tutti per la fine dell’estate e delle vacanze (ma anche no), che comincino le scuole, che si rimetta una copertina sul letto, che si comincino a vedere risotti e castagne, che venga la malinconia, e che venga il cagotto perché siete usciti di casa con una magliettina corta e fina. E’ normale, ok? Comincia l’autunno, e sarà un cambiamento repentino, anche perché spero che ormai ve la siate messa via per quanto riguarda le mezze stagioni.
    Quini in sostanza non rompete il cazzo o stupitevi o allarmatevi o sorprendetevi o fate telegiornali con mille servizi da tutte le città d’Italia per sapere se per caso piove o c’è il sole. E sì, è normale anche che in Sicilia riescano ad andare al mare ancora per un po’.. c’è e ci sarà sempre una temperatura media maggiore di quella di Bolzano, quindi non scartavetrateci i coglioni.

    Ah, e ve lo dico subito così che potete fare a meno di guardare il meteo del giorno prima: dopo la botta gelida di settembre per la quale penserete che il mondo stia per finire (no, basta esperimenti del CERN) preparatevi ad un piccolo ritorno di tepore per ottobre (ormai è normale anche questo), poi tirate pure fuori i cappotti.
    Ma niente isterismi quest’anno, vi prego.

     
  • Mica sei obbligato, coglione

    postato da nORgE alle 02:31 del 7 luglio 2008 | 3 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , ingenuità, mistificazione, stravolgimento, tempo

    “Se non lo faccio adesso, quando lo faccio?”
    La frase doc buona per tutte le occasioni. L’ideale per pararsi il culo. La giustificazione classica, specie se sei un finto meta-adolescente. No ma usala eh, fai pure, e nasconditici. Anzi guarda, issala e sventolala che tanto fanno tutti finta di non rendersi conto del suo sdoganamento. Tu puoi, sei (anzi, “sentiti”) legittimato da una società che sull’onda dell’inseguimento alla modernità si permette di fare quel che gli pare, ovvero matematicamente fare l’esatto opposto di ciò che dovrebbe. Nutriti pure del contrario di ciò che credi. Tu sei un meta-ragazzo, meta-giovane, meta-adulto, meta-uomo, meta-crisidimezzaetà.. fallo, vai tranquillo. E’ tutto moralmente consentito, sei compreso. Meglio ora che in futuro, no? Se non ora, quando?

    Carpe diem? Originalone che non sei altro.. ti tiri solo la zappa sui piedi, come al solito.

    Peccato non accorgersi della sostanziale differenza tra le parole PERDERE e PRENDERE. Tra il concetto di buttare il tempo o invece appropriarsene. Tra lo sprecare e lo sfruttare. Tra il subire o l’agire. Tra il credere e seguire, o il pensare e capire. Tra il dire, e il fare.
    Peccato.

     
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