Ed eccoci qua, con l’estate ormai alle porte (anche se forse la porta è stata già aperta), che mi accingo a constatare quanto poco ho fatto in questo mese di maggio; a dispetto di quanto mi ero ripromesso di fare a fine aprile.
C’è che il punto focale della siruazione è che io vorrei (devo) laurearmi a luglio, il 16 secondo il calendario degli appelli, ma la missione sembra decisamente ardua — il che equivale a dire che mal che vada se ne parla a settembre.. però.. cazzo..
Cinque esami da fare in mese giusto, più la stesura della tesi da completare contemporaneamente. Ci sono quindi i miei final five da affrontare, che a dispetto di quanto possa sembrare non sono il primo dei miei pensieri/problemi (ma magari mi sbaglio); quasi tutta roba già fatta e che mi tiro dietro da anni per pigrizia.
Quel che mi preoccupa, diciamo, maggiormente è (ironia della sorte) tutto il resto di attività che ho già in programma e a cui non posso/voglio fare a meno. Inoltre c’è tutto il discorso tesi, che già in questi giorni sto pianificando, che non dico mi preoccupa per la fase di scrittura (anzi, non vedo l’ora), ma mi inquieta da punto di vista del tempo che richiederà in fatto di controlli, invii, correzioni, richieste, formalità, eccetera. Ecco, la burocrazia mi spaventa moltissimo, da momento in cui ho i giorni contati — e gli incastri programmati.
In fondo è un po’ come dover fare un viaggio molto lungo e intricato in pochissimo tampo, cercando di non perdere le coincidenze per tutti i vari mezzi di trasporto di cui ti devi servire: è tua responsabilità rispettare gli orari prestabiliti, ma non è detto che tutto fili sempre liscio visto che non proprio tutto dipende da te.
Chiaro, ci potevo anche pensare prima: cazzi miei. Siamo d’accordo.










