Domenica, Novembre 18th, 2007
Ormai io e gli aerei siamo una cosa sola. Amici, confidenti, compagni.
Impavido stamattina. Impavido.
Mi sono goduto appieno uno dei migliori spettacoli ever: l’europa, la natura, la terra, il cielo.. dall’alto. Molto alto. Stavolta me lo sono proprio gustato il volo. Figata.
Ma mai più vicino al motore.
E possibilmente basta coi posti di fianco all’ala, grazie.
nORgE vs Transavia: 1-2
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Venerdì, Novembre 9th, 2007
..di rientro in patria e nelle umide pianure della bassa veronese:
- Mi sa che c’è più freddo qua che non su in territorio belga.
- Camera mia è meravigliosamente accogliente.
- Quasi mi mancavano i meeting di gente anziana che urla sotto la mia finestra.
- L’ADSL di Alice è parecchio lenta.. me l’ero scordato. Dai con ’sti 7 mega Telecom.. dai!
- Telefilm, serie, fumetti: a me.
Per quanto riguarda il volo di ieri: se non mi fanno cagare in braghe i signori della Transavia non sono contenti.
Il primo volo della mia vita era partito con un’ora e tre quarti di ritardo ed era appunto il primo volo della mia vita. Ma vabbè.
Il secondo volo della mia vita (quello di ieri appunto) è partito con tre quarti d’ora di ritardo dall’aeroporto di Amsterdam Schiphol, ma il problema più grosso è che quei quarantacinque minuti li abbiamo aspettati seduti in aereo mentre riavviavano più e più volte tutto il sistema dell’aereo (o quello che è) a causa di non meglio specificati problemi tecnici. Il tutto mentre fuori imperversava acqua e vento in quantità da far muovere l’aereo. Di sera. Se non precipitavamo ieri non precipitavamo più.
E infatti non siamo precipitati, e io vi sto raccontando tutto ciò.
O forse siamo precipitati, e io sono morto a causa di un attacco cardiaco fulminante ordinato dal mio subconscio, ancor prima di rendermi conto del tutto, per non farmi morire nel terrore più straziante. E quindi, oltre a rendere merito al mio mitico subconscio, ora vi sto scrivendo da un non precisato internet cafè di una non precisata dimensione in un non precisato tempo e spazio.
Fattostà che non ricordo quale parte della frase “un posto NON vicino all’ala” dev’essere sfuggita al tipo dell’aeroporto. Forse la negazione. E sì che l’avevo detta in stampatello e mi pareva che lui mi avesse capito. In ogni caso lo perdono, il butèl lì, per avermi fatto lo sconto sui chili in eccesso del mio voluminoso bagaglio. Quindi pace.
Un generoso grazie va anche a quelle due graziose donzelle che in aeroporto mi hanno onorato di non uno ma ben due pomposi gadget della Fortis, vale a dire dei simpatici e comodi poggia testa gonfiabili rossi con su scritto “dream^2″, mentre infine una doverosa annusata di rispetto va anche a quel bel cane della Guardia di Finanza di Verona che non mi ha particolarmente cagato mentre passavo il posto di blocco. Non che avessi niente, ma l’angoscia in quelle situazioni ti prende sempre. Tipo che magari eri seduto di fianco ad uno che si era fatto scorta e che nel mentre tu eri un pelo distratto ti ha messo le sue provviste per l’inverno in tasca. Che le figure di merda si fa presto a farle eh.
Comunque, per la cronaca, mi sa che ci sto prendendo gusto a volare. Giuro. ‘Sto giro mi è quasi piaciuto. Perché poi è una figata guardare fuori dal finestrino mentre atterri o appena ti stabilizzi all’inizio.
A parte la partenza però. Che lì son cazzi, e i primi 10 minuti te ne devi stare bello dritto e sorridente guardando davanti a te nel vuoto sperando che quelle strane cose che senti siano del tutto normali. Consigliatissimo poi, per aumentare notevolmente la sensazione di apocalisse adrenalinica durante il movimentato decollo, l’ascolto di “Isacco Nucleare” dei Verdena sparato a più non posso nelle orecchie.
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Giovedì, Luglio 12th, 2007

Emozione. Ho appena prenotato il volo per Amsterdam (dalla quale poi andrò a Leuven). Mercoledì 5 settembre 2007 inizierà la mia avventura Erasmus. In Belgio.
Da ora inizia il periodo “paura e delirio“, più che altro pensando al volo. Nonché lo stato d’animo “non vedo l’ora“, di cui sto avendo delle grandi anteprime da tempo.
Università ospitante? Questa!
Sono un po’ la persona più felice del mondo quando penso a tutto questo, lo confesso. Mi verrebbero solo tante sghignazzate e risatine diaboliche. Già ora non sto più nella pelle, figuriamoci alla vigilia della partenza.
A proposito di Erasmus, è partita la solita iniziativa da parte del sottoscritto per autofinanziarsi e sponsorizzarsi un periodo di vita: questa volta l’iniziativa (che così a occhio è giunta ormai alla sua quinta edizione) si chiama “Investi su nORgE, investi sul (suo) futuro”. Sono ben accetti contributi di ogni tipo, e sponsorizzazioni varie ed eventuali. Accetto, ovviamente, anche pagamenti tramite PayPal.
Save nORgE, save the world.
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