I (heart) you

Domenica, Febbraio 3rd, 2008

Sarà il periodo che ci avvicina a San Valentino (sì lo fanno anche quest’anno, incredibile), sarà la moda, sarà Pato, sarà che tutti ormai hanno un account di MySpace/Flickr/Fotolog/Live Spaces o hanno foto-blog vari, sarà che ormai non si sa più che gesti fare o come posare negli (auto)scatti. Sarà tutto questo, e anche altro. Ma ragazzi, qua ci stiamo pericolosamente avvicinando a quel punto di non ritorno -conosciuto anche come punto “adesso mi avete rotto i coglioni”- in cui TUTTI si sentono in dovere di fare questo gesto. Sempre. E a caso. Un invasione di automi.
Gesto che tra l’altro quando l’ho visto per la prima volta mi era sembrato anche carino, perché era fatto genuinamente, e con dolcezza. Ora invece sta diventando fastidioso, e mi provoca insofferenza.. come molte delle cose esageratamente inflazionate.

Insomma, finitela. Inventatevi qualcosa anche voi ogni tanto, e cercate di essere originali.

Un giorno poi mi lamenterò anche di quell’ammasso di patetica e becera ipocrisia che sta dietro alle foto delle tipe che insistono nel scattarsi foto in cui si baciano tra loro ostentando un’inesistente amicizia piena d’amore, rispetto, solidarietà e comprensione.. quando in realtà sai benissimo (e lo sanno loro insieme al resto del mondo), e lo vedi, che si odiano alla morte.
Quelle foto che ti fanno rivalutare le pose in cui i soggetti fanno (sempre le stesse) smorfie e boccacce, per capirsi.

Trentadicembreduemilaesei

Martedì, Gennaio 8th, 2008

00.21, 29.12.06:

mi dispiace che questa cosa tanto bella sia già finita.

E sì, è passato un anno anche da questo.
Non era finita allora, non lo è adesso, e probabilmente mai lo sarà . Va solo ad alti (molto alti) e bassi (molto bassi). Soprattutto quando non si è a contatto.

Adesso siamo nel “molto bassi”. Talmente bassi che si fa fatica a quantificare o comparare. Sta di fatto che il molto basso spesso aiuta, almeno una parte, che lo si riesca a concepire o meno.
Siamo ad un punto talmente basso che a colpi questa bassezza rasenta il nulla. L’indifferenza. Il menefreghismo.

Poi non si sa. Cosa sarà non è chiaro. Ironico è il fatto che la situazione sia molto più chiara quando il tutto sembra veramente andato a puttane (e magari se ne è felici). Il futuro invece è oscuro ed indecifrabile, almeno in queste cose e in questi casi.
Resta il fatto che di alcune scelte se ne devono accettare le conseguenze: previste o inaspettate, positive o negative. Aiuta comunque il fatto di essere ogni giorno più convinti che la scelta fatta sia stata giusta e quanto mai doverosa, nonostante sia stata tutto fuorché priva di problemi.
Aiutano le esperienze, il tempo, e la vita. E aiuta il rendersi finalmente conto che qualcosa è/sta cambiando. Finalmente finalmente finalmente. E che bisogna stare attenti a non rovinare i primi raccolti ottenuti lavorando la terra con tanto impegno e fatica. Perché basta un niente, un piccolo cedimento, un massì dai, e tutto salta. Muore il germoglio, e l’erbaccia si fa strada all’istante, come fosse (perché in realtà lo era) lì sotto da sempre.

E’ quindi con rinnovato impegno che si continua a proteggere questa semina e i primi frutti di essa, affinché un giorno sia finalmente raccolto.. e con esso la terra sarà ripulita da impurità e pronta per la nuova varietà di seme che si spera non diventi erba cattiva come in passato.

Italian Playback Awards 2003

Mercoledì, Gennaio 7th, 2004

Ovvero: già le canzoni fanno schifo, ma quando canto in playback do il meglio!

Al terzo posto troviamo NEK, in clamorosa discesa e quindi spodestato dalla vetta raggiunta l’anno scorso. Storiche le sue performance alle tv locali.
Sul secondo gradino del podio troviamo, in ottima forma, lo stilosoamodosuo TIZIANO FERRO: come dimenticare le sue favolose interpretazioni di Xdono, Xverso, Xché, Xcome e lo show offertoci di recente a Top Of The Pops con la sua straordinaria “Sere nere”.
E ora squillino le trombe, rullino i tamburi e si mandino a letto i bambini perché è finalmente giunta l’ora di annunciare il vincitore di questi Awards.
Vince GIANLUCA GRIGNANI! Con la sua comparsa agli Italian Music Awards ha lasciato il segno: il fenomeno si è infatti esibito in una stupenda “Mi stracci il cuore“, deliziando gli spettatori con un playback magistrale. Sono state più le parole dette controtempo, sbagliate e cantate lontano dal microfono che quelle giuste e a tempo di musica. Che poi siano parole messe a caso (quelle di tutti e tre), son d’accordo, ma questo è un altro discorso.

Beh sì, ovvio, la medaglia di legno è andata all’indiscutibile CESARE CREMONINI. Dal quarto posto non lo schioda nessuno.

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