Sabato, Giugno 28th, 2008
Ieri sera grande cena di gala per la proclamazione dei vincitori della seconda edizione dei Verona Blog Awards (a breve link all’elenco completo dei vincitori per categoria). Awards 2008 che mi hanno visto candidato in due categorie ma nei quali giustamente non ho vinto niente -solo ed esclusivamente perché mi sto attrezzando per vincere tutto l’anno prossimo, incluso il premio Giulietta.
Ottima e divertente serata dunque, che se non fosse stato per il caldo atroce e l’acquazzone equatoriale finale (giusto perché le vie di mezzo meteorologiche sono ormai obsolete) avrebbe raggiunto decisamente l’eccellenza. Come al solito ottima e tanta gente, new entries molto interessanti da approfondire, pizza e bevande -per quanto mi riguarda- notevoli, ottima compagnia e risate, piacevolissimi ritrovi, ri-piacevolissime conoscenze, e come al solito bello show di proclamazione dei vincitori.
Elencare tutti i presenti e commentare le mie impressioni su ognuno (ma anche cercare di salutare tutti) credo sia un’operazione da tralasciare decisamente, quindi ciao a tutti e perdonatemi, ma chi vuole può farsi un’idea dando un’occhiata ad alcune foto della serata appena caricate su Flickr.. o gustandosi il video che verrà pubblicato qui e/o su Verona Blog fra qualche giorno -se tutto va bene, troviamo tempo e qualcuno mi da una mano.
Insomma, come al solito resto in attesa del prossimo ritrovo o della prossima cena, ma spero comunque di rivedere molto prima più gente possibile magari in queste sere o direttamente al Lou Fai Summer Festival 2.2.
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Mercoledì, Maggio 28th, 2008
Italia razzista? Italia stereotipata? Italia allo sbando? Italia xenofoba?
Non c’è da offendersi, quindi non rompete il cazzo.
“Ti dovresti sentire offeso, in quanto italiano e veronese, per quello che stanno dicendo dell’Italia e di Verona, del razzismo eccetera. Non siamo mica tutti così, Verona non è razzista, i tifosi dell’Hellas non sono tutti naziskin!”. Così dice (anche) un mio amico. Io dico invece che no, non mi offendo manco per niente. Primo perché difficilmente la gente si inventerebbe affermazioni di questo tipo senza un riscontro sotto. Secondo perché, porca troia è innegabile, oltre che una solida base queste affermazioni praticamente le offriamo noi su un piatto d’argento. Siamo noi che siamo così e che ce le andiamo a cercare, quindi è da pagliacci negare l’evidenza. E’ come essere un riccio e negare di avere gli aculei. Dai.
E non mi offendo nemmeno per le generalizzazioni. Perché per quanto le generalizzazioni debbano sempre essere prese e fatte con cautela, è indubbio che sono frutto di tendenze evidenti e di induzioni che si basano sui fatti. Quindi dicendo che Verona è razzista, che i terroni sono tamarri, che gli italiani sono xenofobi, che quella certa tifoseria è nazifascista, che siamo mafiosi, che qua che la.. non facciamo altro che fotografare una situazione che c’è, che è reale, che esiste e non è cambiata nel tempo. E dicendo questo è sottinteso che non mi azzardo ad affermare che il 100% della popolazione veronese/italiana/gruppo-di-riferimento si così, quindi smettiamola per una volta col personalismo o col ce l’ha con me o col che cazzo ne sai tu. Perché vi fa comodo quando vi sentite dire che gli italiani sono tutti dei dongiovanni, o tutti artisti, o simpatici eccetera vero? Eh, cari miei, sentiamo solo quello che vogliamo noi.
Io non mi offendo perché sono cosciente della situazione, ma soprattutto sono cosciente di chi sono io e di chi sono le persone che ho intorno. Io so chi e cosa sono, so quello che penso dico e faccio - e il tutto volto anche al passato. Ho la coscienza pulita, e non prendo la cosa sul personale perché so perfettamente che non è rivolta a me e che io stesso non ho nulla da dimostrare. Con questo però non dico nemmeno che sono contento o sereno, perché è evidente che essendo (volente o nolente) parte di una comunità mi debba sentir almeno un po’ responsabile per non aver agito sufficientemente per affrontare e migliorare la situazione. Io con altri, s’intende, perché uno si rende anche conto che qui si parla di vincoli e possibilità umane su intelletto e ragione d’altri nonché si è anche consci che il mondo purtroppo non è né sarà mai perfettamente come si vuole.
Dunque non mi offendo io, no. Perché ci sono dei fatti che io non nego. Potrei anche farlo, sì, si potrebbe anche fare e c’è chi lo fa. Ma poi questi si sentono offesi, e a me non piace sentirmi offeso. Io mi offendo quando mi si accredita/addebita qualcosa di falso, non quando mi si critica una verità. E la strumentalizzazione in questo caso non è la generalizzazione, bensì la negazione della stessa per vittimismo.
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Lunedì, Marzo 3rd, 2008
Ma parliamo del caso Sonohra, il duo di miei coetanei veronesi che ha appena vinto la sezione giovani del Festival di Sanremo. Premesso che non li avevo mai sentiti prima d’ora, né tanto meno li ho mai visti in giro in città o provincia (a vabbè, questo è anche normale), passo alle mie umili considerazioni personali.
La canzone (“L’amore“) mi piaciucchia, e già con questo in teoria potrei finire il mio commento tecnico. Mi piaciucchia sì MA so anche perché, e questo è un (il?) problema. La canzone è maledettamente ben studiata, molto simile a qualche altro stramiliardo di canzoni dello stesso genere, e troppo -imperdonabilmente- concepita per le ragazzine. E questo per me è ed è sempre stato una sorta di circonvenzione d’incapace, ma casomai poi approfondiremo.
C’è che la canzone è molto, molto orecchiabile, e la melodia è parecchio.. come dire.. intuitiva. Tanto che già dopo il primo ascolto (si fa per dire, ho visto l’esibizione sanremese su YouTube) mi sono ritrovato a canticchiarla mentalmente qualche ora dopo. Tra parentesi poi, però, credo che mi ricordi troppo un’altra canzone in particolare.. soprattutto quel pezzetto -di cui non ricordo mai il nome tecnico- che precede e lancia il ritornello. Poi eh, per carità, magari mi sbaglio, ma resta il fatto che in teoria dubbi del genere non dovrebbero venire agli ascoltatori. In ogni caso vedremo.
Il testo, mi dispiace ragazzi, fa pena. E lo vedo proprio come un’accozzaglia di parole messe lì in qualche modo giusto per accompagnare la musica con un vano tentativo di senso intrinseco. Insomma, banale. Ma si è visto di peggio eh, e ’sta canzone sta ne mazzo, certo è che non è comunque giustificabile. Più impegno, originalità, e utilizzo di parole meno inflazionate please.
La voce la pensavo molto meglio, quindi mi ha un po’ deluso. E’ esageratamente vellutata e sottile, e (sembra) con molti limiti. Sempre secondo il mio modesto parere questo pezzo meritava una voce, o per lo meno un tono, un po’ più marcato.. anche per far risaltare meglio l’azzeccato coretto acuto nel ritornello. Voglio dire, sembra più matura la voce del cantante dei Finley.. non so se rendo.
Presenza scenica: ‘nsomma. Odio quei capelli, e tanto basta.
Del nome manco vorrei parlarne. Riporto, rattristandomi, dal loro profilo su Wikipedia:
Il nome del duo, Sonohra, contiene in sè molteplici significati:
- si chiama Sonora il deserto che confina con lo stato della California
- se si pronuncia rapidamente, assume il significato di suono ora
- con la sua veste esotica, il nome rimanda al concetto della musica senza discriminazioni.
Ma per favore.
Morale della storia: sembrerebbero anche dei brai butei, ma non abbiamo bisogno di un altro gruppo/cantante di questo tipo. Quindi il mio consiglio è quello di tirarsi fuori. Anche perché conny dice che sapreste anche suonare decentemente, quindi non vedo perché sprecare del talento. Io non me ne intendo un cazz, quindi non so.
Resta che la canzone è bellina, ascoltabilissima, leggera e non impegnativa. Quindi per vincere Sanremo (giovani o non giovani) è perfetta. E’ una delle pochissime canzoni che ho ascoltato di questo Festival, e forse l’unica della categoria giovani, quindi non posso dire se meritava o meno rispetto alle altre concorrenti; resta il fatto che ci sta, e che avete vinto tanti complimenti. Ribadisco che a me un po’ piace, oggettivamente non si può infatti dire che sia brutta (ma neanche bella eh) , quindi accontentatevi di questo evento più unico che raro.
E sono stato buono e tollerante. Ché son veronesi.
Ringraziatemi.
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