Viaggi fisici e mentali

Mercoledì, Aprile 30th, 2008

Tornato da una cinque giorni in terre meridionali sono provato nel fisico e (forse) anche un po’ nella mente. Nel fisico perché, anche se non ho fatto una mazza, due viaggi di quattordici/quindici ore in autobus in meno di una settimana ti stroncano totalmente l’energia.. soprattutto se non riesci a dormire manco per dieci minuti.
Devo dire comunque che questi viaggi sono sempre spunto di numerose riflessioni per quanto mi riguarda: vuoi perché sei obbligato a star seduto mezza giornata nello stesso posto; vuoi perché la gente in autobus con te spesso è da catalogo; vuoi perché bene o male di fai (e ti guardi) tutta Italia, da nord a sud, da Verona a Cosenza, passando per Vicenza, Padova, Ferrara/Bologna ed altri sperduti paesini sulla costa ionica calabrese.
Poi dipende anche dal film che ti piazzano in serata. All’andata, scendendo, sono caduto seriamente in depressione con Natale sul Nilo (voto: -12); al ritorno, salendo, mi sono goduto -si fa per dire- Mio Fratello è Figlio Unico, (voto: 8 ) film che dovevo ancora (e volevo) vedere.

Matrimonio andato secondo le previsioni, e cioè noioso, ma tutto sommato mi aspettavo qualcosa di peggio. Vestito dello sposo invece oltre ogni più rosea aspettativa: l’abito più tamarro, pacchiano, trash, bianco e argento, scandaloso, splendido, metafisico che io abbia mai visto. Grandi emozioni mi ha regalato quell’abito, insieme al suo degno indossatore. Semplicemente indescrivibile. Ho avuto paura anche di fotografarlo tanto pensavo potesse rovinare la digitale con la sua brillantezza.
Peccato per il vino, di infima e scarsissima qualità. La vera pecca della cena al ristorante. Non si fa. Lodi invece al Gran Galà di frutta e dolci. Solito augurio di morte per il cantante in sala invece: se c’è una cosa che odio dell’esistenza umana è proprio il pianobar/animazione/cantante-napoletano ai matrimoni. Li ammazzerei tutti. Giuro, non li reggo. E poi, Cristo, sempre il volume al massimo. Un giorno sgozzo qualcuno.

Inoltre grandi pranzi e cene dai miei parenti più vicini, as usual. Grandi rumori e voci alte dappertutto che non mi fanno mai dormire decentemente. E solite cose, pur in un momento dell’anno a me non molto familiare.

Nel frattempo ho avuto occasione di riprendere un ritmo di lettura decente, cosa che avevo un po’ abbandonato nei mesi di Erasmus e nel periodo subito seguente. Ho letto Praticamente Innoquo, quinto capitolo della trilogia della Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams; e poi Il Giorno in Più, la quarta fatica di Fabio Volo.
Su quest’ultimo libro e su Fabio Volo mi vorrei soffermare un attimo. Perché so che qualcuno nel leggere l’ultima riga si sarà messo a ridere, e so che molti un po’ disprezzano Fabio Volo. Io volevo invece fare presente che a me piace molto, lui, in generale. Come attore lasciamo pur perdere ma come presentatore dei suoi programmini (MTV o ITALIA1 che sia), proprio perché sono suoi programmini, a me piace molto. E mi piace molto anche come scrittore, per quanto azzardato possa essere il sostantivo. Infatti non è tanto il modo di scrivere o lo stile che mi piace, perché non c’è né uno stile particolare né un modo, in quanto è un flusso sempre molto semplice e basilare alla portata di tutti anche da replicare. Ma bene o male mi piace quello che scrive, quello che racconta. Il contenuto, se così lo possiamo chiamare. Ho letto anche i suoi tre precedenti libri, e posso dire che escludendo il penultimo gli altri mi sono piaciuti moltissimo. Perché sono leggeri, sono divertenti e realistici, sono senza patina, sono plausibili, sono terra terra, sono amichevoli, sono senza pretese, sono presentazioni buone di sensazioni pensieri dubbi idee certezze voglie piaceri gusti. E sono parole nelle quali immedesimarsi praticamente sempre, parole dalle quali trarre spunti, parole delle quali incuriosirsi. Insomma, sarà anche qualunquista ma a me suscita quasi un senso di stima.
Per tornare a questo Il Giorno in Più devo dire che mi è piaciuto talmente tanto da esserne invidioso. E quasi incazzato tanto l’ho sentito romantico. Maledettamente e fastidiosamente romantico -in grassetto. Con una storia che competerebbe tranquillamente con i miei classici film mentali (giusto per restare in tema anche di termini utilizzati) e che ti fa venir voglia di creartene una identica. Un libro di cui vorrei parlare molto ma che, mi rendo conto ora che sto scrivendo, è brutto da svelare in questo modo. Un libro che si legge facilissimamente in pochissimo tempo e che quindi vi consiglio a prescindere.

Nel frattempo ancora giornate intense nei miei dintorni, ma il tempo per il mio piccolo punto della situazione vitale l’ho avito. Ne vedremo nei prossimi giorni i risultati.

Organizzare carovane

Lunedì, Aprile 7th, 2008

Sto pensando molto al mio futuro in questo ultimo periodo, non c’è che dire. Non so, tante cose stanno cambiando (o sono cambiate) da quando sono tornato dal Belgio, e sono/sto cambiando io. Non so se è colpa/merito di sto benedetto erasmus a dire il vero, so solo che è stato un punto cardine in ogni caso. Non so se sono state le esperienze, le conoscenze, i posti, i viaggi. Non so se sia stato solo il tempo, o i momenti. Non so di per certo nemmeno se sono stato io stesso, e l’ho fatto di proposito, o meno. Non so un cazzo insomma. So solo che è successo, e sta succedendo. Sta succedendo, e tutto questo mi regala una sensazione stranissima.

Forse mi sono inconsciamente reso conto di alcune cose, forse ne ho capite altre, forse me ne sono solo tornate in mente altre ancora. Sto sistemando ed organizzando la mia vita, metaforicamente parlando e non, per il presente che sto vivendo ma ovviamente soprattutto per il futuro -si spera- che mi attende. La sto improntando, la sto direzionando, la sto indirizzando. Sto cercando di prepararla il più possibile, di sfruttarla finché posso, finché ce n’è. La sto vivendo.

La continua, perpetua operazione di evoluzione va avanti senza soste quindi, e io ne sono felice; sono felice dei risultati che ha portato e che porta ogni giorno. Ritengo di essere sulla buona strada, la mia strada. Credo mi manchi una cosa sola, e c’è posto per lei sul mezzo con il quale sto viaggiando in questo momento: è un posto libero da tempo, ma penso che solo ora (o per lo meno da poco) sia finalmente abbastanza grande e confortevole. Dietro questo mio sidecar più o meno grande ci sono tante belle cose ed esperienze, e c’è una strada percorsa, una storia. Subito alle mie spalle, che seguono, ci sono tante altre persone con i loro mezzi -pieni o vuoti- che percorrono questa stessa strada con me, chi molto vicino chi un po’ più distanziato. Alcuni hanno preso scelte o dovuto prendere strade diverse col tempo, altri invece si sono accodati man mano. Non ho mai cacciato nessuno da questa sorta di carovana, ma ho sempre fatto capire verso che direzione essa si sarebbe mossa. Capito ciò ora il traffico si sta pian piano dissipando naturalmente.

Quel posto un giorno si riempirà, e questo viaggio continuerà in modo ancora migliore. Su strade diverse forse, come mezzi diversi anche, con più cose ed esperienze accumulate a far peso, con più o meno mezzi a fare compagnia; ma seppur con variazioni di pendenze, facilità, carburante, costanza, la direzione sarà sempre quella e con questa il sogno ultimo sarà sempre la meta da raggiungere.

Che poi capisci perché hanno i mulini a vento

Martedì, Febbraio 26th, 2008

Breve resoconto (a punti) di una stupenda tre-giorni nei Paesi bassi, nelle splendide e caratteristiche città di Alkmaar, Leiden, L’Aia e Utrecht:

  • C’è un vento della madonna. Ovunque. Sempre.
  • Non so che mare abbia ispirato la Bertè, ma il mare d’inverno (del nord) che ho visto io era una gran figata.
  • Non sono riuscito a rapire una di quelle bellissime e classicissime pecore viste in mezzo ai campi.
  • Il castello-ostello era proprio figo. Ma tanto eh.
  • Le spiagge turistiche olandesi sono una delle cose più azzardate che io abbia mai visto.
  • Un macchinone. C’hanno dato un macchinone.
  • Siamo arrivati a Utrecht esattamente nella serata del festival trance più esoso -a occhio- della galassia.
  • C’è gente che sta veramente male.
  • C’è gente che mangia veramente di merda.
  • I belgi hanno questo piccolo problema della segnaletica stradale che, fosse per me, sarebbe anche sufficiente per ucciderli tutti. Ma io sono buono e mi piacciono i/le fiamminghi/e, quindi li salvo tutti per stavolta.
  • McDonald’s è in ogni sperduto buco di culo del mondo. Quanto significa non avere una gastronomia..
  • A Utrecht la domenica mattina non c’è NESSUNO.
  • Hanno veramente i fiori sui cestini delle biciclette: le amo.
  • Anche in qualche città italiana dovrebbero fare le strade rosse come a Leiden.
  • C’erano delle squadre di frisbee professionistiche e dei bifolchi che urlano alle 4 di mattina, ma ci è andata anche bene.
  • Quando. Spunta. Il. Sole. E. Tutta. Un’altra. Cosa.
  • Tagli in due una bottiglietta di plastica e ne ricavi due utilissimi bicchieri. Ci provo io e.. lasciamo perdere.
  • Alstublieft, sempre e comunque.
  • Il prossimo che dice che è difficile piazzare le piste ciclabili lo lincio.

Ci ritroveranno, fra vent’anni, sepolti sotto un mulino a vento

Venerdì, Febbraio 22nd, 2008

[Quando leggerete questo post sarò già in viaggio.]

Abbiamo noleggiato una macchina. E c’è andata bene perché avevamo prenotato una Corsa ma c’hanno dato per lo stesso prezzo un nuovissimo Golf.
Siamo un po’ deficitari in piantine, mappe, cartine, itinerari e quant’altro. Ma ci sono io che sono IL navigatore per eccellenza, quindi non ci si perde di sicuro (le ultime parole famose).
Abbiamo trovato letteralmente un castello mascherato da ostello, figo economico e Harry Potter style. Qualcosa mi dice che sarà molto, molto divertente.
Siamo in quattro, ma ci manca l’inglese per fare quelli delle barzellette: un italiano, uno spagnolo, una tedesca e una russo-tedesca. Per la serie l’inglese questo sconosciuto.
Non c’è il Carletto. Quando finisce l’erasmus è proprio una merda.
Si parte comunque prestino, e io son qua a scriverne un post. Dormire sarà un lusso che ci concederemo per poco tempo al giorno.
Si mangerà al volo. E non dico niente.
Tre giorni in Olanda.. pardon, Paesi Bassi: in luoghi, si spera, caratteristici. On the road.

Ultimo trip. Che il cielo -è proprio il caso di dirlo- ce la mandi buona.

Dov’è che vai scusa? ..e perché?

Sabato, Febbraio 9th, 2008

Oggi sono ad Hasselt, sperduta cittadina belga (ma forse neanche tanto perché voi mi insegnate che ci fanno il Pukkelpop), giusto perché è praticamente l’ultimo posto belga degno di nota che mi manca e giusto per giudicare se veramente non c’è nulla e fa schifo come mi dicono.
Questo post è stato scritto quindi solo per mettere le mani avanti e dire subito che “sì, lo sapevo”, e “ci vado solo per fare una passeggiata”. Il tempo infatti negli ultimi giorni è stato clemente con la popolazione di Lovanio, regalando addirittura delle meravigliose giornate di sole e cielo limpido. Cosa più unica che rara, giuro. Alché colgo l’occasione, convito che tanto sicuramente domani me la prendo nel culo, pensando di esser figo ed approfittarmene, perché sicuramente diluvierà .

Con la presente affermo inoltre che sono un emerito coglione (altre cose) e che in fondo me lo merito anche. Vado, saluti.

No way - Atto III

Domenica, Dicembre 23rd, 2007

nORgE^ wins. Ma che casino.

Ah, francesi di merda.
E francesi (ragazze) fighe.
E Tournai (Turnè!) merda letteralmente.
Mi sa che non mi muovo più in queste feste. Troppo casino.

No way

Sabato, Dicembre 8th, 2007

Niente. Non c’è stato verso oggi. Oggi non era giornata, era destino. Il grande disegno cosmico voleva che io oggi non andassi a Lille. E il grande disegno cosmico, in quanto tale, ha vinto. A nulla sono valsi i miei coraggiosi tentativi e le mie ardite improvvisazioni. Il dio dei trasporti pubblici belgi oggi mi ha annullato con incredibile efficacia e solerzia. Un complotto in piena regola architettato da ignoti contro la mia ormai consolidata tradizione del viaggetto nel week-end. (more…)

Flying man!

Domenica, Novembre 18th, 2007

Ormai io e gli aerei siamo una cosa sola. Amici, confidenti, compagni.
Impavido stamattina. Impavido.
Mi sono goduto appieno uno dei migliori spettacoli ever: l’europa, la natura, la terra, il cielo.. dall’alto. Molto alto. Stavolta me lo sono proprio gustato il volo. Figata.

Ma mai più vicino al motore.
E possibilmente basta coi posti di fianco all’ala, grazie.

nORgE vs Transavia: 1-2

Leuven sweet Leuven

Domenica, Novembre 18th, 2007

Ok, si torna su.
Inizia il secondo tempo di questo meraviglioso film chiamato Erasmus.

E’ stata una settimana di rimpatrio abbastanza intensa. Molto da fare ed organizzare, con avvistamento del “limite sclero”. Molti spostamenti. Tanta gente rivista, tanta altra gente sfortunatamente non rivista, altra gente ancora vista a sorpresa, e infine anche gente che sarebbe stato meglio non vedere ma che alla fine è andata meno meno peggio di quanto temessi.
Insomma di tutto un po’. Sono riuscito a fare poco di quanto programmato, eccetto il recupero essenziale di documentazione video importantissima (vedi qualche post precedente), ma alla fine forse sono comunque a posto.
Come da pronostico poi mi sono ovviamente ammalato nei giorni clou, e sono quindi tre giorni che sto fisicamente di merda a causa di una tosse/influenza/laringite del cazzo che non mi fa respirare serenamente, quindi il volo di domattina si preannuncia a dir poco rumoroso per gli altri passeggeri che avranno la sfortuna di avermi come “compagno”. Se non muoio prima, appena arrivo lunedì vado da un benedetto medico belga, e speriamo che mi dia qualche pozione magica.
Poi studio, forse, ché sarebbe anche ora visto che lunedì 26 ho una maledetta presentazione da fare e devo ancora iniziare. Demenze mentali varie ed eventuali, roba allegra.

Vado a finire di comporre una valigia che per la prima volta nella mia vita sarà mezza vuota. Potenza dell’organizzazione.

L’europeo

Lunedì, Ottobre 15th, 2007

Week-end turistico e sfacciatamente europeo quello appena trascorso.
Cogliendo alcune occasioni (di compagnia e viaggio) mi sono catapultato fuori dai confini belgi in luoghi in realtà non tanto distanti o linguisticamente diversi ma comunque località nuove per me, ovvero Colonia (D) e Maastricht (NL).

Tra parentesi.. Una cosa mi ha colpito molto ripensando a questa due-giorni in giro per tre stati diversi: il fatto di aver attraversato tanti confini e nazioni senza nemmeno accorgermene. Ok, l’Unione Europea in quanto tale esiste già da un bel po’ di tempo e le dogane son scomparse da anni, e sì, non è nemmeno la prima volta che in un unico viaggio o comunque in una lasso di tempo ristretto visito più nazioni diverse, però resta il fatto che questa volta ho sentito di più l’effetto Europa Unita. Vuoi perché questa volta ero, diciamo, da “solo”, nel senso che ho organizzato per conto mio il viaggio e come affrontarlo per quanto riguarda mezzi eccetera; vuoi perché probabilmente l’effetto Erasmus amplifica notevolmente il tutto; vuoi perché.. boh.. insomma, mi ha fatto questa impressione. E son belle cose. Mi chiedo anche perché ogni volta mi ostino a provare a descrivere tutto, che non sono mai capace. Ma vabbè, chiusa parentesi.

Dicevo: (more…)

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