Domenica, Ottobre 12th, 2008
Ok, allora, facciamo finta che io abbia già detto e raccontato ciò che avrei voluto e dovuto riguardo alle ultime tre settimane. Facciamo finta sia perché io c’ho provato, giuro, a non dovermi ritrovare a scrivere un post del genere avendo buttato giù un po’ di cose la settimana scorsa, ma gli dèi dei blog pare non abbiano gradito e mi hanno fatto evaporare la bozza del post senza nemmeno dirmelo. Sia perché è effettivamente accaduto (e ho fatto) qualsiasi cosa, roba che manca solo una vincita ad una lotteria o una improvvisa morte di familiare per colmare il quadro dei possibili eventi, tanto che è oggettivamente impossibile commentare o anche solo elencare tutto ciò che ha avuto luogo tra fine settembre ed oggi.
Si sappia solo che non ceno a casa (mia) da due settimane, e che quindi non mi serve fare spese varie- perché tanto butterei tutto - o preoccuparmi di cosa preparare. Tra una cosa e l’altra son sempre in giro, dalla mattina alla sera, tra impegni veri e propri o anche solo ritrovi tra amici. Tanto che mi “lamento” quotidianamente di questo mio estremo coinvolgimento sociale perché ha una frequenza inusuale e mi sfianca, ma in fondo (e lo vedono tutti) mi diverto un mondo e considero questo periodo come una vera e propria figata. Chi mi conosce da lunga data giustamente resta un po’ incredulo a sentirmelo dire e ad osservare i fatti, forse anche per il tipo di situazioni in cui mi sto cacciando di proposito, ma in fin dei conti incluso il sottoscritto pare che non si lamenti nessuno. Dopotutto cerco sempre di trovare spazio e tempo per tutti, che la gente lo capisca o meno, e alla fine l’unico che ci rimette perché non “seguito” e/o “cercato” è proprio il sottoscritto: i miei fondamentali momenti di relax e riflessione con me stesso sono ormai diventati infatti un vago ricordo di cui comincio a sentire seriamente il bisogno. Anche perché quel giorno e mezzo che torno a casa (tipo ora) sono un rottame e devo comunque trovare modo e tempo di fare quei miliardi di cose che mi programmo durante la settimana.
D’altronde il modo più semplice ed efficace per riassumere il tutto (e farlo credere) è infatti quello di guardare questo blog e costatare che non ha un post decente da tre settimane, in contrasto con l’aggiornamento quotidiano del passato più recente, e che non riesco a guardare le mie adorate serie tv. Il che, appunto, è tutto dire.
Proverò dunque a fare finta di niente per il momento, e a riprendere a postare tralasciando cose varie ed eventuali; dopotutto per certi versi questo è un periodo di semina e costruzione, i risultati arriveranno pian piano. Le persone a me più vicine già sanno, le restanti capiranno a tempo debito con la mia graduale ma inesorabile conquista del mondo.
Ahh. Son soddisfatto. Mi mancava molto lo scrivere questi post inutili, scritti di merda, confusionari, e in cui mi perdo nello scrivere e non si capisce più un cazzo. Welcome back to me.
P.S.: toglietemi Facebook, devo studiare!
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Domenica, Settembre 7th, 2008
L’anno scorso in questi giorni ero felicemente giunto in quel di Leuven, orgoglioso ed eccitato per la nuova avventura che stava iniziando. Ero felice di essere arrivato sano e salvo, felice pensando alle incognite, felice delle novità, felice delle opportunità, felice delle bestemmie per trovare casa, felice del tempo di merda, felice del freddo, felice del rottame di bici noleggiato (però bella), felice del poco cibo sano presente in zona, felice del costo della birra, felice della gente e delle nuove conoscenze, felice delle belghe, felice della comodità, felice della scelta fatta, felice dei viaggi e di quel tipo di vita, felice delle scoperte, felice del sundea e dei wafels pomeridiani, felice della Westmalle, felice di non guardare la televisione e sentire delle miserie italiane, felice di notare che al mondo c’è ancora qualcosa e qualcuno che si salva, felice dell’Erasmus,.. felice del Belgio.
Oggi sono felice di tutto questo e di tutto ciò che ho fatto. E sono felice di ricordarlo.
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Lunedì, Aprile 7th, 2008
Sto pensando molto al mio futuro in questo ultimo periodo, non c’è che dire. Non so, tante cose stanno cambiando (o sono cambiate) da quando sono tornato dal Belgio, e sono/sto cambiando io. Non so se è colpa/merito di sto benedetto erasmus a dire il vero, so solo che è stato un punto cardine in ogni caso. Non so se sono state le esperienze, le conoscenze, i posti, i viaggi. Non so se sia stato solo il tempo, o i momenti. Non so di per certo nemmeno se sono stato io stesso, e l’ho fatto di proposito, o meno. Non so un cazzo insomma. So solo che è successo, e sta succedendo. Sta succedendo, e tutto questo mi regala una sensazione stranissima.
Forse mi sono inconsciamente reso conto di alcune cose, forse ne ho capite altre, forse me ne sono solo tornate in mente altre ancora. Sto sistemando ed organizzando la mia vita, metaforicamente parlando e non, per il presente che sto vivendo ma ovviamente soprattutto per il futuro -si spera- che mi attende. La sto improntando, la sto direzionando, la sto indirizzando. Sto cercando di prepararla il più possibile, di sfruttarla finché posso, finché ce n’è. La sto vivendo.
La continua, perpetua operazione di evoluzione va avanti senza soste quindi, e io ne sono felice; sono felice dei risultati che ha portato e che porta ogni giorno. Ritengo di essere sulla buona strada, la mia strada. Credo mi manchi una cosa sola, e c’è posto per lei sul mezzo con il quale sto viaggiando in questo momento: è un posto libero da tempo, ma penso che solo ora (o per lo meno da poco) sia finalmente abbastanza grande e confortevole. Dietro questo mio sidecar più o meno grande ci sono tante belle cose ed esperienze, e c’è una strada percorsa, una storia. Subito alle mie spalle, che seguono, ci sono tante altre persone con i loro mezzi -pieni o vuoti- che percorrono questa stessa strada con me, chi molto vicino chi un po’ più distanziato. Alcuni hanno preso scelte o dovuto prendere strade diverse col tempo, altri invece si sono accodati man mano. Non ho mai cacciato nessuno da questa sorta di carovana, ma ho sempre fatto capire verso che direzione essa si sarebbe mossa. Capito ciò ora il traffico si sta pian piano dissipando naturalmente.
Quel posto un giorno si riempirà, e questo viaggio continuerà in modo ancora migliore. Su strade diverse forse, come mezzi diversi anche, con più cose ed esperienze accumulate a far peso, con più o meno mezzi a fare compagnia; ma seppur con variazioni di pendenze, facilità, carburante, costanza, la direzione sarà sempre quella e con questa il sogno ultimo sarà sempre la meta da raggiungere.
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Giovedì, Marzo 13th, 2008
Dunque dunque dunque. Giorni intensi in cui sono in numerose faccende affaccendato. Ma numerose in senso letterale. Tanto che non ho nemmeno tempo per postare. O twittare. O guardare puntate varie ed eventuali che sto scaricando. O leggere. O ascoltare musica. O dormire.
Insomma ci sto restando sotto.
In questi primi giorni di rimpatrio sto facendo veramente qualsiasi cosa, andando in qualsiasi posto, rincontrando qualsiasi persona. Pazzesco. E sono arrivato solo da sei giorni!
Ho visto le puntate che mi mancavano di Chuck e Lost, ma di questo ne parlerò più approfonditamente nei prossimi giorni.
Sono tornato a Rovereto per una due giorni di recupero, ritrovo, organizzazione. Dio quanto mi mancava Rovereto.
Ho potuto anche vivere per alcune ore la nostra nuova sede, e devo dire che è ufficialmente una delle cose più esose e fighe della terra. Lusso: “sala da ballo”, varie halls, pavimenti opachi traslucidi, milioni di aule e aulette, ascensori, bagni strafighi, scale piani mezzi-piani, caffetteria, sale cazzeggio, schermi informativi giganti, pc-rooms, giardinetto privato, eccetera eccetera. Adesso si che ci ragiona. Finalmente potrò mostrare senza vergogna a qualcuno dove studio.
Ritornato anche brevemente in città. Verona è sempre stupenda, non c’è niente da fare. Inoltre con le belle giornate primaverili come oggi si ha di fronte proprio uno spettacolo: il centro è veramente qualcosa di splendido.
Peccato per la gente.. quasi me ne ero dimenticato.
Ah, forse al prossimo Schermi d’Amore sarò presente in qualità di “volontario” per mansioni ancora imprecisate. Vedremo.
Sono in fase di aggiornamento, quindi sto scaricando qualunque cosa. A breve recensioni varie ed eventuali.
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Giovedì, Marzo 6th, 2008
Titolo alternativo: L’ultimo wafel.
Titolo alternativo #2: E’ finita.
Il gioco è finito, è proprio il caso di dirlo. Fra poche ore prenderò il treno per Amsterdam e da lì un aereo per Verona. Lascio Leuven, lascio il Belgio, lascio la vita da studente erasmus. Torno a casa.
Torno a casa accompagnato da sensazioni ed emozioni intense, contrastanti, ed impossibili da spiegare. Da qualche giorno a questa parte un senso di fatalismo mi avvolge e mi fa pensare. Ma mi fa anche capire, ed apprezzare meglio. Il momento, come il periodo appena passato.
Banale da dire, ma il giorno che sono arrivato mi sembra ieri. Lo sento proprio come ieri, è una percezione realistica. Si dice che quando ci si diverte il tempo vola: cazzo, questi sei mesi sono passati in un lampo. Ma che lampo ragazzi, che lampo. Una scossa, una saetta, un fulmine di pura vita.. di pura energia. Un lampo che come è apparso è svanito, apparentemente nel nulla, lasciando attorno a sé un bagliore maestoso.
Ma questo lampo, questo tempo, questa energia, non è svanita nel nulla. Non è solo finito. E’ dentro di me. E il bagliore sono io, io che risplendo dall’interno, io che ho assorbito ciò che dovevo ed io che ora lo emano.
La tristezza nel concepire la fine c’è, ed è tanta. Tantissima. E’ una tristezza che prende forza anche e soprattutto dal distacco che sta per avvenire (ed è avvenuto) tra me ed alcune persone. Un distacco che in principio non pensavo potesse essere di tale entità, e che si è rivelato nella sua magnitudo solo alla fine, d’improvviso.
Ma la tristezza a guardarla bene non è niente. Fa solo scena. E’ normale, e ci sta, ma non è niente. Non è niente rispetto a tutto il resto. A quello che sarà.
Non piangere perché è finito, sorridi perché è avvenuto.
C’è anche però la felicità del ritorno a casa, che per certi versi è tanta.. inutile nasconderlo. Per tutti gli aspetti negativi del ritorno lascio tempo al tempo, ci sarà modo ed occasioni per lamentarsi di tutto ciò che non va e che rimpiangerò dell’estero e di questa esperienza. Occasioni che sono e saranno sicuramente maggiori che in passato, poiché è con luce nuova che illuminerò la strada del mio cammino. Ma chissà, non è detto che questa strada principale che mi riappresto a seguire sarà di sole buche e cunette scivolose.
Da questa nuova angolazione (altitudine) l’orizzonte è limpido e luminoso. Ed è oltremodo splendido. Dovreste vederlo.
Do you want to play (again)?
— Pensavo che avrei chiuso la categoria di post “Erasmus” con questi ultimi pensieri. Prima. Solo ora mi rendo veramente conto di quanto questo capitolo sia solo appena iniziato. —
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Martedì, Febbraio 5th, 2008
La cosa che più mi conforta pensando al futuro è che so per certo che non diventeròmai un drogato, perlomeno nell’accezione classica del termine. E questo semplicemente perché sono troppo pigro e troppo squattrinato per anche solo pensare di andare in cerca di una dose.
Sono quelle certezze che ti danno la serenità per andare avanti: le proprie debolezze a volte sono delle vere e proprie benedizioni.
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Lunedì, Dicembre 3rd, 2007
Mi ha appena sfiorato questa riflessione:
Ad essere gay sarebbe tutto, paradossalmente, molto più semplice.
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Lunedì, Luglio 16th, 2007
Ieri sera chiacchierando mi hanno fatto pensare a quanto veloce sia passato l’ultimo periodo. Classica riflessione. Non riesco però a dare una risposta a questa riflessione: mi sono passati velocemente o no questi ultimi sei mesi? La prima parte di questo 2007 com’è stata?
Ne sono successe di cose da dicembre-gennaio in poi. Una in particolare, ovviamente, in prossimità di capodanno. Da lì ho deciso di fare qualcosa. Di reagire. Di provare a fare qualcosa di concreto, per me stesso. Per non ’soffrire’ più. “Bella cazzata!”, si potrebbe pensare. Ma col senno di poi devo dire che mi ringrazio molto per avere fatto quella scelta. Era il primo passo da fare, senza dubbio. Un passo importante per cercare di oltrepassare quel dato momento e quella data situazione in cui mi sono veramente inchiodato e fatto del male, un po’ come quando in un gioco in scatola ti blocchi in una casella e per qualche ragione non riesci più ad avanzare. Anzi no, è proprio come col Monopoli quando si va in prigione: ci capiti per caso o per sfortuna, e se non riesci più ad uscirne regolarmente devi pagare un caro prezzo. Poi magari ci vuoi tornare, ma non riesci o non puoi. E altre volte ancora con un po’ di fortuna ci vai apposta e cerchi di restarci il più possibile. Cazzo, devo dire che è proprio azzeccato come accostamento mentale.
Con gennaio e l’anno nuovo è stata quindi la volta dell’operazione Ragnarök, con la quale ho cercato di dare un po’ una svolta ad alcune cose. E dopo sei mesi devo dire che qualche buon risultato c’è stato. Ci sono molte cose di me di cui vado molto fiero ed orgoglioso: alcune mie evoluzioni anche caratteriali forse. Ma qui la lista è lunga.
Gennaio è passato, e a febbraio s’è ripresentata un po’ troppo celermente la vita nella sua più cruda e triste realtà. Una visita della quale devo dire facevo volentieri a meno. Si sono ripresentate situazioni, ricordi e pensieri molto intensi. Difficoltà, problemi, avvenimenti non felici. Tutto comunque più che sopportabile, ci tengo a specificarlo. Questo resoconto sembra triste e sciagurato, ma è sottinteso che in realtà la vita mi sta riservando, e mi ha sempre riservato, tanta fortuna e serenità nonostante tutto. Se credessi ancora in qualche entità superiore la ringrazierei ogni secondo per ogni cosa e ogni possibilità straordinaria.
Con la primavera sono tornati i momenti un pelo più sereni, nonché mi si sono rivelate numerose verità cosmiche che mi hanno illuminato ed arricchito notevolmente. Poi mi hanno accettato la domanda per l’Erasmus per cui da quei giorni ormai campo con quella felicità addosso, cosa che sembra stupida ma che mi sta tutt’ora e sempre più aiutando nei momenti meno splendidi. Da aprile poi è stato un misto di cose molto strane e dai riflessi molto accesi ed estremamente cangianti. Alti e bassi pazzeschi.
Negli ultimi tempi mi sono preso tante libertà, di vario tipo. Ma tra le più importanti, mi sono preso la libertà di fare quel cazzo che mi pare, di fottermene riguardo ad un sacco di cose, e di dare ordine e senso a quello che dico e faccio. Sono forse diventato ancor più coerente, pragmatico e concreto di quanto non fossi in precedenza, ma con una dose maggiore di consapevolezza riguardo azioni/reazioni miei e altrui. Forse sono anche diventato ulteriormente più schietto, aperto e cattivo allo stesso tempo. Più crudo anche. Grezzo, sotto certi aspetti.
Dall’altra parte in questi ultimi sei mesi mi sono letteralmente tuffato e sono stato costantemente immerso in un casino di cose ed esperienze nuove. Mi sono poi apparentemente rinchiuso in certi momenti in una sfilza infinita di serie televisive, film, libri, ecc di una bellezza incredibile, arrivando poi anche a vere e proprie overdose di narrazioni e critiche. Facendo i conti ho fatto caso a quante ore ho speso in tutto questo: ore che alcuni etichetterebbero senza nemmeno pensarci un attimo come “tempo perso”, ma ore che io, anche e soprattutto guardandole a distanza di tempo, non rimpiango e anzi sono più che felice di averle passate in un certo modo. Ma che dico ore, giorni! E mi riferisco anche a cazzate tipo Lost o simili.
Anche perché diciamoci la verità, tra queste cose, soprattutto le cazzate mi hanno permesso di andare avanti e non pensare. Non pensare ad un certo tipo di cose. Poi sì, mi hanno messo un casino di altre paranoie, lo ammetto, però capite bene che si parla di livelli ed intensità nettamente diversi. Perché certe cose, spesso quelle più stupide, sono magari quelle cose che ti aiutano ad andare avanti e ad andare avanti. A continuare con l’evoluzione che è la vita. Un’evoluzione che bisogna cercare di tenere sempre viva, in moto, e costante. Un’evoluzione che i 3/4 della popolazione civilizzata di oggi pare fermare appositamente.
Come sono passati dunque questi sei mesi? Non lo so. E non so nemmeno se sono stati gradevoli o meno. So solo che senza di essi, oggi, non sarei quello che sono. Ed insieme a loro anche gli altri mesi passati straordinariamente felici o impietosamente tragici e tristi.
Concluderei con un “C’est la vie.“, ma mi pare la cosa più scontata e triste dell’universo. Per cui mi sembra cosa migliore finire con l’elogiare uno strumento come il blog, o comunque i vecchi diari di una volta, perché sono uno strumento che per chi non si prende ogni tanto e periodicamente (non è il mio caso, ma questo non è il punto) un momento per riflettere e pensare, può essere molto utile per riordinarsi le idee. Quindi, da blogger ad aspiranti-blogger-che-in-realtà -poi-a-volte-sono-persone-che-vivono-a-caso: provate. Ci potreste guadagnare anche in conoscenze.
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Martedì, Maggio 29th, 2007
Nell’ultimo mese mi sono concesso il lusso di alzarmi prima delle 8/9 per ben due volte, dopo chissà quanto tempo.
Non mi crederete (lo so che è dura e sembra impossibile, ma fatelo per me), ma.. ho appurato, con stupore, che sia in Trentino, ore 7, che in Veneto, ore 6, è presente luce in gran quantità proveniente dalla nostra stella preferita (chiamata Sole, ndR). E, pensate, forme di vita intelligente che camminano o viaggiano su automezzi dirigendosi verso ignoti luoghi chiamati “lavoro” o “ufficio”, o ancora (per gli esemplari più giovani) “scuola” e “università”. Incredibile. E’ un mondo nuovo.. un universo da scoprire.
Però casomai giovedì. Che domattina sicuramente avrò sonno.
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Sabato, Marzo 10th, 2007
Me l’ha detto anche il medico: mi devo rilassare.
Io son 2-3 anni che lo dico, e che son sicuro che ho bisogno di rilassarmi un attimo e pensare il meno possibile: ieri ho avuto la conferma ufficiale. La tensione, lo stress, i pensieri, i dubbi, ecc. mi stanno tirando tutto. Ho il corpo tutto in tensione. E come ultimo ne ha risentito pure il timpano dell’orecchio destro. Quindi non erano mie paranoie.
E pensare che tutto sommato non faccio un cazzo tutto il giorno, e che vivo in zone tranquille. Se lavorassi in un’acciaieria di Milano come sarei ridotto? Mah, evidentemente son proprio un debole..
Stress is the confusion created when one’s mind overrides the body’s basic desire to choke the living crap out of some jerk who desperately needs it.
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