Ultimi aggiornamenti: vita RSS

  • Au revoir Rovereto

    postato da nORgE alle 19:44 del 8 agosto 2010 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: bicocca, , , , , magistrale, , , , specialistica, , triennale, , vita

    Scrivere un post del genere, ora, per me non è per niente facile. Troppe emozioni, troppi pensieri e troppi sentimenti impossibili da racchiudere in poche righe. Come spesso mi capita di pensare, per ere come quella appena finita sarebbe necessario scrivere un libro. O, come va di moda ultimamente, una serie di libri: una saga, una trilogia… o un’epica del genere.
    È difficile per me scrivere tutto questo, oggi, anche e soprattutto per una serie di ragioni non del tutto simpatiche e positive, che sono del resto anche (parte del) la causa di questo temporaneo (?) allontanamento dalla “scrittura”, dallo sfogo, dall’aggiornamento, … dal blog vero e proprio – non sono neanche riuscito a scrivere un post in occasione della laurea tanto inseguita! Ma è una cosa che sento di dover fare, e che è giunto il momento di compiere in tutta la sua solennità. No ok, non proprio tutta: vi e mi risparmio altri paragrafi come questo.

    Venerdì scorso (30 luglio 2010), con la consegna delle chiavi di casa al rispettivo proprietario, è ufficialmente finito la mia era roveretana. Proprio a un’era penso quando considero questo periodo della mia vita; non credo di esagerare. Con quest’estate termina il mio primo (si spera) ciclo universitario, e terminano di conseguenza cinque anni di vita in Trentino. Cinque anni intensi ed indescrivibili, che mi piace chiamare trentini ma che in realtà racchiudono anche i sei mesi di Erasmus in Belgio e i sei mesi da pendolare – che non sono poco a livello di avvenimenti ed eventi. Questo blog li ha visti tutti questi cinque anni: più o meno da vicino, più o meno approfonditamente.

    Come detto sono stati cinque anni, spezzati dall’esperienza europea, di vita a Rovereto, in provincia di Trento – sede della mia unica e pittoresca facoltà universitaria di Scienze Cognitive. E, cosa importante e non da poco, cinque anni con uno stesso coinquilino in comune: due anni in una casa, un anno tra Erasmus di entrambi e ospitate varie, e ultimi due anni in un’altra casa. Sempre a Rovereto, e sempre su e giù da casa per almeno un weekend ogni altro. Anche questo distacco, quindi, è molto molto triste. Anche se…

    Da settembre aria nuova, ma non necessariamente migliore (in quanto a qualità della stessa): si passerà quasi sicuramente a Milano, sponda Bicocca, per una nuova ed entusiasmante avventura dal titolo “La Special… ehm, Magistrale”. La storia che mi porterà in terra meneghina è lunga e come promesso ve la risparmio, ma sappiate che c’è di mezzo una specialistica già “iniziata” a Rovereto, una domanda di iscrizione quasi portata a termine – ma distante 10000 euro – per Eindhoven, e una quasi svolta a Siena. Then, Milan: per caso, all’improvviso. Ma ne riparleremo.

    Intanto, un doveroso saluto e ringraziamento all’ormai mio Magico Trentino: gioie e dolori; vita ed esperienze; accoglienza e possibilità. Non è finita nel migliore dei modi, ma Rovereto resterà sempre nel mio cuore come una “seconda” casa – aldilà della banalità del pensiero. Ma non abbandono quella terra, anche se sarà dura tornare tutte le volte che tornerò (e saranno tante, da subito!): la nostra relazione non è finita qui, ma anzi c’è una buona possibilità di restare legati per sempre.

    Ma ora basta lacrime.

     
  • Il primo che insinua un mio aumento di appetito verrà mangiato vivo

    postato da nORgE alle 11:39 del 15 settembre 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: 25, aumento, , , , , , , vita

    Si può dire ciò che si vuole sull’argomento aumento costo della vita, ma sta di fatto che se io tre anni fa facevo la spesa per la settimana (vabbè, cose molto base da universitario medio che torna a casa spesso) con 25€, ora con gli stessi soldi ci sopravvivo sì e no tre giorni.
    E conduco sempre la solita vita da fancazzista eh, anzi: scrocco cene in giro più di prima — e quindi dovrei farmi bastare le cose per più tempo. Incrèdibol.

     
  • This is what May means to me

    postato da nORgE alle 15:45 del 25 maggio 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , , papavero, prato, , , vita

    Mi piace sempre considerare le cose belle che esistono, nella vita. Fa anche questo parte della mia visione di ottimismo, anche se comunque capisco che in realtà posso dare tutt’altra idea con il mio solito brontolare e criticare.
    Ad ogni modo io so come sono, e so cosa mi piace — possono tutti dire la stessa cosa? Per questo mi ritengo un fiero amante dei dettagli e delle cose belle veramente: ciò che è veramente definibile come bello al di là del gusto personale.

    In riferimento a questo, e dopo un cercato (ed effettuato, dopo eoni) giro pomeridiano in mezzo ai campi con lo scooter, volevo fa presente a chi legge e soprattutto ricordare a me stesso per l’ennesima volta cosa veramente ritengo fondamentale e degno di nota. In un messaggio ad una nuova amica ho cercato di sintetizzare così:

    Nonostante tutto, e nonostante ciò che può succedere quotidianamente, trovo che sia particolarmente bello, confortante e rasserenante constatare che bene o male la natura riesce a regalarci sempre delle certezze e delle meraviglie: ad esempio i campi primaverili pieni di papaveri e violette immersi nel frumento.
    Credo che in queste piccole cose si possa trovare spesso il senso e la felicità che cerchiamo sempre altrove. [...]

    Questo è un esempio specifico in riferimento alla situazione attuale, ma spero si capisca il concetto generale.

    Io rimango sempre piacevolmente meravigliato, ed aspetto sempre con ansia queste cose, quando puntualmente ogni anno — e non importano le crisi economiche, gli tsunami, gli inverni più freddi del secolo — la primavera mi/ci regala le più belle mostre ed esposizioni della natura. Da febbraio con i primi accenni e le prime distese di fiorellini azzurri nei prati, e passando per i ciliegi in fiore, si arriva a maggio con tutto lo splendore di cui prima. Credo che queste cose siano prepotentemente meravigliose.
    Le montagne offrono poi altro ancora; delle colline non ne parliamo neanche.. ma è della pianura che so di più, e della pianura parlo specificatamente. Pianura nella quale per certi versi non c’è nulla, quindi figuriamoci la bellezza del mondo in tutta la sua rigogliosa varietà: fiumi, laghi, boschi, foreste, ghiacciai, altipiani, deserti, tundre, taighe, scogliere, spiagge, oceani..
    Vi sembra qualcosa da tralasciare?
    Vi sembra qualcosa da rovinare?
    Vi sembra qualcosa da non (per la quale non valga la pena) vivere?

     
  • Qua la gente non sa più quando stiamo andando su questa tera. Qua la gente non sa più quando stiamo facendo su questa tera

    postato da nORgE alle 18:02 del 26 aprile 2009 | ancora nessun commento Permalink | Rispondi
    Tags: adulto, chiedere, considerazione, , , introspezione, , , , , vita

    Credo che il segreto della vita sia quello di non chiedersi quale sia il segreto della vita, perlomeno secondo le mie ultime considerazioni e/o riflessioni.
    La cosa fondamentale secondo me, invece, è chiedersi quotidianamente cosa vogliamo farci noi con questa vita. Chiedersi “Io, ora come ora, cosa voglio fare? E cosa voglio per il mio futuro, veramente?”, credo sia quantomeno salutare, ma allo stesso tempo mi sto convincendo per esperienza del fatto che sia un pilastro mentale importantissimo nella condizione di un’esistenza. Anzi, più che un pilastro: delle fondamenta. I pilastri sapete da cosa sono costituiti, invece? Dalla risposta che diamo a questa/e domanda/e. La risposta è anch’essa essenziale in questo processo interiore, perché anzitutto dobbiamo capire se siamo in grado di darla, sempre a noi stessi, questa risposta. Il che non è banale. Poi c’è tutto ciò che ne consegue, o ne dovrebbe conseguire; ma a questo in caso c’è da dedicare un’altra e forse più lunga considerazione.
    La domanda con la quale ci chiediamo in fondo quali sono i nostri desideri e le nostre aspirazioni, credo fermamente sia un passo obbligato e necessario, oltre che doveroso e possibilmente più periodico possibile. Credo sia indice di maturità, o anche solo di approccio alla dinamica che porta alla vera consapevolezza adulta. Chiedersi è basilare,  rispondersi forse di più. Dalla risposta — ammesso che siamo capaci di fornircela — possiamo capire meglio noi stessi e il nostro cammino, sia quello già alle nostre spalle (la famosa strada percorsa) o quello intrapreso/da intraprendere.  Chiediamoci cosa vogliamo fare (da grandi?), e sapremo a che punto siamo arrivati.

     
  • Ma lascia stare

    postato da nORgE alle 14:42 del 11 marzo 2009 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , , , vita, zlatan ibrahimović

    Battesimi, lauree, associazioni, serate, compleanni, ritrovi, tirocinio, lezioni, feste, aperitivi, rinfreschi, treni, inaugurazioni, cene, bevute... non dormo più.

    Ma si può fare ’sta vita?
    Cerrrto.

     
  • All life long

    postato da nORgE alle 18:27 del 24 febbraio 2009 | 2 commenti Permalink | Rispondi
    Tags: , , riflettere, , vita

    Il segreto è non pensarci.
    E inventare titoli a cazzo.

     
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