Ieri sera chiacchierando mi hanno fatto pensare a quanto veloce sia passato l’ultimo periodo. Classica riflessione. Non riesco però a dare una risposta a questa riflessione: mi sono passati velocemente o no questi ultimi sei mesi? La prima parte di questo 2007 com’è stata?
Ne sono successe di cose da dicembre-gennaio in poi. Una in particolare, ovviamente, in prossimità di capodanno. Da lì ho deciso di fare qualcosa. Di reagire. Di provare a fare qualcosa di concreto, per me stesso. Per non ’soffrire’ più. “Bella cazzata!”, si potrebbe pensare. Ma col senno di poi devo dire che mi ringrazio molto per avere fatto quella scelta. Era il primo passo da fare, senza dubbio. Un passo importante per cercare di oltrepassare quel dato momento e quella data situazione in cui mi sono veramente inchiodato e fatto del male, un po’ come quando in un gioco in scatola ti blocchi in una casella e per qualche ragione non riesci più ad avanzare. Anzi no, è proprio come col Monopoli quando si va in prigione: ci capiti per caso o per sfortuna, e se non riesci più ad uscirne regolarmente devi pagare un caro prezzo. Poi magari ci vuoi tornare, ma non riesci o non puoi. E altre volte ancora con un po’ di fortuna ci vai apposta e cerchi di restarci il più possibile. Cazzo, devo dire che è proprio azzeccato come accostamento mentale.
Con gennaio e l’anno nuovo è stata quindi la volta dell’operazione Ragnarök, con la quale ho cercato di dare un po’ una svolta ad alcune cose. E dopo sei mesi devo dire che qualche buon risultato c’è stato. Ci sono molte cose di me di cui vado molto fiero ed orgoglioso: alcune mie evoluzioni anche caratteriali forse. Ma qui la lista è lunga.
Gennaio è passato, e a febbraio s’è ripresentata un po’ troppo celermente la vita nella sua più cruda e triste realtà. Una visita della quale devo dire facevo volentieri a meno. Si sono ripresentate situazioni, ricordi e pensieri molto intensi. Difficoltà, problemi, avvenimenti non felici. Tutto comunque più che sopportabile, ci tengo a specificarlo. Questo resoconto sembra triste e sciagurato, ma è sottinteso che in realtà la vita mi sta riservando, e mi ha sempre riservato, tanta fortuna e serenità nonostante tutto. Se credessi ancora in qualche entità superiore la ringrazierei ogni secondo per ogni cosa e ogni possibilità straordinaria.
Con la primavera sono tornati i momenti un pelo più sereni, nonché mi si sono rivelate numerose verità cosmiche che mi hanno illuminato ed arricchito notevolmente. Poi mi hanno accettato la domanda per l’Erasmus per cui da quei giorni ormai campo con quella felicità addosso, cosa che sembra stupida ma che mi sta tutt’ora e sempre più aiutando nei momenti meno splendidi. Da aprile poi è stato un misto di cose molto strane e dai riflessi molto accesi ed estremamente cangianti. Alti e bassi pazzeschi.
Negli ultimi tempi mi sono preso tante libertà, di vario tipo. Ma tra le più importanti, mi sono preso la libertà di fare quel cazzo che mi pare, di fottermene riguardo ad un sacco di cose, e di dare ordine e senso a quello che dico e faccio. Sono forse diventato ancor più coerente, pragmatico e concreto di quanto non fossi in precedenza, ma con una dose maggiore di consapevolezza riguardo azioni/reazioni miei e altrui. Forse sono anche diventato ulteriormente più schietto, aperto e cattivo allo stesso tempo. Più crudo anche. Grezzo, sotto certi aspetti.
Dall’altra parte in questi ultimi sei mesi mi sono letteralmente tuffato e sono stato costantemente immerso in un casino di cose ed esperienze nuove. Mi sono poi apparentemente rinchiuso in certi momenti in una sfilza infinita di serie televisive, film, libri, ecc di una bellezza incredibile, arrivando poi anche a vere e proprie overdose di narrazioni e critiche. Facendo i conti ho fatto caso a quante ore ho speso in tutto questo: ore che alcuni etichetterebbero senza nemmeno pensarci un attimo come “tempo perso”, ma ore che io, anche e soprattutto guardandole a distanza di tempo, non rimpiango e anzi sono più che felice di averle passate in un certo modo. Ma che dico ore, giorni! E mi riferisco anche a cazzate tipo Lost o simili.
Anche perché diciamoci la verità, tra queste cose, soprattutto le cazzate mi hanno permesso di andare avanti e non pensare. Non pensare ad un certo tipo di cose. Poi sì, mi hanno messo un casino di altre paranoie, lo ammetto, però capite bene che si parla di livelli ed intensità nettamente diversi. Perché certe cose, spesso quelle più stupide, sono magari quelle cose che ti aiutano ad andare avanti e ad andare avanti. A continuare con l’evoluzione che è la vita. Un’evoluzione che bisogna cercare di tenere sempre viva, in moto, e costante. Un’evoluzione che i 3/4 della popolazione civilizzata di oggi pare fermare appositamente.
Come sono passati dunque questi sei mesi? Non lo so. E non so nemmeno se sono stati gradevoli o meno. So solo che senza di essi, oggi, non sarei quello che sono. Ed insieme a loro anche gli altri mesi passati straordinariamente felici o impietosamente tragici e tristi.
Concluderei con un “C’est la vie.“, ma mi pare la cosa più scontata e triste dell’universo. Per cui mi sembra cosa migliore finire con l’elogiare uno strumento come il blog, o comunque i vecchi diari di una volta, perché sono uno strumento che per chi non si prende ogni tanto e periodicamente (non è il mio caso, ma questo non è il punto) un momento per riflettere e pensare, può essere molto utile per riordinarsi le idee. Quindi, da blogger ad aspiranti-blogger-che-in-realtà -poi-a-volte-sono-persone-che-vivono-a-caso: provate. Ci potreste guadagnare anche in conoscenze.