Martedì, Giugno 24th, 2008
You bet! Un nuovo scintillante post a punti degno del miglior martedì.
- Verona Blog Awards 2008: codesto blog è ancora una volta candidato in due categorie. Incomprensibilemente, ma con mio sommo piacere. Grazie a chi mi ha segnalato, e grazie in anticipo a chi si sbaglierà nel votare e metterà la preferenza per il sottoscritto.
- Sto quotidianamente macinando fior di chilometri correndo. E sudando: sudo come un porco.
- Mangio come una merda (dire troppe volte porco rende tutto ripetitivo e ridondante, vero?), quindi non dimagrisco di un etto.. ma vabbè.
- L’ho già detto che amo alla follia Valeria Bilello?
- Forse torna BlogBabel, ne sarei molto felice.
- Devo trovare un modo per organizzare la mia scrivania. Devo.
- Fortuna che non sto guardando Studio Aperto, perché non oso immaginare come possa essere una classica puntata in questi giorni di caldo assassino.
- Chissà quanto gli rode a Silvio: quando c’è lui al governo non può vantarsi di nessuna vittoria della nazionale. Ammetto che io ci godo invece.
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Sabato, Aprile 12th, 2008
Ieri sera è andato in onda uno degli spettacoli più raccapriccianti ed allo stesso tempo imbarazzanti che io ricordi. Verrebbe quasi da pensare che non c’è limite al peggio, e forse è proprio così. Il tutto in appena un’ora -scarsa- di diretta, in cui il candidato premier per il Partito delle Libertà se l’è fatta e se l’è detta da solo.
Dopo una notevole -onestamente c’è da dire che non ha sfigurato assolutamente- performance di Veltroni, che tra parentesi se fossi uno che ignora la gente che c’è nel PD potrei anche votarlo perché ispira veramente fiducia e sembrerebbe anche serio, è andato in onda uno dei peggiori teatrini di Berlusconi. Cose veramente incredibili. Scene epiche, discorsi ai limiti dell’assurdo e del paradossale, e battute dal gusto talmente pessimo da farti dimenticare anche che non sono per niente divertenti. Giuro che come sto vedendo in questi giorni Berlusconi non lo vedo da tempo. E’ andato, sta sclerando, non sa più che fare o cosa dire. E’ proprio a passi. Forse non l’abbiamo mai visto così: evidentemente invecchia anche lui cazzo.
Insomma, se date un occhio su vari siti di pseudo informazione nazionale o meglio su qualche blog decente troverete sicuramente racconti e narrazioni esaustive, o megari anche qualche video che renda giustizia a quei quarantacinque minuti (e più) di teatro degli orrori. Andate da qualche altra parte quindi, e scusatemi, ma non ho commentato le inenarrabili schifezze degli ultimi tempi dalla caduta del governo per delle precise ragioni, e non mi va di iniziare certo oggi ad un giorno dalle elezioni. Sono talmente disgustato e stanco che veramente non riesco ad esprimere quanto.
Dopotutto chi mi conosce o segue a sufficienza sa che non voterò, e che anzi sto ancora pensando a quale frase ad effetto scrivere sulla scheda elettorale per annullarla (sì lo so che tanto non la legge nessuno e che è anche controproducente, che dovrei rifiutare la scheda, e che bla bla bla. Ma lo faccio per sentirmi a posto con la coscienza, è un atto di rispetto nei miei stessi confronti), quindi credo che già questo sia indice di quanto io non mi senta rappresentato da nessuno e da quanto sia indignato per le condizioni in cui noi e l’Italia ci siamo/si è ridotti/a.
Resta il fatto che io mi senta comunque pallidamente ottimista, nonostante tutto. Non chiedetemi perché e non fatemi pensare che non lo ero neanche nel 2006 quando in teoria sarebbe dovuto essere tutto più facile. Probabilmente l’istinto irrazionale ha preso il sopravvento per non farmi pensare a quello che sarà con molta facilità questa nazione da martedì in poi. Probabilmente è così e la mia mente mi vuole troppo bene e mi risparmia questa atroce coscienza della realtà. Oppure può anche essere che la mia mente sia così sadica da indurmi ottimismo così da farmi restare ancora più di merda quando vincerà ancora il Silvio ed andremo tutti allo sfascio.
O magari ancora è una sagace idea del mio subconscio che mi permetterà di godere ancora di più quando un giorno in un prossimo futuro chiederò cittadinanza verso qualche altro stato.
Insomma, morale della favola: se credete in qualche dio -e non avete ancora iniziato- pregate, altrimenti che qualcuno ci/mi aiuti.
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